Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 1783 del 10/11/2015


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 1783 Anno 2016
Presidente: LOMBARDI ALFREDO MARIA
Relatore: AMATORE ROBERTO

SENTENZA
sul ricorso proposto da :
ROJAS DIAZ MIJAIL JUSTINIANO, nato a Sucre Oropeza Chuquisaca
Bolivia ), il 5.12.1990 ;
avverso la sentenza del Giudice di Pace di Crema del 5.11.2013
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso ;
udito il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore
generale Dott.ssa Felicetta Marinelli che ha concluso per il
rigetto del ricorso ;
RITENUTO IN FATTO
1.Con la sentenza impugnata il Giudice di Pace di Crema aveva
assolto l’imputato indicato in epigrafe, per i reati di cui agli
artt. 81 cpv, 582 e 594 cp.
1.1. Avverso la sentenza assolutoria ricorre la Procura generale
di Brescia, affidando la sua impugnativa ad un solo motivo di
doglianza.
2. Il ricorso deduce, ai sensi dell’art. 606 lett. e cpp, la
contraddittorietà e la manifesta illogicità della motivazione,
atteso che il giudice di prime cure aveva mandato assolto
1

Data Udienza: 10/11/2015

CONSIDERATO IN DIRITTO

3. Il ricorso è fondato.
3.1 La motivazione resa dal giudice di prime cure, peraltro assai
succinta nel suo contenuto, è viziata da inesorabile illogicità e
contraddittorietà, atteso che, come correttamente rilevato dalla
parte ricorrente, non può logicamente fondarsi una decisione
assolutoria sulla base della sola considerazione che il teste di
riferimento della pubblica accusa – già persona offesa – si sia
reso irreperibile. Ed invero, per il caso di impossibilità
sopravvenuta di esame dibattimentale di teste già escusso nelle
precedenti fasi, il codice di rito consente, ai sensi degli artt.
512 e 512 bis, il recupero delle precedenti dichiarazioni ai fini
della decisione, senza che alcuna valenza probatoria possa farsi
discendere dal presunto disinteresse della persona offesa per la
proseguibilità dell’azione penale.
3.1 Ne consegue l’annullamento della sentenza impugnata con rinvio
per nuovo esame.
P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata con rinvio al Giudice di Pace di
Crema per nuovo esame.
Così deciso in Roma, il 6.11.2015

l’imputato sulla base della semplice considerazione che la mancata
comparizione all’udienza della persona offesa aveva dimostrato il
totale disinteresse di quest’ultima per la perseguibilità dei
reati contestati e dunque ciò determinava il mancato
raggiungimento di una prova sufficiente per fondare un giudizio di
penale responsabilità dell’imputato. Censura il provvedimento
impugnato la parte ricorrente, evidenziando che, in caso di
impossibilità della persona offesa a rendere testimonianza, esiste
il necessario rimedio processuale per recuperare le dichiarazioni
predibattimentali rese dal testimone irreperibile e che alcuna
valenza probatoria negativa poteva farsi discendere dal dimostrato
disinteresse della persona offesa allo sviluppo del procedimento.

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