Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17797 del 20/12/2017


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 17797 Anno 2018
Presidente: DIOTALLEVI GIOVANNI
Relatore: CERVADORO MIRELLA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
DE LUCA LUCIANA nato il 20/11/1967 a NAPOLI

avverso la sentenza del 14/10/2015 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere MIRELLA CERVADORO;

Data Udienza: 20/12/2017

RG.7490/2017 De Luca
‘Considerato che:
La ricorrente chiede l’annullamento della sentenza in epigrafe, deducendo la nullità della
sentenza per violazione dell’art.606 lett. c) e), c.p.p. per inosservanza delle norme processuali
stabilite a pena di nullità, inammissibilità e decadenza in riferimento alla mancata rinnovazione
del dibattimento, e mancanza e manifesta illogicità della motivazione in ordine al giudizio di
responsabilità, alla configurabilità del tentativo di truffa e alla pronuncia risarcitoria..
Nel ricorso si prospettano valutazioni di elementi di fatto, divergenti da quelli cui è
pervenuto il giudice d’appello e vengono riproposte le stesse ragioni già discusse e ritenute
infondate dal giudice del gravame. Le valutazioni di merito sono insindacabili nel giudizio di

l’argomentare scevro da vizi logici (Cass. sez. un., 24 novembre 1999, Spina, 214794), e la
mancanza di specificità dei motivi va poi apprezzata non solo per la loro indeterminatezza, ma
anche per la mancanza di correlazione tra le ragioni argomentate della decisione impugnata e
quelle poste a fondamento dell’impugnazione, questa non potendo ignorare le esplicitazioni del
giudice censurato senza cadere nel vizio di aspecificità, conducente, ai sensi dell’art.591, co.1
lett.c) . c.p.p., nell’inammissibilità (Cass.Sez.IV n.5191/2000 Rv.216473). Anche la censura
relativa al lamentato diniego della rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, è manifestamente
infondata. La rinnovazione del dibattimento nel giudizio d’appello è infatti istituto del tutto
eccezionale; soltanto la rilevanza e la decisività dei fatti, non potuti provare in primo grado, nelle
ipotesi di legge e nel concorso delle richieste condizioni, possono consentire la rinnovazione del
dibattimento (v., tra le tante, Cass.Sez.II, sent.n.8106/2000 Riv.216532); e il provvedimento di
rigetto della richiesta di rinnovazione istruttoria è adeguatamente motivato considerato il dato
documentale acquisito e l’esito delle prove assunte in primo grado.
Le motivazioni svolte dal giudice d’appello non risultano viziate da illogicità manifeste e

sono infine esaustive, neppure in punto responsabilità e in ordine alla sussistenza del reato
(v.pagg.4-6 della sentenza impugnata).
Il ricorso va dichiarato quindi inammissibile. Ne consegue, per il disposto dell’art. 616
c.p.p., la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché al versamento,
in favore della Cassa delle ammende, di una somma che, considerati i profili di colpa emergenti
dal ricorso (v.Corte Cost. sent.n.186/2000), si determina equitativamente in Euro 2000.
PQM
dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese
processuali

ella somma di Euro 2000 in favore della Cassa delle ammende

Ro a, 0.12.2017

legittimità, quando il metodo di valutazione delle prove sia conforme ai principi giurisprudenziali e

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