Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17789 del 20/12/2017


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 17789 Anno 2018
Presidente: DIOTALLEVI GIOVANNI
Relatore: CERVADORO MIRELLA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
ANDRIULO EMILIANO nato il 21/12/1978 a FRANCAVILLA FONTANA

avverso la sentenza del 29/04/2016 della CORTE APPELLO di LECCE
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere MIRELLA CERVADORO;

Data Udienza: 20/12/2017

RG. 6993/2017 Andriulo
Considerato che:
Il ricorrente chiede l’annullamento della sentenza in epigrafe, deducendo la nullità della
sentenza per violazione dell’art.606 lett. c) e), c.p.p. per inosservanza delle norme processuali
stabilite a pena di nullità, inammissibilità e decadenza in riferimento alla mancata rinnovazione
del dibattimento, e mancanza e manifesta illogicità della motivazione in ordine al giudizio di
responsabilità, alle statuizioni civili, al diniego delle attenuanti generiche e alla determinazione
della pena.
Nel ricorso si prospettano valutazioni di elementi di fatto, divergenti da quelli cui è
pervenuto il giudice d’appello e vengono riproposte le stesse ragioni già discusse e ritenute

legittimità, quando il metodo di valutazione delle prove sia conforme ai principi giurisprudenziali e
l’argomentare scevro da vizi logici (Cass. sez. un., 24 novembre 1999, Spina, 214794), e la
mancanza di specificità dei motivi va poi apprezzata non solo per la loro indeterminatezza, ma
anche per la mancanza di correlazione tra le ragioni argomentate della decisione impugnata e
quelle poste a fondamento dell’impugnazione, questa non potendo ignorare le esplicitazioni del
giudice censurato senza cadere nel vizio di aspecificità, conducente, ai sensi dell’art.591, co.1
lett.c) c.p.p., nell’inammissibilità (Cass.Sez.IV n.5191/2000 Rv.216473). Anche la censura
relativa al lamentato diniego della rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, è manifestamente
infondata. La rinnovazione del dibattimento nel giudizio d’appello è infatti istituto del tutto
eccezionale; soltanto la rilevanza e la decisività dei fatti, non potuti provare in primo grado, nelle
ipotesi di legge e nel concorso delle richieste condizioni, possono consentire la rinnovazione del
dibattimento (v., tra le tante, Cass.Sez.II, sent.n.8106/2000 Riv.216532); e il provvedimento di
rigetto della richiesta di rinnovazione istruttoria in appello può, come nella fattispecie, essere
motivato anche implicitamente in presenza di un quadro probatorio definito, certo e non
abbisognevole di approfondimenti indispensabili (Cass. Sez.IV, sent. n. 47095 /2009 Rv.
245996).
Le motivazioni svolte dal giudice d’appello non risultano viziate da illogicità manifeste e
sono infine esaustive, in relazione a tutti i motivi d’appello, e in particolare sia in punto
responsabilità che in ordine alla sussistenza del reato (v.pagg.2 e 3 della sentenza), nonché del
trattamento sanzionatorio e del diniego delle attenuanti generiche in considerazione delle
modalità dell’azione e dei precedenti penali.
Il ricorso va dichiarato quindi inammissibile. Ne consegue, per il disposto dell’art. 616
c.p.p., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché al versamento, in
favore della Cassa delle ammende, di una somma che, considerati i profili di colpa emergenti dal
ricorso (v.Corte Cost. sent.n.186/2000), si determina equitativamente in Euro 2000.
PQM
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali

la somma di Euro 2000 in favore della Cassa delle ammende.
0.12.2017

infondate dal giudice del gravame. Le valutazioni di merito sono insindacabili nel giudizio di

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