Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17678 del 06/03/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 17678 Anno 2018
Presidente: IASILLO ADRIANO
Relatore: DI PISA FABIO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
BEN ABDALLAH LOTFI nato il 10/07/1987

avverso la sentenza del 06/04/2017 della CORTE APPELLO di BOLOGNA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere FABIO DI PISA;

Data Udienza: 06/03/2018

R.G. 45587/2017
FATTO E DIRITTO

1. BEN ABDALLAH Lofti ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza in epigrafe
deducendo violazione di legge difetto di motivazione relativamente alla affermazione della
propria responsabilità in ordine al reato di rapina contestato e quanto alla omessa concessione

2. Il ricorso è inammissibile in quanto i motivi sono manifestamente infondati
2.1. Occorre osservare che le censure proposte con il primo motivo vanno ritenute null’altro
che un modo surrettizio di introdurre, in questa sede di legittimità, una nuova valutazione di
quegli elementi fattuali già ampiamente presi in esame dalla corte territoriale la nell’esaminare
i medesimi motivi di doglianza dedotti con gli odierni ricorsi – con motivazione congrua e del
tutto coerente con gli indicati elementi probatori acquisiti – ha puntualmente disatteso le tesi
difensiva, correttamente ritenendo integrata la ipotesi di,rapina (sent. f. 3).
2.2. Anche il profilo relativo mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche ex art.
62 bis cod. pen. deve ritenersi manifestamente infondato.
Deve, infatti, osservarsi che i giudici di merito, nel negare le circostanze attenuanti generiche
all’ imputato, hanno correttamente valutato i criteri di cui all’art. 133 cod. pen., evidenziando i
numerosi procedimenti penali dell’ imputato “omogenei, specifici e recenti” (sul punto la corte
ha richiamato integralmente le argomentazioni di primo grado, v. f. 2 e 4). La Suprema Corte
ha, d’altronde, più volte affermato che ai fini dell’applicabilità delle circostanze attenuanti
generiche di cui all’art. 62 bis cod. pen., il Giudice deve riferirsi ai parametri di cui all’art. 133
c.p., ma non è necessario, a tale fine, che li esamini tutti, essendo sufficiente che specifichi a
quale di esso ha inteso fare riferimento. (Si veda ad esempio Sez. 2, Sentenza n. 2285 del
11/1072004 Ud. – dep. 25/01/2005 – Rv. 230691), sicchè la sentenza sul punto è immune da
censure.

3. Per le considerazioni esposte, dunque, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile. Alla
declaratoria d’inammissibilità consegue, per il disposto dell’art. 616 cod. proc. pen., la
condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché al pagamento alla Cassa
delle Ammende di una somma che, ritenuti e valutati i profili di colpa emergenti dal ricorso, si
determina equitativamente in duemila euro.
P.Q.M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
al versamento della somma di duemila euro alla Cassa delle Ammende.
Così deciso in Roma, il 6 Marzo 2018
H consigliere estensore

presidente

delle attuanti generiche.

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA