Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17614 del 06/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 17614 Anno 2018
Presidente: IASILLO ADRIANO
Relatore: DI PISA FABIO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
ESPOSITO SAVERIO nato il 11/05/1965 a BITRITTO

avverso la sentenza del 23/05/2017 della CORTE APPELLO di BARI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere FABIO DI PISA;

Data Udienza: 06/03/2018

R.G. 31594/2017
FATTO E DIRITTO

1. ESPOSITO Saverio, personalmente, ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza
in epigrafe deducendo, violazione di legge e difetto di motivazione quanto alla mancata
concessione delle circostanze attenuanti generiche.

2.1. Occorre osservare che i giudici di merito, nel negare le circostanze attenuanti generiche
ali’ imputato, hanno correttamente valutato i criteri di cui all’art. 133 cod. pen., evidenziando i
gravi precedenti penali dell’ imputato per rapine e reati in materia di armi. La Suprema Corte
ha, d’altronde, più volte affermato che ai fini dell’applicabilità delle circostanze attenuanti
generiche di cui all’art. 62 bis cod. pen., il Giudice deve riferirsi ai parametri di cui all’art. 133
c.p., ma non è necessario, a tale fine, che li esamini tutti, essendo sufficiente che specifichi a
quale di esso ha inteso fare riferimento. (Si veda ad esempio Sez. 2, Sentenza n. 2285 del
11/1072004 Ud. – dep. 25/01/2005 – Rv. 230691), sicchè la sentenza anche sul punto è
immune da censure.

3. Per le considerazioni esposte, dunque, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile. Alla
declaratoria d’inammissibilità consegue, per il disposto dell’art. 616 cod. proc. pen., la
condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché al pagamento alla Cassa
delle Ammende di una somma che, ritenuti e valutati i profili di colpa emergenti dal ricorso, si
determina equitativannente in duemila euro.

P.Q.M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
al versamento della somma di duemila euro alla Cassa delle Ammende.
Così deciso in Roma, il 6 Marzo 2018

consigliere estensore

H presidente

2. Il ricorso deve ritenersi inammissibile.

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