Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17584 del 06/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 17584 Anno 2018
Presidente: IASILLO ADRIANO
Relatore: PACILLI GIUSEPPINA ANNA ROSARIA

Data Udienza: 06/03/2018

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
RUSSO MAURIZIO nato il 17/02/1978 a NAPOLI

avverso la sentenza del 15/11/2016 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPINA ANNA ROSARIA PACILLI;

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RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Con la sentenza indicata in epigrafe, la Corte d’appello di Napoli, in riforma
della sentenza emessa dal Tribunale di Napoli Nord il 15 aprile 2016, ha concesso le
attenuanti generiche equivalenti alle contestate aggravanti e rideterminato la pena,
confermando nel resto la pronuncia impugnata con cui RUSSO MAURIZIO, in atti
generalizzato, è stato ritenuto responsabile dei delitti di rapina in continuazione.
Ha proposto ricorso per cassazione il difensore dell’imputato, deducendo

responsabilità dell’imputato, che aveva minacciato solo di fare del male a sé e non ad
altri.
2. Il ricorso è inammissibile perché proposto per motivo privo di specificità e,
comunque, manifestamente infondato.
Il ricorrente reitera, per di più genericamente, doglianze già disattese dalla Corte
territoriale (v. f. 4 della sentenza impugnata) con argomentazioni corrette, logiche,
non contraddittorie e, pertanto, esenti da vizi censurabili in questa sede.
Le doglianze del ricorrente si risolvono, dunque, in una sollecitazione a valutare
diversamente il materiale probatorio: richiesta, questa, inammissibile.
Va ricordato, in proposito, che il controllo del giudice di legittimità sui vizi della
motivazione attiene alla coerenza strutturale della decisione, di cui si saggia la
oggettiva tenuta sotto il profilo logico argomentativo, restando precluse la rilettura
degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione e l’autonoma adozione di
nuovi e diversi parametri di ricostruzione e valutazione dei fatti.
3. La declaratoria di inammissibilità totale del ricorso comporta, ai sensi dell’art.
616 c.p.p., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché —
valutati i profili di colpa nella proposizione del ricorso inammissibile (Corte cost., 13
giugno 2000 n. 186) – della somma indicata in dispositivo in favore della Cassa delle
Ammende a titolo di sanzione pecuniaria.
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di euro duemila alla Cassa delle
ammende.
Così deciso in Roma, udienza camerale del 6 marzo 2018

violazione di legge, per avere la Corte territoriale affermato apoditticamente la

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