Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17500 del 27/02/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 3 Num. 17500 Anno 2018
Presidente: ANDREAZZA GASTONE
Relatore: DI STASI ANTONELLA

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
BASILE ANTONINO, nato a Palermo il 18/02/1997

avverso l’ordinanza del 18/10/2017 del Tribunale di Palermo

visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Dott.ssa Antonella Di Stasi;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale dott.
Giulio Romano, che ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso;
udito per l’imputato l’avv. Stefano Vitale, che ha concluso riportandosi ai
motivi.

Data Udienza: 27/02/2018

RITENUTO IN FATTO

1. Con ordinanza del 18.10.2017, il Tribunale di Palermo, a seguito di appello
proposto dal PM avverso l’ordinanza reiettiva di applicazione di misura cautelare
emessa dal Giudice per le indagini preliminari dello stesso Tribunale, applicava a
Basile Antonino la misura cautelare dell’obbligo quotidiano di presentazione alla
P.G. territorialmente competente alle ore 8,00 ed alle ore 20,00 ravvisando gravi

309/1990 e le esigenze cautelari di cui all’art. 274 lett. c) cod.proc.pen.

2. Avverso tale ordinanza ha proposto ricorso per cassazione Basile Antonio,
a mezzo del difensore di fiducia, articolando il motivo di seguito enunciato nei limiti
strettamente necessari per la motivazione, come disposto dall’art. 173 comma 1,
disp. alt cod. proc. pen.
Il ricorrente deduce violazione di legge e mancanza di motivazione circa la
sussistenza delle esigenze cautelari ex art. 274 cod.proc.pen., lamentando che il
Tribunale aveva ritenuto sussistente il pericolo di reiterazione delle condotte
criminose contestate con argomentazioni che si risolvevano in mere formule di
stile e senza considerare che le indagini avevano evidenziato che i fatti contestati
erano datati nel tempo ed erano avvenuti in arco temporale ristretto, in epoca
prossima al giugno 2016.
Chiede, pertanto, l’annullamento della ordinanza impugnata.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è infondato.
2.11 provvedimento impugnato è esente da vizi di motivazione in ordine alla
valutazione della susssistenza delle esigenze cautelari e, cioè, del pericolo di
reiterazione criminosa.
Il Tribunale non si è limitato ad evocare la gravità del titolo di reato
(detenzione continuata finalizzata alla cessione di sostanza stupefacente del tipo
hashish) ma ha anche espressamente valutato la personalità dell’indagato
richiamando la significativa capacità a delinquere desunta dalle modalità del fatto
(sistematicità e ripetizione della condotta di cessione a terzi jclia dimostrativa di
una personalità priva di remore nella alimentazione del mercato degli
stupefacenti).
Tale valutazione è conforme ai principi affermati da questa Corte (Sez.3,
n.1166 del 02/12/2015, dep.14/01/2016, Rv.266177) secondo cui, in tema di

2

indizi di colpevolezza in relazione al reato di cui all’art. 73 comma 1 d. P.R. n.

esigenza cautelare costituita dal pericolo di reiterazione di reati della stessa indole,
prevista dall’art. 274 c.p.p., lett. c), la pericolosità sociale dell’indagato deve
risultare congiuntamente dalle specifiche modalità e circostanze del fatto e dalla
sua personalità ed il concreto pericolo di reiterazione dell’attività criminosa può
essere desunto anche dalla molteplicità dei fatti contestati, in quanto la stessa,
considerata alla luce delle modalità della condotta concretamente tenuta, può
essere indice sintomatico di una personalità proclive al delitto (Sez.3, n.3661 del
17/12/2013,dep.27/01/2014, Rv.258053).

recidivanza esponendo, con congrue ed esaustive argomentazioni, le ragioni
giustificative della valutazione sul quadro cautelare.
Del pari congrua è la valutazione relativa all’attualità delle esigenze cautelari.
Invero, il requisito della attualità, non può certo essere equiparato
all’imminenza del pericolo di commissione di un ulteriore reato, ma sta invece ad
indicare la continuità del periculum libertatis nella sua dimensione temporale, che
va apprezzata sulla base della vicinanza ai fatti in cui si è manifestata la
potenzialità criminale dell’indagato ovvero della presenza di elementi indicativi
recenti, idonei a dar conto della effettività del pericolo di concretizzazione dei rischi
che la misura cautelare è chiamata a neutralizzare.
L’ordinanza impugnata – come già si è avuto modo di rilevare – ha pienamente
osservato i criteri direttivi ora indicati, perché in essa la valutazione è stata
eseguita richiamando la valorizzazione di un complesso di emergenze
coerentemente rappresentate, in particolare, dall’analisi delle specifiche modalità
di realizzazione della condotta delittuosa oltre che dalla disamina del peculiare
contesto in cui il reato si è realizzato ed ha prodotto i suoi effetti, alla luce della
qualificata personalità negativa palesata dal ricorrente: elementi tutti idonei
ti, rendere non solo concreto ma anche attuale il pericolo di recidivanza.

La motivazione complessiva è, quindi, adeguata, logica e conforme a diritto
anche alla luce della modifica dell’art. 274 lett, c) cod.proc.pen., ad opera della
legge 16 aprile 2015, n. 47, che richiede che il pericolo che l’imputato commetta
altri delitti deve essere non solo concreto, ma anche attuale.
3. Consegue, pertanto, il rigetto del ricorso e, in base il disposto dell’art. 616
cod.proc.pen. la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali.

3

Il Tribunale, quindi, ha valorizzato ampiamente il concreto pericolo di

Manda la Cancelleria per gli adempimenti di cui all’art 28 regolamento
esecuzione c.p.p.

Così deciso il 27/02/2018

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA