Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 1749 del 23/11/2012


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 1749 Anno 2013
Presidente: SERPICO FRANCESCO
Relatore: FIDELBO GIORGIO

SENTENZA

sul ricorso proposto da
Enrico Maria Indraccolo, nato a Lecce l’8.3.1945
avverso il decreto del 28 novembre 2011 emesso dal G.I.p. del Tribunale di
Lecce, nei procedimento a carico di Vito Perroni, nato a Collepasso il
14.2.1955;
visti gli atti, il decreto impugnato e il ricorso;
lette le richieste del sostituto procuratore generale Francesco Mauro
Iacoviello, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso;
udita la relazione del consigliere dott. Giorgio Fidelbo.

Data Udienza: 23/11/2012

lemmi» IN PATTO E IN DIRITTO
Tramite il suo difensore di fiducia ricorre per cassazione Enrico Maria
Indraccolo, in qualità di persona offesa, avverso il decreto di archiviazione
emesso de piano dal G.i.p. dei Tribunale di Lecce nel procedimento a carico di
Vito Perrone, sottoposto ad indagini per il reato di cui agii artt. 81 e 323 c.p.
– con il primo motivo violazione di legge processuale e connesso vizio
logico In relazione alla ritenuta Inammissibilità dell’opposizione alla richiesta di
archiviazione;
– con II secondo motivo violazione di legge sostanziale con riferimento
alla ritenuta infondatezza della notizia di reato.
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oext.

Il ricorso è infondato.
Quanto al primo motivo sl osserva che con l’atto di opposizione la
persona offesa si è limitata genericamente a richiedere “le opportune
indagini”, omettendo ogni indicazione specifica sui relativi elementi di prova,
cui si riferisce espressamente l’art. 410 c.p.p., per cui l’opposizione andava
comunque dichiarata inammissibile.
Riguardo al secondo motivo si rileva che la censura proposta si risolve in
una critica all’error in iudicando, non ammissibile avverso Il provvedimento di
archiviazione.
Ne consegue che il ricorso deve essere dichiarato Inammissibile, con la
condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma
In favore della cassa delle ammende, che si ritiene equo determinare in euro
1.000,00.

P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna Il ricorrente al pagamento
delle spese processuali e della somma di euro mille In favore della cassa delle
ammende.
Così deciso il 23 novembre 2012

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Il ricorrente deduce:

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