Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17458 del 30/01/2018


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 17458 Anno 2018
Presidente: SARNO GIULIO
Relatore: CENTOFANTI FRANCESCO

SENTENZA

sul conflitto di competenza sollevato da:
TRIBUNALE di SANTA MARIA CAPUA VETERE nei confronti di:
TRIBUNALE di NAPOLI NORD
nel procedimento a carico di LICCARDI SALVATORE
con l’ordinanza del 10/05/2017 del TRIBUNALE di SANTA MARIA CAPUA VETERE
sentita la relazione svolta dal Consigliere FRANCESCO CENTOFANTI;
udite le conclusioni del Pubblico ministero, in persona dell’Avvocato generale
FRANCESCO MAURO IACOVIELLO, che ha chiesto dichiararsi la competenza del
Tribunale di Napoli Nord.

Data Udienza: 30/01/2018

RITENUTO IN FATTO

1. In data 21 dicembre 2016 il Tribunale di Napoli – nell’ambito del giudizio
immediato, pendente a carico di più imputati, per violazioni della normativa di
cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di gestione dei rifiuti
(ricadente nel catalogo ex art. 51, comma 3-bis, cod. proc. pen.) – per quanto di
rilievo si dichiarava incompetente, tra l’altro, a conoscere delle imputazioni di cui
ai capi D) e F), entrambe ascritte a Salvatore Liccardi ed entrambe concernenti

decreto legislativo), infine conferiti in discariche ricadenti, rispettivamente, nei
territori dei Tribunali di Napoli Nord e di Santa Maria Capua Vetere.
Sul presupposto che il delitto di cui all’art. 260 decreto legislativo n. 152 del
2006 si consumi nel luogo ove sia avvenuta la reiterazione delle condotte illecite
costitutive della fattispecie, e che queste ultime in concreto si fossero
concentrate nei siti di conferimento dei rifiuti, il Tribunale di Napoli affermava la
rispettiva competenza di quelli di Napoli Nord (per il reato sub D) e di Santa
Maria Capua Vetere (per il reato sub F), cui disponeva trasmettersi gli atti.

2. Instaurato il giudizio dinanzi al Tribunale di Napoli Nord, quest’ultimo chiamato tra l’altro, dalla difesa di Liccardi, a pronunciarsi in ordine alla
questione di competenza – pronunciava l’ordinanza 9 maggio 2017 con cui, nel
confermare la propria in ordine al reato sub) D), consumato nel suo territorio,
escludeva altresì profili di connessione tra quest’ultimo ed il reato sub F),
consumato nel territorio di Santa Maria Capua Vetere, che negava così di poter
attrarre nella propria cognizione.

3. Per parte sua, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, inscenato il
giudizio, con ordinanza 10 maggio 2017 declinava la competenza in ordine al
reato sub F), ritenendolo contestato in continuazione (e quindi connesso) con il
reato sub D), di pari gravità ed anteriormente commesso, senza che
all’operatività dell’art. 16, comma 1, cod. proc. pen. fossero di ostacolo la
parziale diversità delle modalità cui si connetteva, nell’una e nell’altra discarica,
la gestione abusiva dei rifiuti, ovvero l’esistenza (per il solo capo D) di ulteriori
concorrenti nel reato.
Detto Tribunale, contestualmente, rimetteva gli atti a questa Corte di
cassazione per la risoluzione del conflitto, ai sensi degli artt. 28, comma 1, lett.
b), e 30, cod. proc. pen.

CONSIDERATO IN DIRITTO

2

la fattispecie di organizzazione del traffico illecito di rifiuti (art. 260 del predetto

1.

Preliminarmente va dichiarata l’ammissibilità del conflitto, in quanto

entrambi i giudici hanno espressamente ricusato di procedere al giudizio, nei
confronti di Liccardi, in ordine al reato sub F) a lui contestato, e da ciò consegue
una stasi del procedimento, che può essere superata solo con la decisione di
questa Corte.

2. Così circoscritto il conflitto quanto al suo oggetto, esso deve essere

di Napoli Nord.

3. La continuazione, idonea a determinare (ex art. 12, comma 1, lett. b),
cod. proc. pen.) lo spostamento di competenza per connessione, si fonda
sull’astratta configurabilità del nesso (la medesimezza del disegno criminoso) che
leghi tra loro, ex art. 81 cpv. cod. pen., i reati contestati.
Da tale principio, più volte affermato dalla giurisprudenza di legittimità (sia
pure incidentalmente, in relazione al distinto requisito della necessaria
comunanza dei compartecipi: Sez. 2, n. 17090 del 28/02/2017, Bilalaj, Rv.
269960; Sez. 1, n. 8526 del 09/01/2013, confl. comp. in proc. Baruffo, Rv.
254924; Sez. 1, n. 5725 del 20/12/2012, dep. 2013, Settepani, Rv. 254808;
Sez. 1, n. 38170 del 23/09/2008, confl. comp. in proc. Schiavone, Rv. 241143),
deriva la conseguenza che, ai fini della connessione, al riscontro della
continuazione sia sufficiente la presenza di plausibili elementi a suo sostegno,
mentre ogni valutazione definitiva sul punto è rinviata alla decisione conclusiva
del giudizio.
Alla formulazione ex ante della relativa prognosi, ai medesimi fini, non è di
ostacolo l’eventuale mancata contestazione della continuazione nei capi
d’imputazione, giacché, come è stato più volte rimarcato (Sez. 2, n. 28712 del
03/04/2013, Parrillo, Rv. 255705; Sez. 3, n. 15927 del 05/03/2009, Sampech,
Rv. 243408), non sussiste in tal senso alcun obbligo per il pubblico ministero, in
quanto gli artt. 416 e 429 cod. proc. pen. (quest’ultimo richiamato, per il giudizio
immediato, dall’art. 456, comma 1) richiedono soltanto che sia enunciato «in
forma chiara e precisa» il fatto e le circostanze che possono importare un
aggravamento della responsabilità dell’imputato; mentre il riconoscimento
dell’unicità del disegno criminoso dà luogo per lui ad un trattamento
sanzionatorio di favore, il cui apprezzamento è rimesso direttamente al giudice.

4. La connessione è un criterio razionale per determinare la competenza, nei
casi espressamente indicati dalla legge (che sono di stretta interpretazione, in

3

risolto, nel merito, con l’affermazione della competenza a giudicare del Tribunale

quanto correlati al principio costituzionale del giudice naturale precostituito: Sez.
1, n. 25723 del 20/05/2008, confl. comp. in proc. Feleppa, Rv. 240462), tra cui
rientra l’ipotesi della continuazione.
Rispetto al medesimo imputato, che debba rispondere di più reati commessi
in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, il simultaneus processus giova
senza dubbio, da un lato, al miglior accertamento probatorio dei fatti sottostanti,
alla speditezza dei giudizi ed alla coerenza delle decisioni, e, dall’altro,
all’interesse della persona accusata (direttamente richiamato dalla

concentrare in unico contesto le sue difese e, in caso di condanna, di accedere
sin dalla cognizione al più benevolo trattamento sanzionatorio sopra menzionato.

5.

Nel caso di specie, a seguito della conoscenza e dell’autonoma

valutazione degli atti e delle vicende processuali, che competono alla Corte di
cassazione in sede di risoluzione dei conflitti (Sez. U, n. 18621 del 23/06/2016,
confl. giur. in proc. Zimarmani, Rv. 269585), la medesimezza di disegno
criminoso tra i capi D) e F) può essere astrattamente ritenuta indipendentemente dal rilievo interno o esterno della continuazione pur
contestata dal pubblico ministero, e salva la valutazione finale di merito – sulla
base dell’omogeneità delle fattispecie (integranti la violazione dell’art. 260
decreto legislativo n. 152 del 2006), dell’unitarietà strutturale delle ipotizzate
condotte in esse ricadenti (il sistematico conferimento di inerti in discarica, in
assenza di documenti di accompagnamento, o in presenza di documenti
falsificati), della loro contestualità temporale e contiguità spaziale (le condotte
riguardano siti limitrofi e si presentano parzialmente sovrapposte nel tempo),
della comunanza delle compagini e dei mezzi imprenditoriali impiegati.

6. Né all’applicazione dell’art. 12, comma 1, lett. b), cod. proc. pen. può
ritenersi di ostacolo il fatto che, in relazione alla sola imputazione sub D),
anteriormente commessa, Liccardi risponda del reato in concorso con terzi.
La connessione viene in concreto ad operare proprio in favore del giudice già
investito di detto reato, sicché i coimputati non sono in alcun modo distolti dal
loro giudice naturale precostituito.
L’insegnamento, secondo cui la connessione per continuazione è idonea a
determinare lo spostamento della competenza soltanto quando l’identità del
disegno criminoso sia comune a tutti i compartecipi (che si trova affermato dalla
giurisprudenza di legittimità già citata nel paragrafo 3, secondo periodo),
riguarda evidentemente quelli interessati da detto spostamento.

4

giurisprudenza di legittimità già citata nel paragrafo 3, secondo periodo) di poter

Il principio risponde infatti alla citata esigenza di rispettare l’art. 25, secondo
comma, Cost., e non ha ragion d’essere rispetto ai concorrenti non imputati dei
reati oggetto di

traslatio,

la cui sede processuale originaria non subisce

mutamenti.

7. Conclusivamente, l’astratta configurabilità del nesso di continuazione tra
i reati sub D) e F) ascritti a Liccardi, il primo soltanto in concorso con terzi,
importa l’applicazione della regola di connessione di cui all’art. 16, comma 1,

In base ad essa, essendo identiche le fattispecie di reato, opera il criterio
della priorità temporale, e – poiché la contestazione sub D) risulta
temporalmente anteriore (condotta perdurante ex art. 260 decreto legislativo n.
152 del 2006, iniziata sin dal gennaio 2014, a fronte di condotta sub F)
identicamente configurata, iniziata solo da giugno 2014) e risulta consumata nel
circondario del Tribunale di Napoli Nord – va dichiara la competenza di questa
sede giudiziaria, cui gli atti debbono essere trasmessi per l’ulteriore corso.

P.Q.M.

Dichiara la competenza del Tribunale di Napoli Nord cui dispone trasmettersi
gli atti.
Così deciso il 30/01/2018

cod. proc. pen.

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