Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17379 del 31/01/2018


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 17379 Anno 2018
Presidente: PICCIALLI PATRIZIA
Relatore: BELLINI UGO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
TONANI PASQUALE N. IL 13/07/1944
avverso la sentenza n. 1089/2016 CORTE APPELLO di GENOVA, del
19/05/2016
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 31/01/2018 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. UGO BELLINI
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. E ei•su_11 e;tta, G_Ju.ce
che ha concluso per
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Data Udienza: 31/01/2018

N.

RG.

RITENUTO IN FATTO

1. TONANI Pasquale ricorre avverso la sentenza in epigrafe la quale confermava la sentenza del Tribunale di Genova che lo aveva riconosciuto colpevole del
reato di guida in stato di ebbrezza di cui all’art.186 lett.c) C.d.S., esclusa la circostanza aggravante di avere provocato un sinistro stradale, e lo aveva condan-

2. Il ricorrente deduce difetto di motivazione e violazione di legge in punto di
ritenuta utilizzabilità delle analisi relative al tasso alcolemico in assenza di un
consenso al prelievo e del mancato avviso di cui all’art.114 disp.att.
cod.proc.pen.. In particolare rappresenta che del tutto erroneamente e in termini
illogici il giudice di appello aveva escluso la necessità dell’espressione di un valido ed effettivo consenso da parte del conducente sottoposto all’esame emato
chimico e, in particolare che fosse necessario rivolgere l’avviso di cui all’art.114
bis disp.att. cod.proc.pen. in ipotesi ove, come nella specie, il conducente era
stato sottoposto a trattamenti sanitari protocollari che non prevedevano analisi
ennatochimiche.
Sotto diverso profilo deduceva altresì vizio motivazionale in relazione al mancato
riconoscimento della causa di non punibilità di cui all’art.131 bis cod.pen.
Chiede, pertanto, annullarsi la sentenza impugnata.

RITENUTO IN DIRITO

3. Ebbene, recentemente il giudice di legittimità ha operato una approfondita
analisi sullo stato della giurisprudenza in punto di interpretazione dell’art.186
comma V Cod.della Strada, nella parte in cui disciplina l’attività e gli obblighi della polizia giudiziaria qualora il conducente di veicolo incorso in sinistro stradale
necessiti di cure sanitarie e sia destinato presso struttura pubblica affinchè le
stesse vengano somministrate, allorquando si ponga anche la necessità di accertare se il conducente presenti uno stato di alterazione determinato
dall’assunzione di sostanze alcoliche penalmente rilevante (art.186 comma II
C.d.S.).
3.1 Occorre all’uopo ricordare che ai sensi dell’art.186 comma V Cod.Strad.
per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche,
l’accertamento del tasso alcokémico viene effettuato su richiesta degli organi di
Polizia stradale da parte delle strutture sanitarie di base o di quelle accreditate o
comunque a tali fini equiparate. Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di Po-

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fre/

nato alla pena di quattro mesi di arresto ed C 1.000 di ammenda.

N.

RG.

tizia stradale la relativa certificazione, estesa alla prognosi delle lesioni accertate, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti disposizioni di legge.

4.

Il Supremo collegio in ordine a tali adempimenti ha affermato che, sulla

base di una interpretazione sistematica delle disposizioni dell’art.186 C.d.S.
commi 5-6 e 7 C.d.S., a fronte degli accertamenti diagnostici delegati alla struttura sanitaria che ha in cura il paziente a seguito di sinistro stradale in relazione

l’esplicitazione di un consenso del paziente ma che, a fronte della somministrazione di cure che non necessitano del prelievo di campioni di sangue, viene sempre fatta salva la possibilità del paziente di rifiutare di sottoporsi all’esame, incorrendo nella violazione di cui all’art.186 comma 7 C.d.S. Ha affermato invero il
giudice di legittimità che in presenza dei presupposti di fatto indicati (coinvolgimento del conducente in un incidente stradale, sua sottoposizione a cure mediche da parte della struttura sanitaria) l’accertamento del tasso alcoolemico, richiesto ai sanitari da organi della Polizia Giudiziaria, è utilizzabile ai fini dell’affermazione di responsabilità dell’interessato, indipendentemente dal consenso
che costui abbia o meno prestato all’effettuazione dell’accertamento stesso. Il
primo presupposto di fatto, e cioè il coinvolgimento in un incidente stradale, è un
dato oggettivo, non rilevando se esso abbia o meno coinvolto solo il veicolo
dell’interessato o anche di altri, quel che importa, infatti, è il pericolo causato alla circolazione stradale; per la sussistenza del secondo presupposto è necessario
che il prelievo ematico sia stato eseguito dal personale sanitario della struttura,
presso cui è stato condotto l’interessato, nell’ambito di un protocollo medico di
pronto soccorso; a tal fine, ovviamente, la valutazione se si debba o meno sottoporre il medesimo a cure mediche e procedere anche al prelievo ematico, onde
predisporre adeguate cure farmacologiche, è rimessa agli stessi sanitari.
Nell’ambito delle cure che vengono in tal modo prestate, con il prelievo ematico,
gli organi di P.G. sono legittimati a richiedere l’accertamento del tasso alcoolemico, i cui risultati possono essere utilizzati ai fini penali, indipendentemente dal
consenso prestato o meno in tal senso dal guidatore. In tale caso, poiché l’acquisizione del risultato dell’accertamento ematico è previsto ex lege, non è affatto
necessario, a tutela del diritto di difesa, che l’interessato venga avvertito della
facoltà di nomina di un difensore. Il conducente potrebbe, però, opporsi ad essere sottoposto alle cure mediche e, quindi, al prelievo di sangue e, sostanzialmente all’accertamento del tasso alcoolemico, disposti dai sanitari nell’ambito di applicazione del protocollo di pronto soccorso cui si è fatto riferimento, ma, in tal
caso, atteso il collegamento tra il comma 7 ed il comma 5 dell’art. 186 C.d.S.,

3

al quale si pone la esigenza di verificare i valori nel sangue, non è necessaria

N.

RG.

egli è punito con le pene previste dal comma 2, lett. c) dello stesso articolo,
sempre, però, che sia stato informato che, nell’ambito delle cure mediche, era
stato richiesto da parte della P. G. ai sanitari il prelievo di sangue per l’accertamento del tasso alcool emico (sez.IV ,

6.11.2012 n.6755), ed ancora la mancanza

di consenso dell’imputato al prelievo del campione ematico per l’accertamento
del reato di guida in stato d’ebbrezza non costituisce una causa di inutilizzabilità
patologica degli esami compiuti presso una struttura ospedaliera, posto che la
specifica disciplina dettata dall’art. 186 del nuovo codice della strada – nel dare

prevede alcun preventivo consenso dell’interessato al prelievo dei campioni

(sez.IV, 10.12.2013 n. 1522), mentre l’obbligo di documentazione del consenso
del sottoposto al trattamento ad opera degli agenti di PG verbalizzanti ricorre solo nella ipotesi in cui sia la stessa Polizia Stradale ad eseguire l’accertamento e
non quando la stessa proceda alla richiesta alle strutture sanitarie di cui all’art.
186 V comma C.d.S. atteso che, in tale ipotesi, si verte nella applicazione dei
protocolli diagnostici e terapeutici previsti per il trattamento del paziente vittima
del sinistro stradale, cui accede la istanza della PG di una verifica del tasso alcoli metrico (sul punto Cass. 15.11.2012 n.10605).
4.1 ‘E stato peraltro più recentemente chiarito che un siffatto orientamento
presuppone che il paziente, coinvolto in sinistro stradale, sia sottoposto alle cure
della struttura pubblica secondo criteri protocollari che prevedano, tra l’altro,
l’espletamento degli accertamenti ematochimici propedeutici anche alla verifica
del tasso alco1442mico e non anche quando gli agenti di polizia giudiziaria, sulla
base degli accertamenti eseguiti sul luogo del fatto abbiano modo da riconoscere
indizi di reato in capo al conducente coinvolto nel sinistro stradale, di talchè si
prospetti la opzione tra il procedere alla prova spirometrica ovvero delegare
l’esame dei liquidi biologici all’autorità sanitaria secondo la disciplina dell’art.186
comma III ss. C.d.S., stante la funzione probatoria e non sanitaria cui
l’accertamento è volto ad assolvere. In tale caso infatti, ove l’esame clinico sia
stato condotto su richiesta dell’organo di polizia nei confronti di soggetto già indiziato di una condotta rilevante ai sensi dell’art.186 C.d.S., l’accertamento dovrà essere considerato alla stregua di un vero atto di indagine, per il quale opereranno le garanzie processuali proprie di tale categoria di atti e, tra queste,
l’obbligo dell’avviso ex art.114 disp.att..

4.2 Quando invece la richiesta sia giustificata dalla necessità di ricercare le
prove del reato nei confronti di persona che sia sottoposta alle cure mediche del
caso e versi in condizioni di comprendere il significato dell’avviso ex art.114 disp
att. c.p.p., la necessità di tale preventivo adempimento si avrà esclusivamente
quando l’esame richiesto non rientri nel protocollo sanitario autonomamente av4

attuazione alla riserva di legge stabilita dall’art. 13, comma secondo Cost. – non

N.

RG.

viato dal personale medico, ma costituisca un accertamento eccentrico ed ulteriore rispetto ad esso, che il personale medico non avrebbe autonomamente espietato (sez.IV, 10.10.2017, Lirussi n.51284).

5. Orbene nel caso in specie non è dato comprendere se, alla stregua di quanto sostenuto dai giudici di merito, la richiesta di esecuzione di accertamenti volti
all’accertamento della presenza di alcol nel sangue, senz’altro inoltrata dalla polizia giudiziaria alla struttura sanitaria che aveva in cura il ricorrente, sia da co-

mento ovvero, come sostenuto dalla difesa del ricorrente (il quale ha rappresentato nel corso del giudizio che gli esami diagnostici praticati al ricorrente erano
volti a verificare la presenza di traumi fisici soprattutto alla testa), l’esame ematochinnico risultasse del tutto eccentrico e ulteriore rispetto a tali protocolli e volto esclusivamente a soddisfare la richiesta con finalità investigative e di ricerca
della prova proveniente dalla PG

Si ritiene pertanto che, ai fini dei suddetti approfondimenti, la sentenza impugnata meriti annullamento con rinvio ala Corte di Appello di Genova per nuovo
esame.

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata con rinvio alla Corte di Appello di Genova per
nuovo esame.

Così deciso in Roma il 31 Gennaio 2018

Il Consigliere estensore
Ugo Bellini

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Il Presidente
P4rizia Piccialfp

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niugarsi con un protocollo sanitario che comunque prevedeva un tale accerta-

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