Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17375 del 23/01/2018


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 17375 Anno 2018
Presidente: PICCIALLI PATRIZIA
Relatore: CENCI DANIELE

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
BONVINI PAOLO nato il 31/05/1965 a CODOGNO

avverso la sentenza del 07/04/2017 della CORTE APPELLO di BRESCIA
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere DANIELE CENCI
Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore MARIELLA DE
MASELLIS
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Il Proc. Gen. conclude per l’inammissibilita’
Udito il • Fisore—‘

Data Udienza: 23/01/2018

RITENUTO IN FATTO

1.La Corte di appello di Brescia il 7 aprile 2017, in parziale riforma della
sentenza del Tribunale di Brescia del 21 gennaio 2009, accogliendo l’appello del
Procuratore generale territoriale e disattendendo quello dell’imputato,
riqualificato in furto consumato (anziché tentato, come era stato ritenuto in
primo grado) pluriaggravato il fatto commesso il 14 settembre 2007 da Paolo
Bonvini, ha rideterminato, aumentandola, la pena.

sentenza l’imputato che, affidandosi a due motivi, denunzia promiscuamente
violazione di legge e difetto motivazionale.
2.1. Con il primo motivo censura illegittima ed erronea qualificazione del
fatto storico da parte della Corte territoriale in furto consumato anziché, come
ritenuto in primo grado, solo tentato, qualificazione che sarebbe, secondo il
ricorrente, meramente apodittica a fronte del corretto inquadramento operato da
parte del Tribunale (di cui si richiama testualmente la motivazione svolta a p. 4).
2.2.

Con l’ulteriore lamenta illegittimità ed erroneità del diniego

dell’attenuante di cui all’art. 62, n. 4, cod. pen. del danno patrimoniale di
speciale tenuità, che sarebbe stata applicabile avendo l’imputato subito restituito
l’autoradio alla p.o., aggiungendovi un’altra autoradio ed una tessera bancomat.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1.11 ricorso è infondato e deve essere rigettato.
1.1. La Corte di appello, in accoglimento del ricorso del P.G., ha riqualificato
l’ipotesi tentata in consumata avendo ritenuto acclarato in punto di fatto che
l’autore del gesto acquisì una signorutonoma sul bene, anche se di breve, ma
non irrilevante, durata (pp. 2-3 della sentenza impugnata), così emendando la
difforme valutazione svolta dal parte del Tribunale (p. 4).
L’affermazione è in linea con il costante insegnamento di legittimità,
secondo cui il criterio distintivo tra consumazione e tentativo risiede nella
circostanza che l’imputato consegua, anche se per breve tempo, la piena,
autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva (cfr., ex plurimis, Sez. 5, n.
2726 del 24/10/2016, dep. 2017, Pavone, Rv. 269088; Sez. 5, n. 26749 del
11/04/2016, Oureghi, Rv. 267266; Sez. 5, n. 7047 del 27/11/2008, dep. 2009,
Reinhard, Rv. 242963).
1.2. Anche l’ulteriore motivo di impugnazione è infondato, non soltanto
perché meramente ripetitivo dell’appello sul punto (p. 1) ma anche perché

2

2.Ricorre tempestivamente, tramite difensore, per la cassazione della

confonde concettualmente la restituzione della cosa, peraltro non spontanea ma
avvenuta a seguito dell’inseguimento del della vittima, con il danno patrimoniale
di speciale tenuità, la cui ricorrenza è stata motivatamente esclusa dalla
sentenza impugnata (p. 3), che ha offerto al riguardo congrua e logica
spiegazione, sottolineando che, oltre al valore della cosa sottratta, vi è da tenere
conto anche del danneggiamento dell’automobile, il cui vetro era stato rotto
dall’autore dell’impossessamento.

2.Discende dalle considerazioni svolte il rigetto del ricorso e la condanna del

processuali.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali.
Così deciso il 23/01/2018.

Il Consigliere estensore
Daniele Cenci

Il Presidente

P9trizia Picc . Ili

ricorrente, per legge (art. 616 cod. proc. pen.), al pagamento delle spese

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