Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17283 del 23/02/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 17283 Anno 2018
Presidente: CAVALLO ALDO
Relatore: MENGONI ENRICO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
PUPELLA ROBERTO nato il 08/11/1976 a PALERMO

avverso la sentenza del 28/02/2017 del TRIBUNALE di PALERMO
dato avviso a le parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ENRICO MENGONI;

Data Udienza: 23/02/2018

RITENUTO IN FATTO

1. Con sentenza del 28/2/2017, il Tribunale di Palermo dichiarava Roberto
Pupella colpevole del reato di cui all’art. 5, lett. g), I. n. 238 del 1962 e lo
condannava alla pena di duemila euro di ammenda.
2. Propone appello l’imputato, a mezzo del proprio difensore, chiedendo
l’assoluzione.

3. Il ricorso è inammissibile perché proposto da un avvocato – Pietro
Sapienza del foro di Palermo – non iscritto nell’albo speciale della Corte di
cassazione, ex art. 613, comma 1, cod. proc. pen..
Né, al riguardo, rileva la circostanza che il gravame sia stato presentato
quale atto di appello, in violazione dell’art. 593, comma 3, cod. proc. pen. (a
mente del quale sono inappellabili le sentenze di condanna per le quali è stata
applicata la sola pena dell’ammenda, come nel caso di specie); per costante e
condiviso orientamento di legittimità, infatti, la sottoscrizione dei motivi di
impugnazione da parte di difensore non iscritto nell’albo speciale determina, ai
sensi dell’art. 613 cod. proc. pen., l’inammissibilità del ricorso per cassazione
anche nel caso in cui sia stato convertito in questo mezzo l’atto di appello
erroneamente proposto dalla parte (tra le altre, Sez. 3, n. 48492 del
13/11/2013, Scolaro, Rv. 258000).
4. Alla luce della sentenza 13 giugno 2000, n. 186, della Corte costituzionale
e rilevato che, nella fattispecie, non sussistono elementi per ritenere che «la
parte abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della
causa di inammissibilità», alla declaratoria dell’inammissibilità medesima
consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen., l’onere delle spese del
procedimento nonché quello del versamento della somma, in favore della Cassa
delle ammende, equitativamente fissata in euro 3.000,00.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle
ammende.
Così deciso in Roma, il 23 febbraio 2018
Il onsigliere estensore

Il Presidente

DEPOSITATA

CONSIDERATO IN DIRITTO

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA