Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17210 del 15/01/2018


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 17210 Anno 2018
Presidente: CASA FILIPPO
Relatore: RENOLDI CARLO

SENTENZA
sul ricorso proposto da
El Jarmoni Abderrahim, nato in Marocco il 1/01/1986,
avverso l’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di
La Spezia in data 1/03/2017;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Carlo Renoldi;
letta la requisitoria scritta del Pubblico Ministero, in persona del sostituto
Procuratore generale, dott. Paolo Canevelli, che ha concluso chiedendo la
declaratoria di inammissibilità del ricorso.

RITENUTO IN FATTO
1. Con ordinanza emessa in data 1/03/2017, il Giudice per le indagini
preliminari presso il Tribunale di La Spezia aveva rigettato, nei confronti di
Abderrahim El Jarmoni, l’istanza con la quale il detenuto aveva chiesto, in
relazione alla condanna inflittagli con sentenza dello stesso giudice in data
30/03/2016, la disapplicazione della recidiva; istanza che El Jarmoni aveva
fondato sulla avvenuta declaratoria di incostituzionalità dell’art. 99, comma 5
cod. pen. di cui alla sentenza n. 185 del 2015 della Corte costituzionale.
2. Avverso il predetto provvedimento, ha proposto personalmente ricorso per
cassazione lo stesso El Jarmoni, deducendo, con un unico motivo di doglianza, di
seguito enunciato nei limiti strettamente necessari per la motivazione ex art. 173
disp. att. cod. proc. pen., la inosservanza o erronea applicazione della legge

Data Udienza: 15/01/2018

penale ai sensi dell’art. 606, comma 1, lett. lett. b), cod. proc. pen.. Ciò in
quanto la recidiva sarebbe stata applicata alla stregua del mero dato risultante
dal certificato del casellario giudiziale, senza valutare la concreta gravità del
fatto.
3. In data 4/12/2017, il Procuratore generale presso questa Corte ha
depositato in Cancelleria la propria requisitoria scritta con la quale ha chiesto la
declaratoria di inammissibilità del ricorso.

1. Il ricorso è in parte generico e, per altra parte, manifestamente infondato.
2. Sotto un primo profilo deve osservarsi l’assoluta inconferenza del richiamo,
contenuto nell’atto introduttivo dell’incidente di esecuzione, alla declaratoria di
incostituzionalità della norma, contenuta nell’art. 99, comma 5 cod. pen., che
disciplina la recidiva obbligatoria, atteso che, nel caso di specie, era stata
contestata e ritenuta un’ipotesi di recidiva facoltativa.
3. Sotto altro e concorrente aspetto, il ricorso è manifestamente infondato
con riferimento alla dedotta violazione di legge nell’applicazione dell’istituto.
Anche a voler prescindere dall’assoluta genericità della deduzione, infatti, è
appena il caso di rilevare che la censura formulata attiene ad un profilo – quello
dell’incidenza della precedente condanna sulla valutazione relativa al maggiore
disvalore del fatto e alla più accentuata rimproverabilità soggettiva – che attiene,
all’evidenza, ad un aspetto di merito del giudizio di cognizione, come tale
deducibile attraverso gli ordinari strumenti di impugnazione e non già, dopo la
formazione del giudicato, in fase esecutiva.
4. Sulla base delle considerazioni che precedono il ricorso deve essere,
pertanto, dichiarato inammissibile. Alla luce della sentenza 13 giugno 2000, n.
186, della Corte costituzionale e rilevato che, nella fattispecie, non sussistono
elementi per ritenere che «la parte abbia proposto il ricorso senza versare in
colpa nella determinazione della causa di inammissibilità», alla declaratoria
dell’inammissibilità medesima consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen.,
l’onere delle spese del procedimento nonché quello del versamento della somma,
in favore della Cassa delle ammende, equitativamente fissata in 2.000,00 euro.
5. La natura non particolarmente complessa della questione e l’applicazione
di principi giurisprudenziali consolidati consente di redigere la motivazione della
decisione in forma semplificata.

PER QUESTI MOTIVI
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese del procedimento e della somma di euro duemila in favore della Cassa
delle Ammende.

2

CONSIDERATO IN DIRITTO

Così deciso in Roma, il 15/01/2018

Il Presidente

Il Consig re ste sore

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