Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17203 del 29/09/2017


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Penale Ord. Sez. 1 Num. 17203 Anno 2018
Presidente: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA
Relatore: SARACENO ROSA ANNA

ha pronunciato la seguente

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sul ricorso proposto da:
MIRMINA SPATALUCENTE PAOLO N. IL 05/07/1980
avverso l’ordinanza n. 44/2016 GIP TRIBUNALE di CATANIA, del
27/10/2016
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ROSA ANNA
SARACENO;
lette/sentite le conclusioni del PG Dott.

Uditi difensor Avv.;

Jo,I2lut

44

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Data Udienza: 29/09/2017

Lette le conclusioni del Sostituto Procuratore generale, in persona del dott.
Stefano Tocci, che ha chiesto il rigetto del ricorso.

Ritenuto in fatto e considerato in diritto

1. Con l’ordinanza in epigrafe il Giudice per le indagini preliminari del
Tribunale di Catania, giudice dell’esecuzione, ha respinto l’istanza proposta da

giusta sentenza dello stesso G.i.p. in data 4.7.2012, avente ad oggetto il
patrimonio dell’omonima impresa individuale e dell’Olimpo Costruzioni s.r.I., nel
procedimento conclusosi con sentenza della Corte di cassazione, Sesta sezione
penale, 15 settembre 2015, di annullamento senza rinvio della sentenza di
appello per essere il reato estinto per prescrizione.
1.1 A ragione rilevava che il sequestro dei beni era stato disposto ai sensi
dell’art. 12 sexies L. n. 356 del 1992; che l’accertamento di responsabilità
dell’istante in ordine al concorso nel reato di trasferimento fraudolento di valori
aveva avuto luogo nelle sentenze di merito, ma anche nella sentenza della Corte
di cassazione che, pur dichiarando l’estinzione del reato per decorso del
corrispondente termine prescrizionale maturato prima della pronuncia della
sentenza di secondo grado, aveva al contempo precisato come gli apprezzamenti
di merito fossero motivati in modo non manifestamente illogico e fossero
insindacabili, in tal modo cristallizzando gli esiti sostanziali del giudicato; che al
caso in disamina era esportabile il principio statuito da S.U., Lucci, secondo cui il
giudice, nel dichiarare l’estinzione del reato per intervenuta prescrizione, può
disporre a norma dell’art. 240 cod. pen., comma 1, n. 1, la confisca del prezzo e,
ai sensi dell’art. 322 ter cod. pen., la confisca diretta del prezzo o del profitto di
reato, a condizione che vi sia stata una precedente pronunzia di condanna e che
l’accertamento relativo alla sussistenza del reato e alla responsabilità
dell’imputato rimanga inalterato nel merito nei successivi gradi di giudizio; che
ciò che conta è che le statuizioni dei giudici di merito abbiano integralmente
cristallizzato lo scrutinio sulla responsabilità e sul nesso di pertinenzialità anche
se il processo sia stato definito con una declaratoria di estinzione del reato per
prescrizione.

2.

Avverso la predetta ordinanza ha proposto ricorso per cassazione

l’interessato tramite il difensore, il quale denunzia violazione di legge (in
relazione agli artt. 240 cod. pen., 12 sexies L. n. 356 del 1992) e vizio della
motivazione, deducendo: che il sequestro dei beni era stato originariamente
1

Mirnnina Spatalucente Paolo, diretta ad ottenere la revoca della confisca disposta,

disposto in relazione alla contestata violazione dell’art. 648 ter cod. pen., reato
dal quale l’imputato era stato assolto per insussistenza del fatto; che anche a
voler ritenere estensibile la misura cautelare preventiva al residuo reato per cui
era intervenuta condanna (art. 12 quinquies) decisiva era la circostanza che la
prescrizione era maturata prima della pronuncia della sentenza di appello,
annullata senza rinvio anche in relazione alla statuizione confermativa della
confisca dichiarata in primo grado; che il carattere sanzionatorio-afflittivo della
confisca ex 12 sexies o comunque la sua natura di misura di sicurezza atipica

3. Il ricorso va risolto in limine con la sua conversione in opposizione.
L’art. 676 cod. proc. pen., comma 1, stabilisce che sull’istanza di revoca
della confisca e di restituzione dei beni confiscati, come quella che è stata
proposta dal ricorrente, il giudice dell’esecuzione deve provvedere nelle forme
dell’art. 667, comma 4, che prevedono che il giudice proceda de plano e senza
formalità ad emettere il provvedimento richiesto, avverso il quale la parte
interessata è legittimata a esperire il rimedio dell’opposizione davanti allo stesso
giudice dell’esecuzione, e non già direttamente il ricorso per cassazione, che sarà
invece proponibile soltanto avverso l’ordinanza resa all’esito del procedimento in
contraddittorio con le garanzie dei diritti della difesa instaurato mediante
l’opposizione e da celebrarsi nelle forme previste per gli incidenti di esecuzione
dall’art. 666 cod. proc. pen. (Sez. 1 n. 33007 del 9/07/2013, Rv. 257006; Sez.
3 n. 49317 del 27/10/2015, Rv. 265538). Lo strumento dell’opposizione riveste
carattere esclusivo, e la giurisprudenza più recente di questa Corte ha
ripetutamente affermato il principio che il relativo giudizio deve essere
inderogabilmente esperito non solo quando il giudice dell’esecuzione abbia
proceduto de plano, in conformità alla regola codicistica, ma anche nell’ipotesi in
cui (come avvenuto nel caso in esame) abbia proceduto nel contraddittorio delle
parti ai sensi dell’art. 666; e ciò sul condivisibile presupposto che, qualora si
ritenesse consentito il ricorso immediato a questa Corte di legittimità, il
ricorrente verrebbe concretamente privato della fase del riesame del
provvedimento da parte del giudice dell’esecuzione, il quale, diversamente dal
giudice di legittimità, ha una cognizione piena delle doglianze dell’interessato,
che può esaminare anche nel merito. Questa Corte è stata pertanto
erroneamente investita dell’impugnazione avverso l’ordinanza reiettiva
dell’istanza di revoca della confisca dei beni, di cui il ricorrente lamenta l’omessa
restituzione a fronte dell’intervenuta declaratoria di estinzione del reato per
prescrizione: in forza del principio di conservazione sancito dall’art. 568 cod.
proc. pen., comma 5, tuttavia, il gravame non va dichiarato inammissibile, ma
iO

i 1

2

precludevano l’estensibilità dei principi statuiti da S.U. Lucci.

deve essere riqualificato come opposizione ex art. 667 cod. proc. pen., comma
4, con conseguente trasmissione degli atti al Tribunale di Catania perché proceda
al relativo giudizio.

P.Q.M.

Qualificato il ricorso come opposizione, dispone la trasmissione degli atti al
Giudice per le indagini preliminari di Catania.

Il lonsigliere e

ensore

Il Presidente

Così deciso in Roma, il 29 settembre 2017

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