Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 1719 del 08/10/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 1719 Anno 2016
Presidente: VECCHIO MASSIMO
Relatore: NOVIK ADET TONI

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
DE MARTINO PASQUALE N. IL 07/08/1944
avverso la sentenza n. 745/2014 CORTE APPELLO di SALERNO, del
27/10/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ADET TONI NOVIK;

Data Udienza: 08/10/2015

RILEVATO IN FATTO
Con sentenza emessa in data 27 ottobre 2014 la Corte d’ Appello di Salerno
confermava la condanna inflitta a De Martino Pasquale per i reati di lesioni
aggravate, detenzione e porto senza autorizzazione luogo pubblico di arma
comune da sparo. Con la recidiva reiterata specifica. Avverso tale sentenza
propone ricorso per cassazione il difensore dell’ imputato per la mancata
concessione delle attenuanti generiche.

In tema di attenuanti generiche, il giudice non ha l’ obbligo di procedere ad
analitico esame dei criteri elencati nell’ art. 133 c.p. ai fini della determinazione
della pena e darne quindi congrua giustificazione, essendo sufficiente il
riferimento a dati obbiettivi o subbiettivi idonei ad evidenziare la correttezza sul
piano argomentativo del criterio seguito nell’ esercizio del proprio potere
discrezionale, il che e’ puntualmente avvenuto nella specie avendo la corte
valorizzato la gravità della condotta e la pericolosità sociale dell’imputato, in
relazione anche al precedente specifico ed alle allarmanti circostanze del fatto, e
per non aver fatto rinvenire l’arma abusivamente detenuta. La doglianza è quindi
manifestamente infondata.
Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile; segue la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in mancanza di elementi atti
ad escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilita’, al
versamento a favore della Cassa delle ammende di sanzione pecuniaria che pare
congruo determinare in € 1.000, ai sensi dell’ art. 616 c.p.p.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di Euro 1000,00 alla Cassa delle
Ammende.
Così deciso in Roma, in camera di consiglio, il 8 ottobre 2015.

CONSIDERATO IN DIRITTO

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