Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17162 del 28/03/2018


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 17162 Anno 2018
Presidente: DAVIGO PIERCAMILLO
Relatore: AIELLI LUCIA

SENTENZA
Sul ricorso proposto da :
Catania Emanuele nato a Gela il 28/9/1948
avverso l’ordinanza del Tribunale di Caltanissetta del 11/1/2018
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed i ricorsi ;
udita la relazione svolta dal consigliere Lucia Aielli ;
udito il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore generale dott.
Pietro Molino che ha concluso chiedendo l’inammissibilità dei ricorsi.
Premesso in fatto
Con ordinanza del 2/11/2017 il Giudice per le indagini preliminari del
Tribunale di Caltanissetta disponeva l’applicazione della misura cautelare
della custodia in carcere nei confronti di Catania Emanuele, ritenuto
partecipe dell’associazione mafiosa, in particolare dell’articolazione di Gela
facente capo a Rinzivillo Antonio e Crocifisso e diretta, quale reggente
incaricato dai predetti, da Rinzivillo Salvatore. Con il medesimo

Data Udienza: 28/03/2018

provvedimento veniva ‘altresì disposto il • sequestro preventivo della
individuale e delle quote della società Azzurra Pesca s.r.l. , finalizzato alla
confisca ex art. 240 c. 1 c.p. e 416 bis c. 7 c.p.
1.1. Avverso tale provvedimento proponeva istanza di riesame l’indagato
contestando la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto
di partecipazione ad associazione mafiosa e dei presupposti del sequestro
preventivo.

11/1/2018 rigettava l’istanza confermando l’ordinanza cautelare personale e
reale .
2. Ricorre per Cassazione l’indagato, per mezzo dei suoi difensori i quali
distintamente deducono : ( Avv. Giulia Bongiorno ) , il vizio di violazione di
legge (art. 606 lett. b) c.p.p.) in relazione agli artt. 273 c. 1 bis c.p.p. , 193
c. 3 c.p.p. e manifesta illogicità della motivazione ( art. 606 lett. e) c.p.p.),
con riguardo alla valutazione del compendio indiziario in particolare delle
dichiarazioni dei collaboratori di giustizia già ritenuti inattendibili, in altro
processo, definito con sentenza passata in giudicato, quanto alla
dimostrazione della cointeressenza del Rinzivillo nelle attività economiche del
Catania, tanto più che l’asserzione che egli godesse della protezione mafiosa,
era stata smentita dall’accertata consumazione in danno dell’indagato di
attentati dinamitardi, per cui, secondo la difesa, sarebbe apodittico
sostenere che quegli stessi elementi, qualificati come illazioni in relazione al
reato di intestazione fittizia, possano assumere pregnanza opposta rispetto
al delitto di partecipazione all’associazione mafiosa.
2.2. Con il secondo motivo il ricorrente deduce il vizio di violazione di legge il
relazione alla ritenuta integrazione sia pure in termini indiziari, del delitto di
cui all’art. 416 bis c.p., che richiede, nell’ipotesi di imprenditore colluso,
l’accertamento di un rapporto sinallagmatico dell’imprenditore con la cosca
capace di produrre vantaggi per entrambi, quando invece , nel caso di
specie, ci si era limitati alla verifica di un (solo) incontro verificatosi tra il
Catania ed il Guttadauro , non sfociato in alcun affare non avendo il Catania
intrapreso alcuna attività commerciale nel settore ittico in territorio tedesco;
né può essere ritenuta dimostrativa della cointeressenza del Rinzivillo negli
affari del Catania, la vicenda del recupero del credito nei confronti di
Tinarello che anzi, a parere della difesa, per il rifiuto da questi opposto di
pagare il Catania, dimostrerebbe che l’imprenditore, era costretto a
rinunciare a parte del suo credito, sarebbe dunque assente l’elemento di

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1.2. Il Tribunale di Caltanissetta, sezione del riesame, con ordinanza del

vantaggio tratto da/la cosca dall’attività economica svolta dal – Catania posto
che per stessa ammissione del Tribunale, le società del Catania erano libere
da investimenti di provenienza mafiosa dovendosi inquadrare i rapporti tra il
Catania ed il Rinzivillo nell’ambito di una risalente amicizia.
2.3. Con il terzo motivo il ricorrente sviluppa ulteriormente tale argomento
sotto forma di manifesta illogicità della motivazione e violazione di legge (
art. 606 lett. b) ed e) c.p.p.), in relazione all’ art. 416 bis c.p. ed al

illegittima e la cui motivazione sarebbe illogica data la riconosciuta estraneità
delle società del Catania, rispetto alle infiltrazioni ed agli investimenti
mafiosi.
2.4. Con l’ultimo motivo il ricorrente censura il provvedimento impugnato
per violazione di legge e manifesta illogicità della motivazione avuto riguardo
alla configurabilità del reato di partecipazione ad associazione mafiosa,
piuttosto che di concorso esterno, non avendo il Tribunale indicato in
concreto le circostanze di fatto dalle quali desumere l’esistenza di un patto di
inclusione del Catania ed il gruppo criminoso con la conseguenza che,
qualificato l’apporto dell’indagato in termini di concorso esterno, verrebbe
meno la presunzione di adeguatezza della misura carceraria .
3. Il ricorso dell’avv. Ventura riproduce, con il primo motivo, la doglianza
esposta al punto 2.1. circa la sussistenza del requisito di gravità indiziaria in
ordine al delitto di cui all’art. 416 bis c.p., siccome ricavato da uno sporadico
incontro tra il Catania ed il Guttadauro inquadrabile, invece, nell’ambito di
normali rapporti commerciali; allo stesso modo ci si duole della erronea
valutazione delle conversazioni intervenute tra Giannone Carmelo e Rinzivillo
Salvatore a proposito dell’affare commerciale da avviare in Marocco con il
coinvolgimento del Catania dovendosi tale coinvolgimento spiegare quale
semplice richiesta di informazioni ad un imprenditore esperto del settore;
3.1. Con il secondo motivo il ricorrente censura il provvedimento per
illogicità manifesta e travisamento della prova avuto riguardo alla vicenda
Tinnerello che diversamente da quanto ritenuto dal Tribunale del riesame ,
non vide l’intervento del boss Rinzivillo.
3.2. Con il terzo motivo si riproduce la censura più sopra illustrata in termini
di illogicità manifesta della motivazione quanto alla ritenuta attendibilità dei
collaboratori di giustizia e di violazione di legge quanto alla individuazione
dell’apporto concreto alla vita dell’associazione da parte del Catania il quale,
contrariamente a quanto ritenuto dal Tribunale, essendo stato vittima di

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sequestro preventivo dei beni del Catania finalizzato alla confisca che ritiene

attentati dinamitardi, sarebbe da • ritenersi estraneo &l’associazione ; si
evidenzia poi il travisamento del fatto in relazione all’episodio dell’intervento
del Catania presso il porto di Porto Empedocle, in favore del Giannone per
non fargli pagare il pizzo perchè non è dato sapere quali furono gli accordi
per far ripartire il carico a nulla rilevando la presenza in loco, insieme al
Catania, di Pino Rinzivillo ; il quinto motivo deduce il vizio di violazione di
legge ed omessa motivazione in relazione alle dichiarazioni rese dal Catania

accusò Scerra Orazio soggetto mafioso, confliggendo tale denunzia con
l’asserita qualità di mafioso ; con il sesto motivo il ricorrente censura il
provvedimento di sequestro dei beni.

Considerato in diritto

Deve rilevarsi che, nelle more, è pervenuta a questa Corte la rinuncia al ricorso
da parte di Catania Emanuele , conseguentemente deve pronunciarsi sentenza di
inammissibilità dell’impugnazione ex art. 591 c. 1 lett. d) c.p.p..
Alla declaratoria di inammissibilità per rinuncia , consegue la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria a
favore della cassa delle ammende, in quanto l’art. 616 cod. proc. pen. non
prevede distinzioni tra le ipotesi di inammissibilità previste dall’art. 606, comma
terzo, cod. proc., pen. e quelle contemplate dall’art. 591 cod. proc. pen. ( Sez. 3,
4.2.2015,n. 5185 rv. 262478; Sez. 6 , 17.6.2015 dep. 22.6.2015 n. 26255, rv.
263921) .
p.q.m.

dichiara inammissibili i ricorsi e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro duemila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 28/3/2018
Il Consigliere estensore
Lucia Aielli

Il Presidente
Pierca illo Davigo

in sede di interrogatorio nel procedimento definito con assoluzione, in cui

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