Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17153 del 16/03/2018


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 17153 Anno 2018
Presidente: DIOTALLEVI GIOVANNI
Relatore: DI PAOLA SERGIO

SENTENZA
sul ricorso proposto dal:
Procuratore della Repubblica presso Il Tribunale di Messina
nel procedimento a carico di:
BONTEMPO SCAVO ANTONINO nato il 14/12/1964 a BRONTE
avverso l’ordinanza del 28/09/2017 del Tribunale di Messina
sentita la relazione svolta dal Consigliere Sergio Di Paola;
sentite le conclusioni del Sostituto Procuratore generale Dr. Fulvio Baldi che ha
concluso chiedendo l’accoglimento del ricorso con annullamento del rinvio del
provvedimento impugnato;
Udito l’Avv. Alessandro Pruiti Ciarello che ha concluso chiedendo rigettarsi il
ricorso
RITENUTO IN FATTO

1. Il Tribunale di Messina, con ordinanza in data 28/9/2017, accogliendo
l’istanza di riesame proposta da Antonino Bontempo Scavo, annullava
l’ordinanza del G.I.P. del medesimo Tribunale, che aveva applicato nei confronti
del Bontempo Scavo la misura cautelare della custodia in carcere, in relazione al
delitto di cui agli artt. 56, 629 cod. pen., 7 I. 203/91. La vicenda riguardava un
episodio desunto dalle dichiarazioni delle persone offese, titolari di un esercizio
commerciale per la vendita all’ingrosso di cereali e mangimi, che erano state
convocate dalla polizia giudiziaria sulla scorta di fonti anonime che le indicavano
come vittime di attività estorsive; le persone offese avevano riferito che, poco

Data Udienza: 16/03/2018

dopo l’apertura di un nuovo punto vendita, era stata loro rivolta una richiesta
dall’indagato, persona da loro conosciuta, che aveva chiesto l’assunzione del
figlio Sebastiano Bontempo Scavo; il titolare della ditta aveva risposto di non
avere necessità di assumere del personale.
2. Il Tribunale del riesame aveva ritenuto che l’assenza di carica
intimidatoria (anche implicita) nella richiesta dell’indagato, alla stregua delle
indicazioni della stessa persona offesa che aveva escluso sia contenuti
minacciosi, sia l’uso di termini evocativi o allarmanti, portava a ritenere

in proposito dalla “caratura criminale” dell’indagato, soggetto condannato, con
due sentenze, per delitti in materia di criminalità organizzata commessi sino alla
metà degli anni ’90, trattandosi di dato non idoneo, da solo, a far ritenere
intimidatoria la richiesta formulata.
3. Propone ricorso per cassazione il P.M. deducendo con unico motivo di
ricorso la contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione, per aver
valutato differentemente i medesimi elementi indiziari (in particolare, la
personalità dell’indagato) nell’ambito del medesimo provvedimento, in relazione
alle considerazioni svolte sulla posizione processuale del figlio dell’indagato,
anch’egli attinto dalla medesima misura cautelare per un successivo episodio di
tentata estorsione aggravata ai sensi dell’art. 7 I. 203/91, in danno delle stesse
persone offese. Ha osservato il p.m. che il riconoscimento della gravità indiziaria
nei confronti del coindagato era stato fondato sulla forza evocativa del contesto
di riferimento “dato il radicamento strutturale di Bontempo Scavo Antonino e
Bontempo Scavo Sebastiano nella cosca mafiosa dei c.d. tortoriciani”; che le
due condotte non potevano essere considerate separatamente, ma
rappresentavano “segmenti della medesima articolata vicenda criminosa”,
finalizzata ad estorcere indebiti vantaggi alle persone offese formulando prima
la richiesta di assunzione, poi quella diretta a ricevere “un regalo” (condotta
posta in essere dal figlio Sebastiano, ossia da colui che avrebbe beneficiato
dell’assunzione richiesta dal padre).

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è infondato.
2. La censura che il P.m. ricorrente muove al provvedimento impugnato,
astrattamente idonea a evidenziare dati dissonanti all’interno della medesima
motivazione, non tiene conto però della valutazione complessiva condotta dal
Tribunale sul materiale indiziario a disposizione del Collegio. Infatti, quando il
Tribunale ha fatto riferimento alla qualifica soggettiva dell’indagato non l’ha

2

l’insussistenza di un grave quadro indiziario; né potevano desumersi argomenti

negata o ridimensionata, ma ha ritenuto – correttamente – che quel solo dato
soggettivo non fosse in grado di attribuire alla richiesta, che l’indagato aveva
rivolto alle assunte persone offese (ossia, quella di assumere il figlio in occasione
dell”apertura di un nuovo punto vendita), i connotati di una richiesta estorsiva,
in assenza di elementi oggettivi idonei per individuare tratti di intimidazione (e,
ancor meno, di violenza) nella formulazione della richiesta stessa, giungendosi
diversamente a ipotizzare che qualsivoglia richiesta a contenuto economico,
proveniente dall’indagato (ovvero, da altro soggetto cui fosse attribuibile la

condotta a contenuto estorsivo.
3.

La circostanza che nel medesimo provvedimento il Tribunale abbia

valutato il peso del riconosciuto inserimento, dell’odierno indagato e del figlio,
tra gli esponenti di rilievo della criminalità organizzata sul territorio per
confermare la responsabilità di Bontempo Scavo Sebastiano in relazione ad un
episodio di tentata estorsione aggravata, non si pone in contraddizione con la
prima statuizione, poiché in quel diverso episodio il figlio del ricorrente aveva
formulato una richiesta evocando i beneficiari finali o comunque coloro nel cui
interesse veniva avanzata la richiesta, peraltro in termini convenzionali
chiaramente diretti a far comprendere alle vittime l’oggetto stesso della richiesta
(“un regalo”); sicché, in quella valutazione il dato storico dell’inserimento
dell’indagato e del genitore era stato utilizzato dal Tribunale per confermare il
carattere evocativo dell’esistenza di un gruppo criminale di riferimento, già
contenuto peraltro nello stesso tenore letterale della richiesta (“mi hanno
mandato per un regalo”).
4.

Quanto alla deduzione del P.m. ricorrente secondo cui i due episodi

contestati al genitore ed al figlio, andavano letti quali segmenti di un’unica
attività estorsiva, la stessa involge accertamenti di merito che non possono
essere introdotti nel giudizio di legittimità, non risultando dal testo del
provvedimento impugnato dati obiettivi per desumere una siffatta ricostruzione.
5. L’infondatezza del ricorso ne comporta il rigetto.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso.
Così deciso il 16/3/2018.

Il ConsiglH7 estensore
DEPOSITATO IN CANCELLERIke
SECONDA SEZIONE PENALE

il APF1 2011

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caratura criminale del Bontempo Scavo) avrebbe rappresentato un’ipotesi di

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