Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17001 del 14/12/2017


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 17001 Anno 2018
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: GIORDANO EMILIA ANNA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
TELESCA DONATO nato il 17/04/1959 a MASCHITO

avverso la sentenza del 11/01/2017 della CORTE APPELLO di MILANO
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere EMILIA ANNA GIORDANO;

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a richiesta di parte

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Data Udienza: 14/12/2017

MOTIVI DELLA DECISIONE

1.Donato Telesca impugna, con ricorso personale, la sentenza della Corte di appello di Milano che, riqualificato il
fatto ai sensi dell’art. 3 della 54/2006 in relazione all’art. 12 sexies legge 898/1970 ha rideterminato la pena inflittagli
in quella di euro novecento di multa.
2.A favore della parte civile è stata confermata la condanna al risarcimento dei danni e le ulteriori statuizioni
accessorie.
3.11 ricorrente denuncia vizio di violazione di legge e vizio di motivazione per la disposta riqualificazione del reato
poiché il mancato versamento dell’assegno fissato a favore del coniuge separato non è previsto dalla fattispecie

all’art. 570 cod. pen. non essendo provato che, per effetto del mancato pagamento di due mensilità, la beneficiaria
abbia versato in condizioni di bisogno; intervenuta prescrizione del reato, per fatti commessi nei mesi di ottobre e
novembre 2009.
4.11 ricorso è inammissibile perché le argomentazioni sottesegli, del tutto generiche, sono manifestamente
infondate. La decisione dei giudici milanesi ha fatto corretta applicazione dell’art. 3 della legge n. 54/2006 che punisce
il mancato pagamento dell’assegno fissato a favore del coniuge separato, a prescindere dalla durata
dell’inadempimento e dalla circostanza che il beneficiario si sia trovato privo di mezzi di mezzi di sussistenza. Ne
consegue la manifesta infondatezza anche del secondo motivo di ricorso.
5. L’inammissibilità del ricorso per cassazione dovuta alla manifesta infondatezza dei motivi non consente il
formarsi di un valido rapporto di impugnazione e preclude, pertanto, la possibilità di rilevare e dichiarare le cause di
non punibilità a norma dell’art. 129 cod. proc. pen. (S.U., n.32 del 22/11/2000, De Luca, Rv. 217266).
6.All’inammissibilità dell’impugnazione segue per legge la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e al versamento di una somma in favore della cassa delle ammende, che si stima equo fissare in euro
tremila.

P. Q. M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento
della somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende.
Così deciso il g. 14 dicembre 2017

incriminatrice, come ritenuta, che si riferisce unicamente ai figli; per carenza di motivazione in relazione al reato di cui

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