Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 16916 del 21/12/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 1 Num. 16916 Anno 2018
Presidente: BONITO FRANCESCO MARIA SILVIO
Relatore: RENOLDI CARLO

SENTENZA
sul ricorso proposto da
Costa Tommaso, nato a Siderno il 14/12/1959,
avverso l’ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Roma in data 19/05/2017;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Carlo Renoldi;
lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del sostituto
Procuratore generale, dott. Mario Pinelli, che ha concluso chiedendo
l’annullamento, con rinvio, dell’ordinanza impugnata.

RITENUTO IN FATTO
1. Con ordinanza emessa in data 19/05/2017, il Tribunale di sorveglianza di
Roma dichiarò non doversi procedere in relazione al reclamo proposto, ai sensi
dell’art. 35-bis ord. penit., da Tommaso Costa in relazione all’ordinanza del
Magistrato di sorveglianza di Viterbo in data 19/01/2017 con la quale era stato
respinto il reclamo avente ad oggetto le particolari modalità esecutive
dell’isolamento diurno cui egli era sottoposto. A fondamento della relativa
pronuncia, il tribunale adito osservò la sopravvenuta carenza di interesse in capo
allo stesso Costa, atteso che, sulla base della disposizione di servizio della Casa
circondariale di Viterbo in data 10/10/2016, l’isolamento diurno avrebbe dovuto
cessare i suoi effetti il 9/04/2017 e, dunque, prima della proposizione del
reclamo.

Data Udienza: 21/12/2017

2. Avverso il predetto provvedimento ha personalmente proposto ricorso per
cassazione lo stesso Costa, deducendo, con un unico motivo di impugnazione, di
seguito enunciato nei limiti strettamente necessari per la motivazione ex art. 173
disp. att. cod. proc. pen., l’errore di fatto nel quale sarebbe incorso il tribunale
adito, posto che secondo quanto documentato dalla Casa circondariale di Viterbo
con nota del 23/05/2017, la scadenza dell’isolamento diurno sarebbe stata
fissata nel 9/10/2017.
3.

In data 18/09/2017, il Procuratore generale presso questa Corte ha

l’annullamento dell’ordinanza impugnata, con rinvio al Tribunale di sorveglianza
di Roma.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è inammissibile.
2.

Secondo quanto emerge dalla nota in data 23/05/2017 della Casa

circondariale di Viterbo, l’isolamento diurno disposto nei confronti di Tommaso
Costa recava, effettivamente, la scadenza del 9/10/2017. Per tale motivo, deve
ritenersi che il Tribunale di sorveglianza di Roma non abbia riportato in maniera
corretta il relativo termine di decorrenza.
Tuttavia, osserva il Collegio che la nota della Casa circondariale di Viterbo su
cui si fonda il ricorso è datata 23/05/2017, sicché essa è, in realtà, successiva
all’ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Roma, recante la data del
19/05/2017.
Pertanto, non vi sono elementi per ritenere che il provvedimento impugnato
sia stato adottato sulla base di un errato presupposto di fatto e che la data di
cessazione della misura, dunque, non possa essere stata modificata solo
successivamente all’adozione dell’ordinanza.
In ogni caso, il ricorso è, sul punto, del tutto silente, sicché esso sconta un
chiaro difetto di genericità, omettendo di confrontarsi su un dato essenziale ai
fini della valutazione operata dal Tribunale di sorveglianza.
3.

Sulla base delle considerazioni che precedono il ricorso deve essere,

pertanto, dichiarato inammissibile. Alla luce della sentenza 13 giugno 2000, n.
186, della Corte costituzionale e rilevato che, nella fattispecie, non sussistono
elementi per ritenere che «la parte abbia proposto il ricorso senza versare in
colpa nella determinazione della causa di inammissibilità», alla declaratoria
dell’inammissibilità medesima consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen.,
l’onere delle spese del procedimento nonché quello del versamento della somma,
in favore della Cassa delle ammende, equitativamente fissata in 500,00 euro.
4. La natura non particolarmente complessa della questione e l’applicazione
di principi giurisprudenziali consolidati consente di redigere la motivazione della
decisione in forma semplificata.

2

depositato in Cancelleria la propria requisitoria scritta, con la quale ha chiesto

PER QUESTI MOTIVI
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 500,00 (cinquecento) in favore della
Cassa delle Ammende.
Così deciso in Roma, il 21/12/2017

Il Presidente

ck

Il Consig
j ere
. , estensore

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA