Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 1682 del 05/12/2012


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Penale Sent. Sez. 3 Num. 1682 Anno 2013
Presidente: LOMBARDI ALFREDO MARIA
Relatore: ORILIA LORENZO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
1) OBERTI FRANCESCO N. IL 13/11/1945
avverso la sentenza n. 2715/2009 CORTE APPELLO di BRESCIA, del
19/12/2011
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 05/12/2012 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. LORENZO ORILIA
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
che ha concluso per …Q

Udito, per la parte civile, l’Avv
Udit i difensor Avv.

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Data Udienza: 05/12/2012

RITENUTO IN FATTO
Oberti Francesco ricorre avverso la sentenza di cui in epigrafe che – per quanto
interessa in questa sede – ha confermato la sua condanna alla pena di C. 2.000,00 di

maltrattato senza necessità il cane di Oberti Mansueto colpendolo ripetutamente con
una scopa e provocandogli ematomi all’occhio sinistro.
Con un unico motivo si censura il giudizio di responsabilità, deducendo la
violazione di legge nonché la contraddittorietà della motivazione perché il reato di
maltrattamento di animali è connotato dagli elementi tipici della crudeltà e/o mancanza
di necessità, mentre invece nel caso di specie in sentenza si afferma che l’imputato ha
fatto ricorso a mezzi e modalità del tutto sproporzionate in relazione alla volontà di
allontanare l’animale dalla proprietà. Pertanto, ad avviso del ricorrente la condotta
dell’imputato era eventualmente inquadrabile nell’eccesso colposo di esercizio del diritto
di allontanare il cane dalla sua proprietà e la motivazione appare contraddittoria con
riferimento alle argomentazioni poste a sostegno della decisione.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il motivo con cui si denunzia la violazione della legge penale è inammissibile ai
sensi dell’ultimo comma dell’art. 606 cpp perché la violazione di legge non risulta
dedotta con i motivi di appello.
2. Il secondo motivo è manifestamente infondato e dunque inammissibile: infatti
nessun vizio logico si rinviene nella motivazione perché il giudice di merito ha fondato in
ogni caso il proprio giudizio di responsabilità sulla deposizione dei testi che hanno
confermato l’aggressione al cane da parte dell’imputato; l’accertata sproporzione dei
2

multa con le attenuanti generiche, in ordine al reato di cui all’art. 544 ter cp per avere

mezzi adoperati è stata considerata in sostanza come sintomo di assenza di necessità
perché i testi hanno riferito di un inseguimento del cane ormai in fuga, cioè di una
situazione che ormai non rendeva più necessario alcun ulteriore intervento sull’animale.

inammissibilità (Corte Cost. sentenza 13.6.2000 n. 186), alla condanna della parte
ricorrente al pagamento delle spese del procedimento consegue quella al pagamento
della sanzione pecuniaria ai sensi dell’art. 616 cpp nella misura indicata in dispositivo.
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna l’imputato al pagamento delle spese
processuali e della somma di C. 1.000.00 in favore della Cassa delle Ammende, nonché
alla rifusione delle spese sostenute nel grado dalla parte civile che liquida in C. 2.000,00
oltre IVA e accessori di legge.
Così deciso in Roma, il 5.12.2012.

Non ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di

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