Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 16728 del 30/01/2018


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 16728 Anno 2018
Presidente: LAPALORCIA GRAZIA
Relatore: MAZZITELLI CATERINA

SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
BUSUIOC ANDREI MARCEL nato il 25/12/1984
BUSUIOC DAN GEORGEL nato il 06/10/1987

avverso la sentenza del 21/03/2016 della CORTE APPELLO di VENEZIA
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere CATERINA MAZZITELLI
Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore OLGA MIGNOLO
che ha concluso per
Il Proc. Gen. conclude per l’inammissibilita’
Udito il difensore

Data Udienza: 30/01/2018

Il Procuratore Generale, nella persona del Sost. Proc. Gen. dott.ssa Olga Mignolo, ha concluso
chiedendo la declaratoria di inammissibilità del ricorso.

RITENUTO IN FATTO

1. Con sentenza, emessa in data 21/03/2016, la Corte d’Appello di Venezia confermava la
sentenza, emessa in data 29/07/2015 dal Tribunale di Vicenza, con cui Busuioc Andrei Marcel e
Busuioc Dan Georgel erano stati condannati, previo riconoscimento della circostanza

aggravanti, in ordine al reato di cui agli art. 61 n. 5, 110, 624, 625 n. 2, 5 , 7 c.p., perché, in
concorso tra loro, avevano sottratto a Bertagnoni Giovanni, responsabile di stazioni di servizio
dislocate in Veneto sotto l’insegna “Beyfin”, la somma contante di C 7.780,00, al fine di trarne
profitto, con l’aggravante di aver commesso il fatto in più di tre persone, in tempo notturno e
su cose esposte a pubblica fede.
2. Gli imputati, tramite difensore di fiducia, hanno proposto ricorso per cassazione, con cui
allegano vizi di legittimità, in relazione all’inosservanza dell’art. 17 cod. proc. pen., perché la
corte territoriale avrebbe dovuto riunire al presente procedimento il procedimento, n. R.G.
2448/2015, pendente presso il medesimo ufficio nello stesso stato. Trattasi di procedimenti
relativi a reati dello stesso genere, commessi a brevissima di tempo l’uno dall’altro, nei mesi di
marzo e aprile del 2015 e nel medesimo contesto di luogo. L’evidente legame di connessione,
ai sensi dell’art. 12 cod. proc. pen., avrebbe dovuto far propendere per la prospettazione di
un’unicità del disegno criminoso e per la trattazione congiunta dei due procedimenti. Parte
ricorrente evidenzia altresì la contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione,
risultante dal testo del provvedimento, nella parte relativa al mancato riconoscimento
dell’attenuante, di cui all’art. 114 cod. pen., dovendosi considerare il ruolo marginale nella
vicenda di Busuoioc Dan Georgel, che aveva accompagnato sul posto, con l’autovettura, il
fratello Andrei Marcel, il quale aveva poi commesso il furto da solo. Il giudice, nell’applicazione
del trattamento sanzionatorio, avrebbe omesso di dare il giusto rilievo alla diversità delle
condotte dei due prevenuti. Inoltre, con riferimento alla quantificazione della pena, la corte
territoriale avrebbe violato l’art. 133 cod. pen., in considerazione dell’omessa valutazione di un
disegno criminoso unitario, tra le varie azioni, e dell’erroneità conseguente della deduzione
logica di una maggiore pericolosità sociale dei prevenuti, desunta dal riscontro, all’epoca dei
fatti di causa, della sottoposizione dei medesimi ad una misura cautelare, per un reato
natura analoga.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. I ricorsi sono manifestamente infondati.

di

attenuante di cui all’art. 62 n. 6 cod. pen., con giudizio di equivalenza rispetto alle contestate

Ed invero, non è utile dedurre nella presente sede la mancata unione dei procedimenti
asseritamente connessi, sulla base dell’allegazione della violazione della disciplina codicistica
sopra richiamata.
E ciò in considerazione, per un verso, della necessaria proposizione di una tempestiva
eccezione nel corso del giudizio di merito, anche in vista di un possibile spostamento della
competenza e, sotto altro profilo, della mancanza di effetti invalidanti, sul procedimento e sulla
decisione finale.
Del resto, fatta salva l’efficacia preclusiva del giudicato esclusivo del vincolo, anche in fase

concreto degli odierni ricorrenti.
Quanto poi ai vizi motivazionali, riguardanti la mancata applicazione a Busuioc D I Georgel
della circostanza attenuante, di cui all’art. 114 c.p., va detto che i giudici del merito, nel
provvedimento impugnato, danno ampiamente conto delle ragioni del diniego, con riferimento
alla scarsa verisimiglianza delle dichiarazioni, rese dall’imputato, circa un suo coinvolgimento
come mero autista, inconsapevole degli intenti del fratello, considerati gli elementi desumibili
dal rinvenimento, a bordo della vettura condotta dall’imputato, di parte della refurtiva, oltre
che dal rapporto dei CC, relativo alla sera del 22/04/2015, comporvante l’avvistamento di Dan
Georgel come operativo presso la colonnina di benzina.
A ciò si aggiunga che la corte territoriale, in sede motivazionale, ha individuato, del tutto
congruamente, il supporto causale all’azione criminosa dell’imputato, quale conducente
dell’automezzo utilizzato per la commissione del reato.
Da ultimo, con riferimento al trattamento sanzionatorio, pertinente alle motivazioni sottese
alla ritenuta congruità della pena, è sufficiente evidenziare che, a prescindere dalla
prospettazione di un’unicità di un disegno criminoso unitario, il rilievo della commissione del
fatto, durante la sottoposizione a misura cautelare per altro reato analogo di furto, incide
certamente sulla valutazione di un profilo soggettivo negativo e, quindi, sulla valutazione
stessa della pericolosità sociale degli imputati.
Con ciò si vuol dire che le considerazioni, svolte sul punto specifico dai giudici del merito, non
sono inficiate logicamente dalle prospettazioni contenute negli odierni ricorsi.
2. Alla luce delle considerazioni svolte, si deve, quindi, procedere alla declaratoria
d’inammissibilità dei ricorsi, ponendosi a carico di ciascun ricorrente le spese del procedimento
e di una sanzione, che si reputa equo determinare in C 2.000,00, a favore della Cassa delle
ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna ciascun ricorrente al pagamento delle spese del
procedimento e della somma di C 2.000,00 a favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 30/01/2018

esecutiva l’imputato può far valere la continuazione, ragion per cui non sussiste un interesse

Il Consigliere estensore

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Grazia Lapalorcia
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Depositato in Cancelleria
Roma, lì

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015.

Caterina Mazzitelli

Il Presidente

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