Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 16414 del 06/04/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 16414 Anno 2018
Presidente: NOVIK ADET TONI
Relatore: TARDIO ANGELA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
LOMBARDI ANGELO N. IL 20/08/1965
avverso l’ordinanza n. 192/2016 CORTE ASSISE APPELLO di BARI,
del 23/06/2016
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANGELA TARDIO;

Data Udienza: 06/04/2017

RITENUTO IN FATTO

1. Con ordinanza del 23 giugno 2016 la Corte di assise di appello di Bari, in
funzione di giudice dell’esecuzione, ha rigettato l’istanza avanzata da Lombardi
Angelo, volta al riconoscimento della continuazione ex art. 671 cod. proc. pen.
tra i reati giudicati con le due sentenze indicate nella richiesta, richiamate nella
premessa della medesima ordinanza ed emesse, la prima, dallo stesso Ufficio in

volontario, commesso il 17 aprile 1989, e, la seconda, dalla Corte di appello di
Bari il 7 febbraio 1990 (irr. il 5 giugno 1990) per detenzione e porto illegale di
pistola con matricola abrasa e relative cartucce, commesso il 3 agosto 1989,
avuto riguardo alla mancanza di elementi dimostrativi della riconduzione dei detti
reati a una iniziale e identico disegno criminoso.
2. Avverso detta ordinanza ha proposto ricorso per cassazione, per mezzo
del suo difensore avv. Mario Malcangi, l’interessato Lombardi, che ne ha chiesto
l’annullamento sulla base di unico motivo, con il quale ha denunciato erronea
applicazione di legge e omessa motivazione relativamente al mancato
riconoscimento della unicità del disegno criminoso tra i reati giudicati con le
sentenze in oggetto.
3. In esito al preliminare esame presidenziale il ricorso è stato rimesso a
questa sezione per la decisione in camera di consiglio ai sensi degli artt. 591,
comma 1, e 606, comma 3, cod. proc. pen.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è inammissibile.
1.1. Il Giudice dell’esecuzione, che ha preso in considerazione i reati, cui il
ricorrente ha riferito la sua richiesta, e i dati di fatto tratti dalle sentenze in atti,
ha plausibilmente ritenuto, seguendo linee argomentative congrue sul piano
logico e corrette in diritto, la non riconducibilità delle condotte illecite, pur a
fronte degli elementi valorizzati dalla difesa (brevissima distanza cronologica tra i
reati, identità contesto territoriale, sistematicità delle condotte illecite e abitudini
programmate di vita, omogeneità delle condotte), a un medesimo disegno
criminoso esistente sin dal momento in cui era stato commesso il primo reato,
annotando la mancanza di elementi probativi in tal senso; precisando che
l’istante non risultava neppure attinto da imputazione associativa e che l’arma
per la quale lo stesso era stato condannato con la seconda sentenza non era
quella usata per l’omicidio, giudicato con la prima sentenza che aveva dichiarato
prescritta la connessa violazione in materia di armi; sottolineando la evidente

data 24 gennaio 2008 (irr. il 4 dicembre 2008) per concorso in omicidio

apprezzabilità solo di una generica impostazione deviante dell’istante e rilevando
che con la stessa non poteva identificarsi il disegno criminoso unitario e
originario integrante la continuazione nel reato.
2.2. Tale esaustiva valutazione resiste alle censure difensive, che, mentre
sono prive di alcuna fondatezza nella denunciata assunta violazione di legge e
nel contestato sviluppo decisionale, si limitano sostanzialmente a reclamare,
nell’espresso dissenso di merito, una rinnovata generica rivalutazione dei dati
fattuali evocando il contesto storico dei reati e affermati, e non provati ; né

3. Segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali,
nonché -valutato il contenuto del ricorso e in mancanza di elementi atti a
escludere la colpa nella determinazione della causa d’inammissibilità- al
versamento della somma, ritenuta congrua, di duemila euro alla Cassa delle
ammende.
P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di duemila euro alla cassa delle
ammende.
Così deciso il 06/04/2017

Il Consigliere estensore
Angela Tardio

Il Presidente

26tfio
i4

rYik

t/(

ulteriormente esplicati,contrasti in ambito associativo mafioso.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA