Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 16363 del 14/12/2017


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 16363 Anno 2018
Presidente: NOVIK ADET TONI
Relatore: MAGI RAFFAELLO

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
MAIOLO FRANCESCO nato il 11/08/1979 a VIBO VALENTIA

avverso l’ordinanza del 10/11/2016 della CORTE ASSISE APPELLO di
CATANZARO
sentita la relazione svolta dal Consigliere RAFFAELLO MAGI;
lette/sentite le conclusioni del PG

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Data Udienza: 14/12/2017

IN FATTO E IN DIRITTO

1. Con ordinanza emessa in data 10 novembre 2016 la Corte di Assise d’Appello di
Catanzaro – quale giudice della esecuzione – ha accolto l’istanza proposta da Maiolo
Francesco, tesa ad ottenere il riconoscimento della continuazione tra i fatti oggetto di
distinte decisioni irrevocabili (partecipazione ad associazione mafiosa e tentato omicidio
già riunito in continuazione con altre violazioni di legge).

per il tentato omicidio (pari ad anni dodici di reclusione) e venivano realizzati singoli
aumenti per i diversi reati-satellite (in misura complessivamente superiore rispetto a
quella operata in cognizione, lì dove era stata riconosciuta la continuazione interna), ivi
compreso quello per la condotta partecipativa (relativo ad ulteriore sentenza) .

2. Avverso detta ordinanza ha proposto ricorso per cassazione – a mezzo del difensore Maiolo Francesco, deducendo erronea applicazione delle previsioni regolatrici.
In effetti, si rappresenta che secondo il recente arresto delle Sezioni Unite di questa
Corte (sent. n. 6296/2017 ric. Nocerino) non risulta possibile, lì dove una quota di reatisatellite sia già stata riconosciuta come tale in cognizione, quantificare la pena in modo
più elevato rispetto ai contenuti della decisione irrevocabile.

3. Il ricorso è fondato e va accolto.
3.1 La decisione Nocerino, emessa dalle Sezioni Unite di questa Corte in data 24
novembre 2016, è esattamente nel senso indicato dal ricorrente. E stato, infatti,
affermato che il giudice dell’esecuzione, nel procedere alla rideterminazione del
trattamento sanzionatorio per effetto dell’applicazione della disciplina del reato
continuato, non può quantificare gli aumenti di pena per i reati-satellite in misura
superiore a quelli fissati dal giudice della cognizione con la sentenza irrevocabile di
condanna.
Va pertanto promossa una nuova valutazione – in sede di rinvio – dell’incidenza di ciascun
reato-satellite, non potendo questa Corte di legittimità procedere a simile valutazione e
ben potendosi, alla luce dei contenuti della citata decisione, pervenire ad una
quantificazione inferiore nella nuova, complessiva, determinazione sanzionatoria.

2

1.1 In sede di determinazione della pena veniva posta a base del calcolo la pena inflitta

P.Q.M.

Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame alla Corte di Assise di Appello di
Catanzaro.

Così deciso il 14 dicembre 2017

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