Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 16343 del 03/10/2017


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 16343 Anno 2018
Presidente: NOVIK ADET TONI
Relatore: SIANI VINCENZO

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
SPAGNUOLO ROBERTO nato il 05/06/1980 a TRADATE

avverso l’ordinanza del 12/01/2017 del TRIB. SORVEGLIANZA di GENOVA
sentita la relazione svolta dal Consigliere VINCENZO SIANI;
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Data Udienza: 03/10/2017

RITENUTO IN FATTO

1. Con il provvedimento in epigrafe, reso il 12 gennaio 2017, il Tribunale di
sorveglianza di Genova, decidendo sul reclamo proposto da Roberto Spagnuolo
(attualmente detenuto nella Casa di reclusione di Gorgona) avverso il
provvedimento di rigetto della sua istanza di permesso premio emesso dal
Magistrato di sorveglianza di Massa il 5 settembre 2016, ha rigettato il reclamo
per l’insussistenza delle condizioni di merito legittimanti la concessione del

2. Avverso l’ordinanza ha interposto ricorso lo Spagnuolo, per il tramite del
suo difensore, chiedendone l’annullamento e deducendo a sostegno
dell’impugnazione due motivi.
2.1. Con il primo motivo si lamenta la violazione dell’art. 677 cod. proc.
pen., per l’incompetenza del Magistrato di sorveglianza che aveva adottato il
provvedimento di rigetto dell’istanza di permesso premio: infatti egli aveva
formulato l’istanza ex art. 30-ter Ord. pen. in data 8 febbraio 2016, quando era
detenuto nella Casa di reclusione di Volterra, al Magistrato di sorveglianza di
Pisa; poi, non avendo ottenuto riscontro ed essendo stato intanto trasferito il 4
luglio 2016 nella Casa di reclusione di Massa, aveva in data

10 agosto 2016

sollecitato il provvedimento sempre al Magistrato di sorveglianza di Pisa; invece
ad emettere il provvedimento — di rigetto — in data 5 settembre 2016 era stato il
Magistrato di sorveglianza di Massa.
Il susseguente reclamo era stato deciso con analogo rigetto dal Tribunale di
sorveglianza di Genova, senza che fosse rilevato il vizio da cui era affetto il primo
provvedimento che, per il principio della perpetuatio iurisdictionis,

avrebbe

dovuto essere emesso dal Magistrato di sorveglianza di Pisa, competente
territorialmente al momento dell’istanza.
2.2. Con il secondo motivo si prospetta la mancanza di motivazione in
ordine alla doglianza formulata per l’omessa indicazione delle generalità dello
Spagnuolo nel provvedimento reso dal Magistrato di sorveglianza: l’esame di
questo provvedimento faceva emergere la manchevolezza ora indicata e di tanto
il ricorrente si era doluto con il reclamo al Tribunale di sorveglianza in quanto
dall’atto non era possibile identificare il soggetto a cui esso era riferito, ma il
Tribunale non aveva fornito alcuna risposta in merito.

3.

Il Procuratore generale ha chiesto l’annullamento senza rinvio del

provvedimento impugnato e del provvedimento monocratico antecedente,
segnalando che, nel caso in esame, competente a provvedere sull’istanza di

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beneficio, in accordo con quanto era stato ritenuto nel provvedimento reclamato.

permesso premio era il Magistrato di sorveglianza di Pisa, sicché il
provvedimento emesso aveva violato il principio della perpetuatio e, trattandosi
di competenza funzionale, il vizio era rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. La questione di competenza dedotta dallo Spagnuolo con il primo motivo

2. La consecutio esposta dal ricorrente si profila corretta: lo Spagnuolo
aveva proposto l’istanza di ottenimento del permesso ex art.

30-ter Ord. pen. in

data 8 febbraio 2016 al Magistrato di sorveglianza di Pisa, quando era detenuto
nella Casa di reclusione di Volterra, ed, in assenza del riscontro provvedimentale,
aveva formulato – sempre al Magistrato di sorveglianza di Pisa – il sollecito del
10 agosto 2016 ribadendo l’istanza di permesso premio in Pisa e, in subordine, in
Massa; invece ad emettere il provvedimento in data 5 settembre 2016 era stato
il Magistrato di sorveglianza di Massa, con motivazione attinente alla valutazione
di merito, negativa per l’istante, delle condizioni di concessione del permesso.
Il detenuto sveva proposto reclamo avverso tale provvedimento deducendo
nella prima doglianza la questione di incompetenza territoriale del Magistrato di
sorveglianza di Massa, per essere competente quello di Pisa, e censurando, poi,
l’omessa indicazione delle sue generalità nell’atto.
Il Tribunale, nell’ordinanza impugnata, ha trattato unicamente il merito
involto dall’istanza di permesso premio omettendo del tutto l’esame della
questione di competenza oggetto della prima doglianza inserita nel reclamo.
In definitiva, entrambi i provvedimenti dei giudici di sorveglianza hanno
obliterato la questione di competenza.

3. Ciò puntualizzato, la questione di competenza è, invece, fondata.
3.1. Il permesso premio è stato chiesto dal detenuto nel febbraio 2016
quando era recluso nella Casa di reclusione di Volterra, ricompreso nel
circondario del Tribunale di Pisa ed, in corrispondenza, dell’Ufficio di sorveglianza
di Pisa. A tale istanza egli ha fatto riferimento quando ha sollecitato al Magistrato
di sorveglianza di Pisa l’emissione del provvedimento in data 1° agosto 2016,
sebbene nelle more fosse stato trasferito nella Casa di reclusione di Massa.
Al riguardo si è chiarito che la ripartizione della competenza per territorio tra
gli organi della Magistratura di sorveglianza, disciplinata dall’art. 677 cod. proc.
pen., è di carattere generale e non concerne le sole materie che sono oggetto del
procedimento di sorveglianza ex art. 678 cod. proc. pen., per cui competente a

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è da considerarsi ammissibile e fondata, con le conseguenze che ne derivano.

provvedere sull’istanza di permesso premio è il magistrato di sorveglianza nella
cui giurisdizione rientra l’istituto in cui si trova l’istante al momento della
presentazione dell’istanza (Sez. 1, n. 1733 del 22/04/1992, Confl. comp. Mag.
Sorv. Trento e Mag. Sorv. Milano, in proc. Colosio, Rv. 190373).
Invero, il criterio principale fissato per individuare la competenza, ossia – ex
art. 677, comma 1, cod. proc. pen. – il luogo dell’istituto di prevenzione o di
pena in cui si trova l’interessato al momento della proposizione dell’atto
introduttivo del procedimento di sorveglianza, viene correlato al luogo di

interviene l’espiazione, fonte essenziale di dati e notizie sui soggetti sottoposti al
trattamento rieducativo, mentre non si ritiene ordinariamente rilevante il luogo
in cui la presenza del detenuto o dell’internato sia determinata da esigenze di
giustizia meramente transitorie e non si protragga per un lasso apprezzabile,
poiché queste ultime condizioni appaiono prive di quel minimum di stabilità
necessaria per permettere agli organi competenti un rapporto con il detenuto
idoneo all’impostazione dell’esame della sua personalità, fondamento della fase
trattamentale (v., fra le altre, Sez. 1, n. 43517 del 19/09/2013, Parabita, Rv.
257172; Sez. 1, n. 11069 del 10/03/2010, Ambesi, Rv 246791).
Poi, in forza del principio della perpetuatio iurisdictionis, la competenza per
territorio del tribunale o del magistrato di sorveglianza, una volta radicatasi con
riferimento alla situazione esistente all’atto della richiesta, va ritenuta insensibile
agli eventuali mutamenti che tale situazione possa subire in virtù di successivi
provvedimenti (Sez. 1, n. 1137 del 24/11/2009, dep. 2010, Confl. comp. in proc.
Savino, Rv. 245948) o di altre istanze volte ad incidere sul medesimo oggetto o
che comunque siano ad essa connesse o collegate alla prima (Sez. 1, n. 51083
del 06/11/2013, Aiello, Rv. 257886).
3.2. Alla stregua di questi rilievi, appaiono conseguenti il vizio di omessa
motivazione che è insito nel provvedimento impugnato, dato che il Tribunale non
ha affatto considerato la corrispondente doglianza, ed il vizio di violazione di
legge inerente al provvedimento del Magistrato di sorveglianza di Massa, il quale
– non richiesto, peraltro, dall’interessato, che aveva indirizzato l’originaria
istanza ed il sollecito successivo al Magistrato di sorveglianza di Pisa – ha
provveduto sull’istanza senza rilevare la questione di competenza che avrebbe
dovuto orientarlo a trasmettere gli atti al Magistrato di sorveglianza di Pisa.
Avendo lo Spagnuolo segnalato la questione già con il reclamo innanzi al
Tribunale di sorveglianza, dopo essersi visto notificare il provvedimento reiettivo,
come emesso dal Magistrato di sorveglianza di Massa (e non da quello di Pisa, a
cui aveva formulato la domanda), appare assodata, pur a volere applicare alla
fattispecie i principi desumibili dall’art. 21 cod. proc. pen. in tema di

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espiazione della pena all’evidente fine di agevolare i rapporti con l’istituto in cui

incompetenza per territorio, la tempestività della deduzione della questione di
competenza con il reclamo, non contemplando il procedimento un contraddittorio
antecedente. Va peraltro aggiunto che la competenza del magistrato e del
tribunale di sorveglianza ha natura funzionale ed inderogabile, non inquadrabile
nella mera competenza territoriale, di guisa che la sua eventuale inosservanza
può essere rilevata, anche d’ufficio, in ogni stato e grado del procedimento (Sez.
1, n. 19385 del 13/12/2016, dep. 2017, Piccolo, Rv. 269629).

ricorso, disporre l’annullamento senza rinvio sia dell’ordinanza del Tribunale di
sorveglianza di Genova, sia dell’ordinanza resa dal Magistrato di sorveglianza di
Massa in data 5 settembre 2016, con la conseguente trasmissione degli atti al
Magistrato di sorveglianza di Pisa, competente a decidere sull’istanza originaria.

P.Q.M.
Annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata e il provvedimento del
Magistrato di sorveglianza di Massa in data 5/9/2016 e dispone trasmettersi gli
atti al Magistrato di sorveglianza di Pisa per la decisione sull’istanza.
Così deciso il 3 ottobre 2017

4. Alla stregua delle considerazioni svolte, la Corte deve, in accoglimento del

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