Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15958 del 13/12/2017


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 15958 Anno 2018
Presidente: CIAMPI FRANCESCO MARIA
Relatore: CENCI DANIELE

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
DI SILVESTRO MORIS nato il 02/08/1979 a PENNE

avverso la sentenza del 30/03/2016 della CORTE APPELLO di L’AQUILA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere DANIELE CENCI;

Data Udienza: 13/12/2017

RITENUTO IN FATTO e CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Moris Di Silvestro ricorre tempestivamente, tramite difensore, per la cassazione della sentenza con cui la Corte d’appello di L’Aquila il 30 marzo 2016, in
parziale riforma della decisione emessa il 4 aprile 2014 dal Tribunale di Pescara,
appellata dall’imputato, riconosciuto colpevole del reato di furto consumato pluriaggravato, commesso il 12 ottobre 2009, e condannato alla pena di giustizia,
concessa l’attenuate del danno di speciale tenuità ritenuta prevalente, ricono-

pen., ha rideterminato, in melius, la pena.

2. Il ricorrente denunzia promiscuamente violazione di legge e difetto motivazionale in quanto, a suo avviso, la sentenza di appello sarebbe erronea ed illegittima, per avere condannato l’imputato, che, invece, doveva essere assolto
mancando prove della sua responsabilità.

3. Il motivo è manifestamente infondato, in quanto meramente reiterativo di
identica doglianza svolta con l’appello: ne deriva che il proposto ricorso, peraltro
a fronte di doppia conforme di condanna, va dichiarato inammissibile, per evidente difetto di specificità
Alle pp. 1-2 della sentenza impugnata si rinviene, infatti, un logico e congruo ragionamento probatorio, che disattende la richiesta difensiva.

4. Essendo il ricorso inammissibile e non ravvisandosi, ex art. 616 cod. proc.
pen., assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte
Cost., sent. n. 186 del 13 giugno 2000), alla condanna al pagamento delle spese
consegue quella al pagamento della sanzione pecuniaria come in dispositivo.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di duemila euro alla cassa delle
ammende.
Così deciso il 13/12/2017.

sciuta anche l’attenuante del risarcimento del danno di cui all’artt. 62, n. 6, cod.

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