Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15879 del 21/11/2017


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 15879 Anno 2018
Presidente: DE CRESCIENZO UGO
Relatore: TUTINELLI VINCENZO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
BEVILACQUA MASSIMO nato il 27/10/1976 a REGGIO CALABRIA

avverso la sentenza del 04/02/2016 della CORTE APPELLO di REGGIO CALABRIA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere VINCENZO TUTINELLI;

Data Udienza: 21/11/2017

CONSIDERATO IN FATTO E IN DIRITTO

Con il provvedimento impugnato, la Corte di appello di Reggio Calabria ha confermato la
sentenza emessa il 15 dicembre 2009 dal Tribunale di Reggio Calabria di condanna dell’odierno
ricorrente, BEVILACQUA Massimo, per il delitto di ricettazione di una autovettura.
Avverso tale provvedimento, propone ricorso per cassazione l’imputato lamentando
violazione di legge e manifesta illogicità, contraddittorietà, carenza della motivazione.
In particolare, il ricorrente afferma la presenza di risultanze processuali equivoche,

fornita dagli appellanti.
Il ricorso è inammissibile perché privo dei requisiti prescritti dall’art. 581, comma 1, lett.
c) c.p.p. in quanto, a fronte di una motivazione della sentenza impugnata ampia e logicamente
corretta, non indica gli elementi che sono alla base della censura formulata, non consentendo
al giudice dell’impugnazione di individuare i rilievi mossi ed esercitare il proprio sindacato.
Tra i requisiti del ricorso per cassazione vi è anche quello, sancito a pena di
inammissibilità, della specificità dei motivi : il ricorrente ha non soltanto l’onere di dedurre le
censure su uno o più punti determinati della decisione impugnata, ma anche quello di indicare
gli elementi che sono alla base delle sue lagnanze. Onere questo che – nel caso di specie – non
risulta adempiuto.
Alle suesposte considerazioni consegue la dichiarazione di inammissibilità del ricorso e, per
il disposto dell’art. 616 c.p.p., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali
nonché al versamento in favore della Cassa delle Ammende di una somma che, ritenuti e
valutati i profili di colpa emergenti dal ricorso, si determina equitativamente in C 3000,00.
L’inammissibilità del ricorso preclude il rilievo della eventuale prescrizione maturata
successivamente alla sentenza impugnata (Sez. Un., n. 32 del 22/11/3000, De Luca, Rv.
217266).

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e al versamento della somma di euro tremila alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 21 novembre 2017
Il Co,ngfgliere estensore

Il Presi

nt

interpretata in maniera unilaterale, senza considerare la diversa del chiave di lettura dei fatti

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