Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15806 del 20/03/2018


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 15806 Anno 2018
Presidente: GALLO DOMENICO
Relatore: DE SANTIS ANNA MARIA

SENTENZA
sul ricorso proposto da
GUASTAFIERRO ANGELO n. a Boscoreale il 31/5/1961
avverso l’ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame di Napoli in data 16/10/2017

-visti gli atti, l’ordinanza impugnata e il ricorso;
– Udita nell’udienza camerale del 20/3/2018 la relazione fatta dal Consigliere Anna Maria De
Santis;
Udita la requisitoria del Sostituto Procuratore Generale, Dott. Felicetta Marinelli, che ha
concluso per l’inammissibilità del ricorso
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
1.Con l’impugnata ordinanza il Tribunale del Riesame di Napoli rigettava la richiesta ex art. 309
cod.proc.pen. formulata nell’interesse del Guastafierro avverso il provvedimento del Gip del
Tribunale di Noia che aveva applicato nei suoi confronti la misura del divieto di dimora nella
Provincia di Napoli per il delitto di autoriciclaggio di beni appartenenti alla s.r.l. Progresso
scuola contestato al capo A) della rubrica provvisoria.
2. Ha proposto ricorso per Cassazione l’indagato a mezzo del difensore, deducendo :

1

Data Udienza: 20/03/2018

4

2.1 la manifesta illogicità della motivazione con riguardo alla conferma della misura del divieto
di dimora con particolare riguardo alla sussistenza di esigenze cautelari. Secondo il ricorrente
l’iter argomentativo posto alla base della misura cautelare merita censura in quanto si
esaurisce nel richiamo per relationem delle argomentazioni svolte dal Gip emittente e risulta
manifestamente illogico sia in relazione alla reiezione delle richieste difensive in punto di
inesistenza delle esigenze cautelari che con riguardo alla possibilità di applicazione di misure
diverse comunque idonee a scongiurare il rischio di reiterazione.

rinunziare alla trattazione dell’udienza per carenza d’interesse…, essendo intervenuto nelle
more provvedimento di sostituzione della misura cautelare” da parte del Gup del Tribunale di
Noia.
Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse alla
stregua delle circostanze rappresentante dal difensore, non ricorrendo i requisiti formali di cui
all’art. 589, comma 2, in tema di rinunzia e dovendo, comunque, farsi applicazione del
principio secondo cui il sopravvenuto difetto di interesse è una causa di inammissibilità che
prevale su quella della rinuncia all’impugnazione, eventualmente concorrente, perchè più
favorevole, non comportando la condanna al pagamento delle spese. (Sez. 3, n. 57883 del
25/10/2017, 0, Rv. 271806). Infatti,l’emersione di nuovi elementi di fatto, non conosciuti
all’atto della proposizione del ricorso e tali da comportare una diversa valutazione dell’interesse
ad impugnare da parte del ricorrente, costituisce un’opzione riconosciuta dall’ordinamento
giuridico ed è estranea a profili di colpa sicchè non è idonea a fondare la pronuncia di
condanna al pagamento in favore della cassa delle ammende della sanzione prevista dall’art.
616 cod. proc. pen. (Sez. 5, n. 9831 del 15/12/2015, P.G., P.C. in proc. Minichini e altri, Rv.
267565).
4. Alla declaratoria d’inammissibilità consegue, dunque, la sola condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
Così deciso in Roma il 20 marzo 2018
Sentenza a motivazione semplificata

Il consigliere estensore

Ti Presidente

3.Con atto depositato dal difensore in data 14/2/2018 il difensore del ricorrente “dichiarava di

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