Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 1575 del 20/11/2012


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 1575 Anno 2013
Presidente: SIOTTO MARIA CRISTINA
Relatore: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
1) MUKTHAR UMAR N. IL 04/06/1972
avverso l’ordinanza n. 272/2011 TRIBUNALE di REGGIO EMILIA,
del 27/12/2011
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANTONELLA
PATRIZIA MAZZEI;

Data Udienza: 20/11/2012

RITENUTO IN FATTO
Con ordinanza deliberata il 27 dicembre 2011 il Tribunale di Reggio
Emilia, in funzione di giudice dell’esecuzione, ha respinto la domanda
avanzata da Muktar Umar, cittadino del Ghana, di applicazione della
disciplina del reato continuato ai fatti giudicati con sentenza del Giudice per
le indagini preliminari del Tribunale di Milano del 16/12/2009 e con
A ragione la Corte ha osservato che i fatti, commessi a notevole distanza
di tempo l’uno dall’altro, non rivelavano, in base alle acquisite sentenze di
condanna, l’unicità del disegno criminoso, trattandosi, in un caso, di episodi
di importazione di sostanze stupefacenti dal Ghana, commessi in concorso
con altre persone, e, nell’altro caso, di cessione e detenzione di droga.
Avverso la predetta ordinanza ha proposto ricorso per cassazione il
Mukthar personalmente, il quale, con unico motivo, deduce che le condanne
attinenti ai reati suddetti sono divenute irrevocabili nello stesso anno 2010
e che il secondo delitto è stato commesso nel 2009, mentre egli era agli
arresti domiciliari per il primo reato eseguito nel 2008.
CONSIDERATO in DORMO
Il ricorso è inammissibile perché proposto per motivi non consentiti nel
giudizio di legittimità e, comunque, manifestamente infondati.
La gravata ordinanza ha, infatti, correttamente valutato i fatti-reato
come ricostruiti nelle sentenze ad essi pertinenti e, all’esito della disamina
del contenuto delle medesime decisioni secondo i parametri rilevanti in
subiecta materia, ha illustrato, con motivazione congrua, adeguata e senza
violare la legge penale sostanziale e processuale, le ragioni ostative al
riconoscimento della continuazione.
Il tutto in conformità della costante giurisprudenza di questa Corte,
secondo la quale l’unicità del disegno criminoso, necessaria per la
configurabilità del reato continuato e per l’applicazione della continuazione
in fase esecutiva, non può identificarsi con la generale tendenza a porre in
essere determinati reati o, comunque, con una scelta di vita che implica la
reiterazione di determinate condotte criminose, atteso che le singole
violazioni devono costituire parte integrante di un unico programma
deliberato nelle linee essenziali per conseguire un determinato fine,
richiedendosi, in proposito, la progettazione “ab origine” di una serie ben
individuata di illeciti, già concepiti almeno nelle loro caratteristiche
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sentenza del Tribunale di Reggio Emilia del 13/07/2009.

essenziali; con la conseguenza che deve escludersi che una tale
progettazione possa essere presunta sulla sola base dell’identità o
dell’analogia dei singoli reati o di un generico contesto delittuoso, ovvero
ancora della unicità della motivazione o del fine ultimo perseguito,
occorrendo invece che il requisito in questione trovi dimostrazione in
specifici elementi atti a far fondatamente ritenere che tutti gli episodi siano
frutto realmente di una originaria ideazione e determinazione volitiva (Sez.
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso segue, ai sensi dell’alt
616 cod. proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e, in mancanza di elementi atti ad escludere la colpa nella
determinazione della causa di inammissibilità (Corte Cost., sent. n. 186 del
2000), anche al versamento a favore della cassa delle ammende di una
sanzione pecuniaria che pare congruo determinare, tra il minimo e il
massimo previsti, in euro mille.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore della cassa
delle ammende.
Così deciso in Roma, in camera di consiglio, in data 20 novembre 2012.

2, n. 18037 del 07/04/2004, dep. 19/04/2004, Tuzzeo, Rv. 229052).

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