Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15734 del 16/01/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 15734 Anno 2015
Presidente: BRUSCO CARLO GIUSEPPE
Relatore: D’ISA CLAUDIO

SENTENZA
Sul ricorso proposto da:
PROCURATORE GENERALE presso la Corte d’appello di Brescia
Nei confronti di
BRENTONICO GIULIO

n. il 30.11.1967

avverso la sentenza n. 227/2014 del Tribunale di Cremona del
17.04.2014.
Visti gli atti, la sentenza ed il ricorso
Udita all’udienza camerale del 16 gennaio 2015 la relazione fatta dal
Consigliere dott. CLAUDIO D’ISA
Lette le richieste del Procuratore Generale nella persona del dott. Gioacchino
Izzo che ha concluso per l’annullamento del provvedimento impugnato
limitatamente alla omessa applicazione della sanzione accessoria della
sospensione della patente di guida.

Data Udienza: 16/01/2015

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Il PROCURATORE GENERALE presso la Corte d’appello di Brescia
ricorre avverso la sentenza, indicata in epigrafe, emessa dal Tribunale
di Cremona, ai sensi dell’art. 444 c.p.p., a carico di BRENTONICO Giulio
in ordine al reato di guida in stato di ebbrezza.
Il ricorrente Procuratore denuncia violazione di legge per non

sospensione della patente di guida.
Il BRENTONICO con memoria difensiva rileva che il ricorso
presentato dal Procuratore Generale appare privo di interesse in
quanto la effettiva sospensione della patente di guida discende
dall’eventuale accertamento negativo attinente all’espletamento del
lavoro di pubblica utilità svolto dall’imputato.
Si eccepisce anche la tardività del ricorso.
Il ricorso va accolto.
Innanzitutto, va respinta l’eccezione di tardività del ricorso per
cassazione del PROCURATORE Generale dovendosi tener conto della
data di spedizione dell’atto, avvenuta nel caso di specie il 13.06.2014,
e non della data in cui esso è pervenuto nella cancelleria del giudice a
quo, cui ha fatto riferimento il BRONTONICO, di conseguenza il termine
per impugnare risulta rispettato.
Quanto al motivo posto a base del ricorso, in effetti il giudice, con
la sentenza indicata in epigrafe, sebbene abbia disposto la pena
accessoria della sospensione della patente di guida, non ne ha, però,
fissata la durata, e, sostanzialmente è come se non l’avesse proprio
applicata.
E’ pur vero che la effettiva sospensione di tale pena accessoria è
subordinata allo espletamento del lavoro di pubblica utilità, sanzione
sostitutiva della pena detentiva, concessa al prevenuto, ma è
altrettanto vero che l’udienza, già fissata dal giudice, ha l’unico scopo

avere il giudice applicata la sanzione accessoria amministrativa della

di verificare l’esito positivo del lavoro di pubblica utilità per dichiarare
estinto il reato e per disporre la riduzione alla metà della durata della
sospensione della patente di guida concesso, ma non certo quello di
fissare la durata della pena accessoria, statuizione che è demandata al
giudice in sede di applicazione della pena concordata. Invero, in caso di
esito negativo dell’espletamento del lavoro di pubblica utilità il giudice,

fissata per tale verifica, si deve limitare a prenderne atto e a rendere
esecutiva la sospensione della patente di guida già disposta.
La sentenza di questa Corte, richiamata dal BRENTONICO, non è
conferente in quanto si riferisce alla carenza di interesse del
PROCURATORE Generale a ricorrere in cassazione per la mancata
applicazione della confisca del veicolo, allorquando nelle more è
rimasto acquisito che il lavoro di pubblica utilità già è stato svolto,
Di conseguenza la sentenza impugnata va annullata
limitatamente alla sostanziale mancata applicazione della sanzione
accessoria in parola.
P.Q.M.
Annulla

la sentenza impugnata limitatamente alla mancata

applicazione della sanzione accessoria della sospensione della patente
di guida e rinvia sul punto al Tribunale di Cremona.
Così deciso in Roma alla udienza camerale del 16 gennaio 2015.

che svolge una mera funzione esecutiva, nel corso dell’udienza già

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