Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15725 del 09/12/2014


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 15725 Anno 2015
Presidente: BRUSCO CARLO GIUSEPPE
Relatore: IZZO FAUSTO

SENTENZA
Sul ricorso proposto da :

HASSOU Issam, n. in Marocco il 24\7\1985

del G.i.p. del Tribunale di
Alessandria del 24\1\2014 (nr. 3728\2013);
avverso la sentenza

udita la relazione fatta dal Consigliere dott. Fausto Izzo ;
lette le richieste del P.G. dott. Mario Fraticelli, che ha chiesto
dichiararsi inammissibile il ricorso;

Data Udienza: 09/12/2014

RITENUTO in FATTO
1. Aidoudi Abderrazak ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del G.i.p. del
Tribunale di Alessandria del 24\1\2014, con la quale, ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen., è
stata applicata la pena concordata dalle parti di anni due e mesi otto di reclusione ed €
12.000,00 di multa, in ordine al reato di cui all’art. 73 d.P.R. n. 309/1990, per detenzione
illecita di 974 gr di hashish (acc. in Alessandria il 23\7\2013).
2. Propone ricorso l’imputato, lamentando il difetto di motivazione sulla condanna.

1. La sentenza deve essere annullata senza rinvio.
Va osservato, per quanto qui rileva, che è stata dichiarata la illegittimità costituzionale dell’
art. 4 bis della legge 21 febbraio 2006 n. 49, entrata in vigore il 28.2.2006, nella cui vigenza è
stato commesso il contestato reato; a seguito di tale dichiarazione di incostituzionalità e come
dalla Corte costituzionale espressamente ha affermato, trova applicazione l’art. 73 del d.P.R
309 del 1990 e relative tabelle nella formulazione precedente le modifiche apportate con le
disposizioni ritenute incostituzionali, con il ripristino del differente trattamento sanzionatorio
dei reati concernenti le droghe leggere e le droghe pesanti anche agli effetti dell’ipotesi
attenuata di cui al quinto comma.
In particolare, nel caso dei reati concernenti le droghe leggere, deve trovare applicazione la
legge Iervolino-Vassalli, che prevede la reclusione da 2 a 6 anni, inferiore a quella (da 6 a 20
anni) prevista dalla legge Fini-Giovanardi del 2006 e che è stata applicata nel processo che ci
occupa.
La radicale modifica del quadro normativo di riferimento così intervenuta, con riferimento al
trattamento sanzionatorio, impone l’applicazione dell’art. 2, co.4, codice penale e 7, par. 1 e
della Convenzione Europea sui diritti dell’Uomo, secondo cui l’imputato ha diritto di
beneficiare della legge penale successiva alla commissione del reato, che prevede una
sanzione meno severa di quella stabilita in precedenza, fino a che non sia intervenuta sentenza
passata in giudicato.
Per quanto detto, considerato che nel determinare la pena il giudice di merito è partito dalla
base di anni 6 di reclusione, all’epoca minimo edittale e che oggi, invece, costituisce il
massimo, si impone l’annullamento senza rinvio della sentenza risultandone travolto il patto.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata e dispone trasmettersi gli atti al Tribunale di
Alessandria per l’ulteriore corso.
Così deciso in Roma il 9 dicembre 2014
Il Pre idente

CONSIDERATO in DIRITTO

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