Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15705 del 20/02/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 15705 Anno 2015
Presidente: BRUSCO CARLO GIUSEPPE
Relatore: PICCIALLI PATRIZIA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PELLEGRINO GIUSEPPE N. IL 14/06/1984
avverso la sentenza n. 1209/2012 CORTE APPELLO di LECCE, del
20/06/2014
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 20/02/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. PATRIZIA PICCIALLI
Udito il Procuratore Generale in persona dej 1 Dott. \-t 5„..vjo
che ha concluso per
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Udito, per la parte civile, l’Avv
Uditi difensor Avv.

Data Udienza: 20/02/2015

Ritenuto in fatto

PELLEGRINO Giuseppe ricorre avverso la sentenza di cui in epigrafe che, riformando in
melius quella di primo grado [quanto al trattamento sanzionatorio], lo ha riconosciuto
colpevole del reato di cui all’articolo 186 del codice della strada [ipotesi di cui alla lettera
arvx
c);/aggravante del coinvolgimento in un incidente stradale] ( fatto dell’8.8.2008).

del tasso alcolemico sarebbe stato effettuato in ospedale, attraverso prelievo ematico, in
assenza di consenso, con conseguente inutilizzabilità.

Con altra doglianza si duole dell’affermazione della responsabilità sul rilievo che sarebbe
mancato il riscontro sintomatico dello stato di ebbrezza, in ragione del fatto che la polizia
giudiziaria lo aveva visto per la prima volta solo in ospedale, ma non sul luogo del
sinistro, sicchè non era stato possibile il riscontro di alcuno degli elementi sintomatici
tipici dello stato di ebbrezza: alito vinoso, linguaggio sconnesso, andatura barcollante,
ecc.

Si prospetta, infine, la carenza dell’elemento soggettivo, sostenendosi che la Corte di
merito avrebbe finito con l’addebitare la responsabilità dell’incidente all’imputato sulla
sola base dell’accertato stato di ebbrezza, senza verifica sull’eventuale apporto causale.

Considerato in diritto

Il ricorso è manifestamente infondato, a fronte di una doppia statuizione di condanna,
conforme in punto di accertamento della responsabilità.

Sul tema dell’accertamento ematico utilizzabile per la dimostrazione del reato di guida
sotto l’influenza dell’alcool, il giudice di merito, con accertamento in fatto non rinnovabile,
ha finanche esaminato il verbale dell’accertamento, apprezzando che la sottoscrizione
dell’odierno imputato attestava della presenza del consenso.

In ogni caso, la Corte di merito ha ricostruito il contesto dell’accertamento ematico
riconducendolo, in termini incensurabili in fatto, ad un accertamento effettuato in
ospedale nell’ambito del protocollo curativo.

Trova allora applicazione quella giurisprudenza, consolidata, secondo cui è legittimo
acquisire ed utilizzare il certificato medico relativo all’accertato tasso di alcool nel sangue
2

Con il ricorso, sotto diversima convergenti profili, si duole del fatto che l’accertamento

dell’interessato, se e qualora l’analisi del sangue sia stata effettuata dal personale
ospedaliero, non a richiesta specifica degli agenti di polizia stradale, ma unicamente per
motivi clinici ed a scopo curativo delle lesioni riportate dal predetto nell’ incidente stradale
in cui questi sia stato coinvolto (cfr., tra le tante, Sezione IV, 17 luglio 2012, Massucco).
Infatti, qualora il prelievo ematico venga effettuato con scopi sanitari e terapeutici (in
occasione del ricovero a seguito di un incidente stradale), il problema di consenso
(informato) riguarda il trattamento sanitario in sé, e non certo la circostanza che il
prelievo venga utilizzato per la rilevazione del tasso alcolemico. Con la conseguenza

incidente stradale, l’eventuale “dissenso” informato dell’interessato a sottoporsi al
prelievo ematico previsto nel protocollo delle cure – legittimo con riferimento all’esercizio
del diritto a non farsi sottoporre ad un determinato trattamento sanitario- farebbe
scattare l’ipotesi del rifiuto sanzionata penalmente ex articolo 186, comma 7, del codice
stradale, espressamente estesa proprio al caso, previsto dal precedente comma 5, del
“conducente coinvolto in incidente stradale e sottoposto a cure mediche”.

Come detto, la ricostruzione fattuale della vicenda, non ammette diverse ricostruzioni,
proprio perché ci si trova di fronte ad una conforme ricostruzione operata nella sede di
merito, e la diversa opinione ricostruttiva della difesa non può essere evocata in sede di
legittimità in termini tali da imporre una rinnovata ricostruzione della vicenda.

Esattamente è stata basata la responsabilità sull’accertamento del tasso alcolemico,
risultando non condivisibile la tesi in forza della quale sarebbe concorrentemente
necessario il riscontro sintomatico.

Il ragionamento corretto è proprio l’opposto di quello ipotizzato in ricorso.

Vale ricordare che le ipotesi di guida in stato di ebbrezza previste rispettivamente dalle
lettere a), b) e c) del comma 2 dell’articolo 186 del codice della strada, integrano
fattispecie autonome: si tratta di disposizioni in ordine crescente di gravità, modellate sul
tasso alcolemico accertato, che sono caratterizzate, tra loro, da un rapporto di reciproca
alternatívità e, quindi, di incompatibilità (cfr., tra le altre, Sezione IV, 11 febbraio 2010,
Proc. gen. App. Bologna in proc. Nene).

Ora, dopo il novum normativo introdotto con l’ articolo 33, comma 4, della legge 29
luglio 2010 n. 120, non si tratta più di diversi ipotesi di reato, perché l’ipotesi meno
grave di cui alla lettera a) [tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi
per litro] è stata depenalizzata.

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ulteriore [qui non di interesse] che, nel caso di ricovero ospedaliero a seguito di

La dimostrazione circa la sussistenza dell’una o dell’altra ipotesi presuppone il riscontro
rappresentato dal tasso alcolemico.

In un sistema che non prevede l’utilizzazione di prove legali è certo ben possibile
ricavare l’esistenza dello stato di ebbrezza anche da elementi sintomatici quali l’alito
vinoso, l’eloquio sconnesso, l’andatura barcollante, le modalità di guida o altre
circostanze che possano far fondatamente presumere l’esistenza dello stato indicato.

formare il suo libero convincimento anche in base alle sole circostanze sintomatiche
riferite dagli agenti accertatori, tale possibilità deve circoscriversi alla sola fattispecie
meno grave prevista dalla lettera a), del comma 2 dell’articolo 186, imponendosi, invece,
per le ipotesi più gravi (lettere b) e c) del citato comma 2) l’accertamento tecnico del
livello effettivo di alcool (tra le tante, Sezione IV, 5 febbraio 2009, PG in proc. Quintini).

E’ quindi corretta la decisione impugnata, che proprio sull’apprezzamento del tasso ha
coerentemente inquadrato e ritenuta dimostrata la fattispecie incriminatrice oggetto di
condanna.

Inaccoglibile è anche l’ultimo profilo di doglianza.

In fatto, risulta dalla sentenza impugnata il coinvolgimento dell’imputato in un incidente
stradale, causalisticamente ricollegato alla sua condotta: e ciò è necessario e sufficiente
ai fini dell’integrazione dell’ipotesi aggravata del coinvolgimento in un “incidente stradale”
prevista dal comma 2 bis dell’articolo 186 del codice della strada, per la cui configurabilità
occorre che il soggetto abbia “provocato” un incidente e quindi che sia accertato un
coefficiente causale della sua condotta rispetto al sinistro (Sezione IV, 28 maggio 2013,
Callegaro).

Per le ragioni suesposte non può certo ritenersi maturato il decorso della prescrizione,
come evocato in ricorso, giacché la declaratoria di inammissibilità prevale su quella di
estinzione del reato per prescrizione maturata dopo la sentenza di secondo grado (v.,
Sezioni unite 22 marzo 2005, Bracale).

Alla inammissibilità del ricorso, riconducibile a colpa del ricorrente (Corte Cost., sent. 713 giugno 2000, n. 186), consegue la condanna del ricorrente medesimo al pagamento
delle spese processuali e di una somma, che congruamente si determina in mille euro, in
favore della cassa delle ammende.

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Ma, in mancanza dell’accertamento sul tasso alcolemico, se appunto il giudice può

P. Q. M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro 1000,00 in favore della cassa delle ammende.
Così deciso in data 20 febbraio 2015

Il Presidente

Il Consigliere estensore

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