Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15703 del 20/02/2015

Penale Sent. Sez. 4 Num. 15703 Anno 2015
Presidente: BRUSCO CARLO GIUSEPPE
Relatore: PICCIALLI PATRIZIA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
X.Z.
avverso la sentenza n. 415/2013 CORTE APPELLO di TRIESTE, del
16/04/2014
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 20/02/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. PATRIZIA PICCIALLI
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. y
che ha concluso per A`

Data Udienza: 20/02/2015

Ritenuto in fatto

X.Z.  ricorre avverso la sentenza di cui in epigrafe che, confermando quella
di primo grado, resa in esito a giudizio abbreviato, dopo opposizione a decreto penale di
condanna, lo ha riconosciuto colpevole del reato di cui all’articolo 186 del codice della
strada [ipotesi di cui alla lettera b); aggravante del coinvolgimento in un incidente
stradale].

ravvisata l’aggravante della circolazione stradale.

E’ tematica già disattesa dal giudice di merito che, corrispondendo a specifico motivo di
impugnazione, ha ritenuto ravvisabile l’incidente, rientrando in tale nozione qualunque
situazione esorbitante dalla normale marcia del veicolo in area aperta alla pubblica
circolazione, con pericolo per la propria e l’altrui incolumità: ciò che nella specie era stato
ravvisato per essere l’autovettura dell’imputato finita in un fossato, ove era rimasta
bloccata.

Con il ricorso si contestgl\in fatto, le modalità dell’incidente, che anzi si vuole escludere
valorizzando la circostanza che il Carabinieri intervenuti in loco non avevano contestato
l’aggravante, poi invece ritenuta in sede di contestazione.

Si prospetta ancora l’insussistenza dell’incidente in ragione della pretesa carenza del
presupposto dell’essere l’area ove questa era avvenuto aperta alla pubblica circolazione.

Si sostiene che, sussistendo incertezza, il giudice avrebbe dovuto procedere nonostante
la scelta del rito abbreviato ai sensi dell’articolo 441, comma 5, c.p.p.

Considerato in diritto

Il ricorso è manifestamente infondato, a fronte di una doppia statuizione di condanna,
conforme in punto di accertamento della responsabilità.

La ricostruzione fattuale della vicenda, non ammette diverse ricostruzioni, proprio perché
ci si trova di fronte ad una conforme ricostruzione operata nella sede di merito, e la
diversa opinione ricostruttiva della difesa non può essere evocata in sede di legittimità in
termini tali da imporre una rinnovata ricostruzione della vicenda, con precipuo
riferimento alle modalità di verificazione dell’accaduto e alla riconducibilità dello stesso
alla nozione di incidente.
2

Con il ricorso, sotto diversi, ma convergenti profili, si duole del fatto che sia stata

Ciò che conta è la ricostruzione operata dai giudicanti, con argomenti in fatto non illogici,
che risulta perfettamente in linea con la nozione di incidente stradale rilevante ai fini di
interesse.

Vale in proposito il principio secondo cui in tema di giuda sotto l’influenza dell’alcool, il
concetto di “incidente stradale” rilevante ai fini dell’integrazione della circostanza
aggravante prevista dal comma 2 bis dell’articolo 186 del codice della strada, è ben più

ricompresi: infatti, esso non implica necessariamente la produzione di danni a cose
proprie o altrui o lo scontro con altri veicoli o comunque il coinvolgimento di terze
persone con danni alle stesse, bensì comprende qualunque situazione che esorbiti dalla
normale marcia dei veicoli in area aperta alla pubblica circolazione, con pericolo per
l’incolumità altrui o dello stesso conducente. Pertanto, l’aggravante è ravvisabile anche
nel caso di mera fuoriuscita del veicolo dalla sede stradale, in assenza di coinvolgimento
di terzi (Sezione IV, 21 dicembre 2011, Bourass).

Tale principio si attaglia alla fattispecie, come ricostruita dai giudicanti, non potendosi qui
ammettere rilievo alla opinabile diversa ricostruzione del ricorrente.

Coerentemente non è neppure censurabile la scelta del giudicante, implicitamente
desumibile dalla motivazione, di non procedere ad alcuna integrazione probatoria ex
articolo 441, comma 5, c.p.p., per l’assenza di necessità probatorie ai fini della decisione.

Alla inammissibilità del ricorso, riconducibile a colpa del ricorrente (Corte Cost., sent. 713 giugno 2000, n. 186), consegue la condanna del ricorrente medesimo al pagamento
delle spese processuali e di una somma, che congruamente si determina in mille euro, in
favore della cassa delle ammende.
P. Q. M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro 1000,00 in favore della cassa delle ammende.
Così deciso in data 20 febbraio 2015

Il Consigliere estensore

ampio di quelli di investimento e di collisione tra veicoli, che vi sono, in ogni caso,

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA