Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15695 del 17/02/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 15695 Anno 2015
Presidente: BRUSCO CARLO GIUSEPPE
Relatore: CIAMPI FRANCESCO MARIA

SENTENZA
sul ricorso proposto da :
FRATEPIETRO CELESTINO N. IL 1.12.1986
Avverso la sentenza del TRIBUNALE DI TRANI EX SEZIONE DISTACCATA DI ANDRIA in
data 2 dicembre 2013
sentita la relazione fatta dal Consigliere dott. FRANCESCO MARIA CIAMPI, sentite le
conclusioni del PG in persona della dott. ssa Maria Giuseppina Fodaroni che ha chiesto il
rigetto del ricorso

RITENUTO IN FATTO
1.

2.

Con l’impugnata sentenza il Tribunale di Trani (ex sezione distaccata di Andria),
all’esito di giudizio immediato a seguito di opposizione a decreto penale di condanna,
ha dichiarato Fratepietro Celestino colpevole del reato di guida senza patente,
condannandolo alla pena di C 3.000,00 di ammenda.
Avverso tale decisione ricorre a mezzo del difensore il Fratepietro censurando la
gravata sentenza per violazione di legge e mancanza di motivazione quanto alla
determinazione della pena ed alla mancata concessione delle attenuanti generiche.

CONSIDERATO IN DIRITTO
3.

Con il primo motivo di gravame il ricorrente invoca la nullità di tutti gli atti successivi
all’ordinanza pronunciata all’udienza del 22 maggio 2013 per aver il giudice di prime
cure disposto la revoca del giudizio abbreviato, precedentemente ammesso, con
ordinanza del 2 maggio 2012.
Il motivo è infondato. Dalla stessa esposizione di cui al ricorso emerge infatti che
nella specie il giudizio immediato era stato richiesto dal difensore di fiducia del
Fratepietro (successivamente rinunciante al mandato difensivo) con una prima
opposizione al decreto penale di condanna, mentre con una seconda opposizione
presentata dall’attuale difensore di fiducia era stata formulata richiesta di accesso al
rito abbreviato. Il Tribunale ha ritenuto inammissibile tale seconda richiesta in quanto
preceduta dalla scelta del giudizio immediato.

Data Udienza: 17/02/2015

P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
Così deciso nella camera di consiglio del 17 febbraio 2015
IL CONSIGLIERE ESTENSORE

IL PRESIDENTE

Ciò posto osserva il Collegio: anche a voler prescindere dall’esame della correttezza
dell’operato del primo giudice (di cui sembra non dubitare lo stesso difensore del
ricorrente che ha chiesto sollevarsi questione di legittimità costituzionale degli artt.
461 e 464 cod. proc. pen. nella parte in cui non prevedono la possibilità che il
giudizio di opposizione a decreto penale di condanna prosegua, nei casi di rinuncia
alla prima opposizione con richiesta di giudizio immediato, nelle forme del giudizio
abbreviato non condizionato, successivamente richiesto nei termini di legge), è
assorbente la considerazione che ai sensi dell’art. 182, comma 1, cod. proc. pen. le
nullità di cui agli artt. 180 e 181 stesso codice non possono essere eccepite da chi vi
ha dato o concorso a darvi causa, come certamente avvenuto nel caso di specie.
Appare pertanto irrilevante anche la proposta questione di legittimità costituzionale.
Palesemente infondati appaiono poi i motivi relativi alla determinazione della pena ed
alla mancata concessione delle attenuanti generiche. Il primo giudice ha infatti
congruamente motivato a riguardo richiamando da un lato i criteri di cui all’art. 133
cod. pen. dall’alttro i precedenti penali del Fratepietro di cui uno della stessa indole.
4. Il ricorso va pertanto rigettato. Ne consegue ex art. 616 cod. proc. pen. la condanna
del ricorrente al pagamento delle spese processuali

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