Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15689 del 29/01/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 15689 Anno 2015
Presidente: BRUSCO CARLO GIUSEPPE
Relatore: MASSAFRA UMBERTO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
MARINO CONCETTA N. IL 06/02/1953
avverso la sentenza n. 810/2011 CORTE APPELLO di
CALTANISSETTA, del 02/10/2012
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 29/01/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. UMBERTO MASSAFRA
Udito il Procuratore Gwerale in persona del D9tt.
9T4
che ha concluso per -kv

Udito, per la parte civ e, l’Avv
Uditi difensor A

i

Data Udienza: 29/01/2015

Ritenuto in fatto
1. Ricorre per cassazione il difensore di fiducia di Marino Concetta avverso la sentenza
emessa in data 2.10.2012 dalla Corte di Appello di Caltanissetta che confermava nei
confronti della predetta Marino (assolvendo, invece, la coimputata Scozzarella
Salvatrice), quella in data 12.4.2011 del Tribunale di Enna, in composizione
monocratica, che l’aveva condannata, all’esito del giudizio abbreviato, con attenuanti
generiche, alla pena di mesi due e giorni venti di reclusione ed € 90,00 di multa per il
reato, così riqualificato, di cui agli artt. 443 e 452 c.p..

professionale in servizio presso la casa di riposo “Opera Pia Istituto Assistenziale S.
Giuseppe e S. Giovanni Battista di Rodi”, somministrato, in tempi diversi, agli ospiti
della suddetta struttura Miceli Salvatore e D’Amico Vittorio il farmaco Hamulin 1 da 10
ml. da ritenersi guasto o imperfetto in quanto scaduto di validità in data 13.12.2005
(fatto commesso dal 9 al 12.3.2006).
2. Deduce la contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione, assumendo che
la Corte territoriale, per suffragare la propria decisione, non aveva tenuto in alcuna
considerazione quanto affermato in sede dibattimentale dal luogotenente Pellegrino a
proposito delle dosi mancanti del medicinale somministrato e scaduto. Questi aveva
riferito che “il prodotto mancante poteva essere sufficiente per due o quattro
somministrazioni”, sicchè se le somministrazioni ai pazienti fossero state due, la
Marino avrebbe dovuto essere assolta; mentre la Corte a pag. 3 della sentenza aveva
affermato che “dall’insieme dl tali elementi appare ampiamente plausibile, andando a
ritroso sulle date, che mancando tre dosi (non è certo che fossero quattro…”, ed anzi
asserendo testualmente, senza alcun elemento certo di riscontro, che le dosi mancanti
era dalle due alle quattro, e “comunque non meno di tre’.

Considerato in diritto
3. Il ricorso è fondato e merita accoglimento.
4. Invero il dato concernente la mancanza di tre dosi esatte (e non due) non è stato
suffragato da adeguata e puntuale dimostrazione: la Corte è addivenuta a tale
quantificazione sulla base di mere congetture e presunzioni, per giunta in sostanziale
contrasto con quanto riferito dal Luogotenente Pellegrino secondo il quale il prodotto
mancante oscillava tra le due e le quattro somministrazioni.
In ogni caso, non può farsi discendere la colpevolezza della Marino da un mero calcolo
temporale “a ritroso” dal 13 al 10 marzo, data in cui la donna era in servizio, per
ritenere il prelievo di una delle “tre” (congetturalmente ritenute residuali) dosi
dell’Humulin I poi somministrate ai pazienti.
Il calcolo a ritroso presuppone la consecuzione meccanica degli eventi ma non tiene
conto di eventuali anomalie che pur sempre in rerum natura possono verificarsi.

2

Alla Marino (assieme alla coimputata assolta) era contestato di aver, quale infermiera

Insomma, alla stregua delle argomentazioni esposte dal Giudice a quo, non si può
ritenere, al di là di ogni ragionevole dubbio, la riconducibilità alla Marino della
somministrazione del farmaco scaduto di validità.
Consegue l’annullamento della sentenza impugnata con rinvio, per nuovo esame, alla
Corte di’Appello di Caltanissetta.

P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata con rinvio, per nuovo esame, alla Corte

Così deciso in Roma, il 29.1.2015

d’Appello di Caltanissetta.

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