Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15687 del 16/01/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 15687 Anno 2015
Presidente: BRUSCO CARLO GIUSEPPE
Relatore: D’ISA CLAUDIO

SENTENZA
Sul ricorso proposto da:
AMATO ARMANDO

n. il 1.03.1982

avverso la sentenza n. 10187/2014 della Corte d’appello di Reggio
Calabria del 4.03.2014.
Visti gli atti, la sentenza ed il ricorso
Udita all’udienza pubblica del 16 gennaio 2015 la relazione fatta dal
Consigliere dott. CLAUDIO D’ISA
Udito il Procuratore Generale nella persona del dott. Fulvio Baldi che
ha concluso per il rigetto del ricorso.

Data Udienza: 16/01/2015

RITENUTO IN FATTO

AMATO Armando ricorre per cassazione avverso la sentenza,
indicata in epigrafe, della Corte d’appello di Reggio Calabria che, in
parziale riforma della sentenza di primo grado emessa nei suoi
confronti dal Tribunale di Palmi in ordine al delitto di furto aggravato,
ha rideterminato la pena ed ha revocato i doppi benefici.

c.p.p. per la irregolare notifica del decreto di citazione del giudizio di
appello avvenuta nelle mani del difensore di ufficio, con la conseguente
nullità della notifica e della dichiarazione di contumacia resa dalla Corte
d’appello all’udienza del 4.03.2014.
CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso va accolto.
Emerge dagli atti che l’avv. Daniela Carbone, presso il cui studio era
stata notificata la citazione dell’imputato innanzi alla Corte d’appello di Reggio
Calabria, era stata nominata quale difensore di ufficio sin dal primo grado, e,
poiché, la disposizione dell’art. 157 co. 8 bis c.p.p., consente che la citazione
dell’imputato possa essere notificata al difensore di fiducia e non anche a
quello di ufficio, la censura posta a base del ricorso è fondata.

Essendosi verificata una nullità assoluta ex art. 178 lett. c) c.p.p.,
che ha leso il diritto di difesa dell’imputato, la sentenza impugnata va
annullata con rinvio ad altra sezione della Corte d’appello di Reggio
Calabria per la celebrazione del giudizio di appello.
P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d’appello di
Reggio Calabria per la celebrazione del giudizio di appello.
Così deciso in Roma alla pubblica udienza del 16 gennaio 2015.

Si denuncia violazione di legge nella specie dell’art. 157, co. 8 bis

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