Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15676 del 06/05/2014


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 15676 Anno 2015
Presidente: BRUSCO CARLO GIUSEPPE
Relatore: VITELLI CASELLA LUCA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
NACCARELLA LUCIANO N. IL 24/06/1954
avverso la sentenza n. 703/2010 TRIBUNALE di LANCIANO, del
21/03/2012
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 06/05/2014 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. LUCA VITELLI CASELLA
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. Ak4che ha concluso per ,e

Pot,’

er la

Data Udienza: 06/05/2014

Ricorrente NACCARELLA Luciano

Ritenuto in fatto
Con sentenza in data 21 marzo 2012, il Tribunale di Lanciano, in composizione
monocratica, dichiarava

NACCARELLA Luciano responsabile della

contravvenzione p. e p. dall’art. 116, commi 10 e 13° cod. strada, commessa in
Lanciano il 26 marzo 2009, per aver guidato l’autovettura Mercedes classe A

Prefetto di Teramo, con provvedimento 14 luglio 1999, condannandolo, per
l’effetto, alla pena di euro 3.000,00 di ammenda.
Avverso la sentenza proponeva appello il difensore deducendo vizi di violazione
di legge e di insufficiente motivazione, per aver il Tribunale disatteso la richiesta
di disapplicazione del provvedimento prefettizio di revoca della patente di guida
emesso nei confronti dell’imputato in applicazione dell’art. 120 cod.strada che
prevedeva detta sanzione nei confronti di colui che risultasse sottoposto ( come
l’imputato ) alla misura di prevenzione dell’ obbligatorio rimpatrio con foglio dì
via ex art.2 della legge n. 1423 del 1956 nonostante che la Corte Costituzionale,
con sentenza 18 ottobre 2000 n.427, avesse dichiarato l’illegittimità
costituzionale del combinato disposto degli artt. 120, comma 1° e 130 comma 1
lett. b) cod. strada nelle previsioni sanzionatorie riferibili alla condizione
dell’imputato.

Considerato in diritto

L’appello, rimesso a questa Corte e convertitosi in ricorso trattandosi di sentenza
di primo grado inappellabile ex art. 593, comma 3° cod. proc. pen., va giudicato
inammissibile
Deve invero preliminarmente rilevarsi che il difensore di fiducia dell’imputato:
avv. Vincenzo Menicucci, del foro di Lanciano (che ha redatto e sottoscritto l’atto
di impugnazione ) non risulta iscritto agli albi degli avvocati abilitati al patrocinio
dinanzi a questa Corte di cassazione, come prescritto dall’art. 613 cod. proc.
pen.
Tanto preclude ovviamente ogni ulteriore esame del ricorso.
Alla declaratoria di inammissibilità segue, per legge, la condanna della ricorrente
al pagamento delle spese processuali nonché ( trattandosi di causa di
inammissibilità riconducibile alla volontà, e quindi a colpa, del ricorrente:cfr.
Corte Costituzionale sent. n. 186 del 7 – 13 giugno 2000 ) al versamento, a

i

tg. BB286EJ, in assenza della prescritta patente di guida perché revocata dal

favore della cassa delle ammende, di una somma che si ritiene equo e congruo
determinare in euro 300, 00.

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 300,00 a favore della cassa delle
ammende.

Così deciso in Roma,lì 6 maggio 2014.

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