Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15604 del 27/11/2014


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 15604 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: DE BERARDINIS SILVANA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
GAETANI SERGIO N. IL 03/05/1962
avverso la sentenza n. 1600/2010 CORTE APPELLO di LECCE, del
16/01/2014
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 27/11/2014 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. SILVANA DE BERARDINIS
Udito il Procuratore Generale i a erso a a el Dott.
che ha concluso per
ItIPAVID

Udito, per la parte civile, l’Avv
Uditi difensor Avv. \-1(17»).»,,e

0-0.-Vv e)

Data Udienza: 27/11/2014

RITENUTO IN FATTO

Con sentenza in data 16.1.2014 la Corte di Appello di Lecce confermava a carico di GAETANI
Sergio la sentenza emessa dal Tribunale del luogo Sez. di Maglie,in data 17.5.10 con la quale
l’imputato era stato dichiarato responsabile del reato di cui all’art.485 CP.,ascrittogli per aver
formato-allo scopo di procurarsi un vantaggio-una scrittura privata materialmente falsa
costituita da una” ricevuta di bonifico” di €2.000,00,apparentemente disposto dal predetto in
data 13.6.2008, tramite la Banca Popolare Pugliese a favore di Oliva Atonia Maria(titolare di un

erano state indicate le coordinate per l’accredito della somma);i1 suddetto bonifico risultava
contrassegnato da un falso timbro della Banca Popolare Pugliese,e da una sigla non
appartenente ad alcun funzionario dell’istituto di credito;di tale documento l’imputato aveva
fatto uso,inviandolo in posta elettronica ad Oliva Atonia Maria,verso la quale egli era debitore
della somma di euro 2.000,00 .
Per tale reato era stata inflitta la pena di mesi otto di reclusione,con le generiche e il beneficio
della sospensione condizionale,oltre la condanna al risarcimento dei danni a favore della
costituita parte civile,da liquidarsi in separata sedeAvverso tale sentenza proponeva ricorso per cassazione il difensore, deducendo:
la mancanza di motivazione su un punto decisivo(art.606 lett.C)A riguardo la difesa evidenziava di avere dedotto in sede di appello la questione relativa alla
possibilità di qualificare come “scrittura privata “la comunicazione di posta elettronica(cd.email)-ponendosi il problema di individuare l’autore del messaggio.
Rilevava sul punto che in atti mancava la copia di tale documento osservando che tale
comunicazione era priva di una sottoscrizioneRiteneva sull’argomento carente la motivazione della impugnata sentenza.
2-erronea applicazione della legge penale in riferimento all’art.485 CP.
Evidenziava a riguardo che la alterazione di una copia fotostatica non vale ad integrare l’ipotesi
di reato contestata.
Nella specie si trattava della alterazione di una copia di un altro bonifico,inviata alla
destinataria come allegato.

RILEVA IN DIRITTO

Il ricorso risulta privo di fondamento.
In primo luogo va evidenziato che dal testo del provvedimento impugnato si desume adeguata
e specifica motivazione resa dal giudice di appello in merito alla sussistenza del reato ascritto
all’odierno ricorrente.
Invero,con riferimento all’art.485 CP.,secondo i principi enunciati da questa
Corte(v.Cass.Sez.VI,6.11.2009,n.42578,Conforti-RV244851)-l’ipotesi normativa deve ritenersi

conto corrente bancario presso la banca Monte dei Paschi di Siena di Maglie,conto del quale

comprensiva -non solo di quegli atti che contengono dichiarazioni o manifestazioni di volontà
idonee a costituire ovvero modificare diritti o posizioni oggettive,ma altresì tutte le scritture
formate dal privato che si riferiscono a situazioni da cui possono derivare effetti giuridicamente
rilevanti per un determinato soggetto.
Orbene ,nella specie,la comunicazione di posta elettronica deve ritenersi idonea a realizzare la
lesione del bene giuridico protetto dal legislatore,essendo produttiva di effetti giuridici tra le
parti,mentre d’altra parte è stato illustrato con adeguata e logica motivazione il riferimento
della falsa comunicazione di pagamento attraverso bonifico,allo stesso imputato,soggetto

Ugualmente priva di fondamento è la censura inerente alla esclusione del falso per un
fotomontaggio di un bonifico bancario,dovendosi rilevare il principio per cui la falsificazione
della fotocopia di una scrittura privata,mediante fotomontaggio -integra il reato di falsità
materiale in scrittura privata perché,salvo che intervenga il disconoscimento,la fotocopia di una
scrittura privata ha la stessa efficacia probatoria dell’originale(Cass.Sez.II,del
7.10.2011,n.36369-RV251144)Al riguardo questa Corte osserva che il giudice di appello ha correttamente applicato i canoni
giurisprudenziali,pur con riferimento all’orientamento sancito con sentenza Sez.V,n.10959 del
12.12.2012- (inerente alla inidoneità di una copia fotostatica a rappresentare il documento
originale in assenza di qualsiasi attestazione che ne confermi l’autenticità) evidenziando che il
reato di cui si tratta resta integrato allorché il documento falso sia presentato come originale al
fine di provare l’avvenuto pagamento:tale motivazione deve ritenersi aderente alla condotta
ascritta all’imputato,che si era servito del falso documento per dare comunicazione
dell’avvenuto pagamento a saldo di un debito.
Peraltro deve ritenersi ininfluente il rilievo della mancanza di sottoscrizione del falso
documento informatico,dato che dalla globalità della motivazione resa dal giudice di appello si
evince che concretamente l’uso di tale documento era da attribuire al solo imputato.
Secondo tali rilievi deve ritenersi priva di fondamento ogni deduzione articolata dalla difesa per
contestare la corretta applicazione della legge penale,in riferimento all’ipotesi dell’art.485 CP.
In conclusione deve dunque essere pronunziato il rigetto del ricorso,a cui consegue la
condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

PQM

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Roma,deciso il 27 novembre 2014.

interessato a fare apparire l’adempimento di un debito.

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