Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15595 del 17/11/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 5 Num. 15595 Anno 2015
Presidente: SAVANI PIERO
Relatore: PEZZULLO ROSA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
MORABITO VINCENZO N. IL 11/08/1968
RANIERI ANTONIO N. IL 06/09/1959
avverso la sentenza n. 1051/2008 CORTE APPELLO SEZ.DIST. di
TARANTO, del 21/03/2013
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 17/11/2014 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. ROSA PEZZULLO
– e : _ e • . a – Dott.
Udito il Proc . a •
sg- le indagini
›.-ot
anagrafiche’hanno consentito di accertaro che presso l’indirizzo di via Carducci n. 49 in
Gínosa Marina, risultavano essere da poco residenti alcuni soggetti provenienti dalla
Calabria e precisamente

Ranieri Antonio, Morabito Vincenzo, Sorace Giuseppe

Francesco, Mantova Giuseppe e Tutino Rocco, coinvolti nelle indagini, e acquisite le foto
dei predetti, le vittime delle truffe riconoscevano in tali fotografie i soggetti cori i quali
erano stat* conclusi?contratti, ovvero coloro che avevano consegnato gli assegni
pagamento o avevano eseguito i trasporti delle merci, il tutto con la precisazione che in
molte occasioni tali soggetti, pur accreditandosi come rappresentanti della Aldes Jon ca
s.r.I., fornivano dei nomi falsi (Dino Miranda, Pino Cassano, Demetrio e altri); dai
contenuto infine delle

intercettazioni telefoniche si aveva conferma indiretta delia

sistematicità dell’operato illecito di coloro i quali operavano per la Aldes 3onica
atteso che i fornitori, nei contattare l’utenza di tale società

lamentavano di aveoe

ricevuto, a fronte della fornitura di merci del valore anche di centinaia Oi mflioni, assegni
privi di copertura o tratti su conti ormai estinti.
3.In tale contesto immune da vizi si presenta la valutazione contenuta nella sentenza
impugnata che ha desunto dalla ripetitività e sistematicità delle condotte la sussistenza
di una struttura organizzata stabile, che, sulla base di una razionale distribuzione dei
compiti, si è dedicata alla consumazione di una serie indeterminata di truffe ai danni di
operatori commerciali, con modalità consistenti nell’acquistare merci ii cui corrispettivo
veniva pagato con assegni privi di provvista o relativi a conti estinti e nei far scomparire
la merce acquistata; inoltre 4 neppure appare censurabile iì ragionamento dei giudici di
merito, secondo cui, la sussistenza dell’associazione si ricava altresì dagli ulteriori
elementi sintomatici tra i quali il fatto che gli imputati hanno individuato un operatere
economico dei posto, deciso a liberarsi della sua attività, prendendone il posto, evitando
di cambiare la ragione sociale, proprio per sfruttare l’affidabilità della società nei rapporti
commerciali, si sono trasferiti dalla Calabria ed hanno abitato nella stessa casa di Marina
di Ginosa, si sono distribuiti i ruoli e quelli di maggior spicco sono da riconoscersi ai,
Morabito, che concludeva i contratti, ed al Ranieri rappresentante legale della società e
che le truffe non solo erano finalizzate ad ottenere la merce senza provvedere a!
pagamento dei relativo prezzo, ma avevano anche l’ulteriore scopo di far sparire (lei turto

4

presentavano delle analogie significative di un contegno ripetuto e sistematico, finalizzato

la merce, nella prospettiva di provocare deliberatamente il fallimento della società.
4. Manifestamente infondata si presenta, pertanto, la doglianza del Morabito circa la
mancata indicazione di elementi denotanti che il ricorrente abbia compartecipato al
disegno criminoso ed all’associazione diretta alla realizzazione delle truffe, con la veste di
promotore ed organizzatore, avendo, invece, la sentenza impugnata dato conto delle
ragioni del riconoscimento di tale ruolo, stante conclusione dell’imputato per la Aldes
ionica dei contratti di fornitura con le ditte truffate, presentandosi sotto il falso nome di
“Dino”.
5. Del pari manifestamente infondata si presentano le doglianze del Ranieri circa

rappresentante della Aldes ionica, società in favore della quale risultano effettuate le
forniture della merce non pagata e non rinvenuta all’esito della sentenza dichiarativa di
fallimento.
6. Del tutto generici e, comunque, manifestamente infondati di presentano i motivi dei
ricorsi degli imputati volti a contestare la sufficienza degli elementi di responsabilità in
ordine ai reati di bancarotta fraudolenta documentale e distrattiva loro ascritta.
Ed invero, per quanto concerne, il Morabito la qualità di amministratore di fatto della
Aldes ionica è stata chiaramente ritenuta nelle sentenza di merito in base all’attività
dallo stesso posta in essere di conclusione dei contratti di fornitura merce per conto della
società sotto il falso nome di “Dino Miranda”. Tale attività costituisce senz’altro attività di
gestione idonea ad integrare la responsabilità del ricorrente appunto per il reato di
bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione (arg. ex Sez. I, n. 5063 del
11/01/2012).
7. L’attività distrattiva riferibile ad entrambi i ricorrenti nelle attribuite qualità è stata
correttamente ritenuta dai giudici di merito in base al fatto che le autovetture ed i veicoli
facenti parte del patrimonio sociale e la merce od i proventi della vendita di essa non sono
stati rinvenuti all’atto del fallimento della società. Orbene, in tema di prova del delitto di
bancarotta fraudolenta, il mancato rinvenimento, all’atto della dichiarazione di fallimento,
di beni o utilità nella disponibilità della società fallita costituisce circostanza idonea a
fondare la ragionevole presunzione della loro distrazione, in mancanza di giustificazione,
da parte dell’imputato, in ordine alla loro destinazione al soddisfacimento di esigenze della
società o al perseguimento dei relativi fini, senza che ciò possa implicare indebita
inversione dell’onere probatorio (Sez. V, 08/03/2013, n. 23749)
8.

Per quanto concerne, poi, la bancarotta fraudolenta documentale la sentenza

impugnata, senza illogicità, dopo aver evidenziato che le scritture contabili della società
non erano mai state mai depositate e che, pertanto, non era stato possibile ricostruire il
patrimonio e l’attività della società, ha senza illogicità argomentato in merito alle ragioni
per le quali ha ritenuto che la denuncia di furto presentata dal Ranieri relativa alla
documentazione contabile della società non fosse veritiera e sul punto alcuna doglianza
specifica è stata svolta. Da tali elementi, pertanto, emerge evidente come correttamente
sia stato desunto dai giudici di merito la ricorrenza dell’elemento soggettivo del dolo
specifico che deve corredare la condotta della sottrazione delle scritture contabili.

5

l’insufficienza di elementi di responsabilità a suo carico, essendo egli il legale

9. Del tutto generici si presentano, inoltre, i tre motivi di ricorso del Ranieri nella parte in
cui vengono svolte doglianze circa il mancato esame da parte della Corte territoriale della
documentazione e delle censure dallo stesso svolte con l’appello, non risultando
compiutamente indicati le censure ed i documenti tralasciati.
10. Segue alla declaratoria di inammissibilità dei ricorsi proposti dagli imputati la
condanna di ciascuno di essi al pagamento delle spese processuali e al versamento della
somma – ritenuta congrua – di Euro 1.000,00 in favore della Cassa delle Ammende,
trovandosi i ricorrenti in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità. I
ricorrenti vanno altresì condannati in solido alla rifusione delle spese sostenute nel

liquidare in complessivi C 1800,00 oltre accessori di legge.
p.q.m.

dichiara inammissibili i ricorsi e condanna ciascun ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di C 1000,00 in favore della Cassa delle Ammende, oltre in
solido alla rifusione delle spese sostenute nel presente grado dalla parte civile Fallimento
Aldes Jonica s.r.l. che liquida in complessivi C 1800,00 oltre accessori di legge
Così deciso in data 17.11.2014

presente grado dalla parte civile Fallimento Aldes Jonica s.r.l. che si ritiene congruo

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA