Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15572 del 14/06/2017


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 15572 Anno 2018
Presidente: SAVANI PIERO
Relatore: GENTILI ANDREA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
USAI MARCELLO nato il 13/12/1962 a MURAVERA

avverso la sentenza del 09/07/2015 del TRIBUNALE di CAGLIARI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANDREA GENTILI;

Data Udienza: 14/06/2017

Ritenuto che con sentenza del 9 luglio 2015 il Tribunale di Cagliari ha
condannato Usai Marcello alla pena di C 1000,00 di ammenda, oltre il
pagamento delle spese processuali, avendolo ritenuto responsabile del reato
di cui all’art. 5 della legge n. 283 del 1962, per aver detenuto per la vendita e
venduto sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione;
che avverso detta sentenza ha proposto appello l’Usai, assistito dall’Avv.
Davide Mascia, del foro di Cagliari, deducendo l’insussistenza dell’elemento

erano destinati alla vendita ma all’autoconsumo.

Considerato che, disponendo la sentenza impugnata la sola condanna
del ricorrente alla pena dell’ammenda, essa non è suscettibile di appello ma
solamente di ricorso per cassazione;
che, pertanto, in ossequio al principio del favor impugnationis, il ricorso
proposto dall’imputato, ancorché formalmente indicato come atto di appello,
deve essere convertito in ricorso per cassazione;
che il predetto ricorso risulta essere sottoscritto dalla Avv. Davide Mascia,
che non è risultato essere, alla data di deposito dell’atto in questione, abilitato
all’esercizio della professione dinanzi alle giurisdizioni superiori;
che la sottoscrizione dei motivi di impugnazione da parte di difensore non
iscritto nell’albo speciale determina, ai sensi dell’art. 613 cod. proc. pen.,
l’inammissibilità del ricorso per cassazione anche nel caso in cui sia stato
convertito in questo mezzo l’atto di appello erroneamente proposto dalla parte
(Corte di cassazione, sezione III penale, 4 dicembre 2013, n. 48492);
che il ricorso deve perciò essere dichiarato inammissibile e, tenuto conto
della sentenza 13 giugno 2000, n. 186, della Corte costituzionale nonché
rilevato che nella fattispecie non sussistono elementi per ritenere che «la
parte abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione
della causa di inammissibilità», alla declaratoria dell’inammissibilità del ricorso
consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen., la condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali nonché della somma equitativamente
fissata in C 2.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
PER QUESTI MOTIVI
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 2000,00 in favore della Cassa delle
ammende.
Così deciso in Roma, il 14 giugno 2017
Il Consiglier est nserré
g

il Preste

oggettivo del reato in quanto gli alimenti di cui al capo di imputazione non

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