Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15473 del 26/11/2014


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 15473 Anno 2015
Presidente: SIOTTO MARIA CRISTINA
Relatore: CAIAZZO LUIGI PIETRO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
MOUBTAHIJ HAMID N. IL 11/07/1984
avverso l’ordinanza n. 1908/2013 TRIB. SORVEGLIANZA di
BRESCIA, del 14/01/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. LUIGI PIETRO
CAIAZZO;
lette/s~ le conclusioni del PG Dott. ci i2,19-2-0
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Uditi difensor Avv.;

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Data Udienza: 26/11/2014

RILEVATO IN FATTO
Con ordinanza in data 14.1.2014 il Tribunale di sorveglianza di Brescia ha respinto l’istanza di
riabilitazione presentata dal cittadino marocchino MOUBTAHIJ HAMID, in relazione alla
sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Brescia in data 12.3.2010 per il delitto di cui
all’art.73/5 DPR 309/90, con pena condizionalmente sospesa, rilevando che l’istante, espulso
dal territorio dello Stato, si trovava in Marocco, e quindi non era possibile verificare il requisito

Avverso l’ordinanza ha proposto ricorso per cassazione il difensore, chiedendone
l’annullamento per violazione di legge.
Il ricorrente era stato destinatario di un provvedimento di espulsione del Questore di Bergamo
solo perché era stato condannato per una violazione della legge stupefacenti.
Moubtahij Hamid aveva proposto ricorso al TAR avverso il provvedimento di espulsione, ma
aveva comunque ritenuto opportuno ottemperare all’ordine del Questore spontaneamente.
Successivamente, volendo ritornare in Italia, aveva chiesto la riabilitazione, in quanto detto
provvedimento gli avrebbe consentito di ottenere la revoca dell’espulsione.

CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è fondato.
In tema di riabilitazione, in presenza di un’istanza avanzata da soggetto che, pur formalmente
residente in territorio nazionale, sia stato espulso, ai fin della valutazione del requisito della
buona condotta, spetta al giudice acquisire, attraverso i canali istituzionali, ogni informazione
utile sulla condotta tenuta dal medesimo dopo la condanna, durante il periodo di permanenza
in Italia, gravando invece sull’istante, per il periodo di permanenza all’estero, l’onere di fornire,
nel termine fissato dal giudice, documentazione idonea a consentire la decisione sul merito (V.
Sez. 1 sentenza n.25743 del 17.6.2008, Rv.240477).
Il Tribunale di sorveglianza, quindi, avrebbe dovuto dare un termine all’istante al fine di
consentirgli di produrre la documentazione ritenuta idonea a fornire elementi sulla sua
condotta nel Paese in cui si era recato dopo l’espulsione (certificati di lavoro, attestazioni di
pubbliche autorità, certificato penale o di eventuali processi penali pendenti et similia) e
valutare la condotta del predetto, unitamente al suo comportamento in Italia dopo il passaggio
in giudicato della sentenza di condanna, per la quale aveva chiesto la riabilitazione.
L’ordinanza impugnata, pertanto, deve essere annullata con rinvio degli atti al Tribunale di
sorveglianza, che dovrà tenere conto del suddetto principio di diritto.
P.Q. M.
Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di sorveglianza di Brescia.
Così deciso in Roma in data 26 novembre 2014
Il Consigliere estensore DEPOSI TATA Il Presidente

della regolarità della condotta.

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