Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15472 del 26/11/2014


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 15472 Anno 2015
Presidente: SIOTTO MARIA CRISTINA
Relatore: CAIAZZO LUIGI PIETRO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PROCURATORE GENERALE PRESSO CORTE D’APPELLO DI
FIRENZE
nei confronti di:
MERA ARJAN N. IL 05/05/1990
avverso l’ordinanza n. 3795/2013 GIUD. SORVEGLIANZA di
FIRENZE, del 07/11/2013
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. LUIGI PIETRO
CAIAZZO;
lette/s~ le conclusioni del PG Dott.

E

Uditi difensor Avv.;

ez

Data Udienza: 26/11/2014

RILEVATO IN FATTO
Mera Arjan, al quale con sentenza ex art.444 cod. proc. pen. del Tribunale di Pisa irrevocabile
dal 30.7.2010 era stata applicata la pena dallo stesso richiesta per il reato di tentato furto
aggravato, trascorsi tre anni dal passaggio in giudicato della sentenza, ha chiesto la
riabilitazione, rappresentando che non aveva carichi pendenti, che lavorava e che non doveva
pagare le spese processuali.
Il Tribunale di Sorveglianza di Firenze, con ordinanza in data 7.11.2013, ritenuto che l’istante

la riabilitazione in relazione alla suddetta condanna riportata dall’istante.

Avverso l’ordinanza ha proposto ricorso per cassazione la Procura generale della Repubblica di
Firenze, chiedendone l’annullamento, con un primo motivo, poiché erroneamente il Tribunale di
sorveglianza aveva ritenuto che non vi fossero obbligazioni civili da adempiere, in quanto il
delitto di tentato furto aggravato provoca danni, quanto meno morali, alla parte lesa e l’istante
non aveva provato né l’avvenuto risarcimento, né di essersi adoperato per risarcire il danno
cagionato alla parte lesa, e neppure di trovarsi nell’impossibilità di risarcire il danno.
Con il secondo motivo ha sostenuto che non era trascorso il termine di tre anni dal quale la
pena era estinta, poiché anche in caso di sospensione condizionale della pena si sarebbe
dovuto attendere, per ottenere la riabilitazione, l’estinzione del reato, che in caso di condanna
condizionalmente sospesa per delitto matura dopo cinque anni dal passaggio in giudicato della
sentenza.
Secondo il ricorrente, la previsione del quarto comma dell’art.179 cod. pen. consentiva
soltanto di non dover attendere ulteriori tre anni, per ottenere la riabilitazione, dall’estinzione
della pena condizionalmente sospesa.

CONSIDERATO IN DIRITTO
Il secondo motivo di ricorso è infondato.
Secondo la costante giurisprudenza di questa Corte di legittimità, anche nel caso di condanna
per delitto a pena sospesa condizionalmente, l’istanza di riabilitazione può essere presentata
decorsi tre anni dal passaggio in giudicato della sentenza, senza attendere il decorso del
termine quinquennale di estinzione del reato (V. Sez. 1 sentenza n.8134 del 17.2.2010,
Rv.246388).
Il dato letterale del quarto comma dell’art.179 cod. pen. – che stabilisce la decorrenza del
termine di cui al primo comma dello stesso articolo, per la condanna con pena
condizionalmente sospesa, dallo stesso momento dal quale decorre il termine di sospensione
della pena, vale a dire dal passaggio in giudicato della sentenza – è insuperabile.
Deve invece essere accolto il primo motivo di ricorso.
In tema di riabilitazione, essendo l’adempimento delle obbligazioni civili derivanti da reato una
condizione di concedibilità del beneficio, spetta a colui che lo richiede allegare l’impossibilità
1

non avesse obbligazioni civili da adempiere in conseguenza del reato commesso, ha concesso

economica di soddisfare le medesime obbligazioni ovvero il già avvenuto adempimento delle
stesse (V. Sez. 1 sentenza n.35630 del 4.5.2012, Rv.253182).
Non risulta dalla motivazione dell’ordinanza impugnata che Mera Arjan abbia risarcito il danno
cagionato alla parte lesa in relazione alla condanna per il delitto di tentato furto per la quale ha
chiesto la riabilitazione, né risulta che sia nell’impossibilità di soddisfare detta obbligazione.
Pertanto, l’ordinanza impugnata deve essere annullata con rinvio degli atti al Tribunale di
sorveglianza, che dovrà tenere conto del suddetto principio di diritto.

Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di sorveglianza di Firenze.
Così deciso in Roma in data 26 novembre 2014
Il Consigliere estensore

Il Presidente

P.Q. M .

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