Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15471 del 26/11/2014


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 15471 Anno 2015
Presidente: SIOTTO MARIA CRISTINA
Relatore: CAIAZZO LUIGI PIETRO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PROIETTO CALOGERO N. IL 13/12/1944
avverso l’ordinanza n. 2027/2013 TRIB. SORVEGLIANZA di
PALERMO, del 10/12/2013
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. LUIGI PIETRO
CAIAZZO;
del PG Dott.
lette/soia+ite le conclusioni
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Uditi difensor Avv.;

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Data Udienza: 26/11/2014

MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ordinanza in data 10.12.2013 il Tribunale di sorveglianza di Palermo ha rigettato l’istanza
di riabilitazione presentata da Proietto Calogero, in relazione alla condanna pronunciata in data
16.3.2004 dalla Corte d’appello di Palermo alla pena di mesi 2 e giorni 10 di arresto per i reati
di cui agli artt. 393 e 582 cod. pen., con la sospensione condizionale della pena.
Il Tribunale, dopo aver indicato gli elementi a favore dell’istante (non aveva pendenze
giudiziarie; aveva pagato le spese processuali; aveva fatto un’offerta reale alla parte lesa) per

effettiva e costante di buona condotta, essendo stato denunciato in data 13.4.2013 dalla
Guardia di Finanza perché, nella qualità di titolare di una ditta di autoricambi, aveva omesso di
versare euro 365.497,00 di IVA in relazione agli anni 2010 e 2011.

Avverso l’ordinanza ha proposto ricorso per cassazione personalmente Proietto Calogero,
chiedendone l’annullamento per difetto di motivazione.
Il Tribunale si era basato, per negare la richiesta riabilitazione, solo sul contenuto di una
denuncia, sulla quale peraltro non vi era stato ancora alcun accertamento giudiziario, e non
aveva adeguatamente considerato le prove di buona condotta date dal ricorrente, che svolgeva
una regolare attività lavorativa, non aveva pendenze giudiziarie, ed aveva provveduto a
pagare le spese processuali nonché a risarcire la parte lesa del processo.

Il ricorso è fondato.
Secondo la costante giurisprudenza di questa Corte di legittimità, non sono di per sé d’ostacolo
all’accoglimento dell’istanza di riabilitazione, in ragione della presunzione di non colpevolezza,
la semplice esistenza di una o più denunce e la sola pendenza di un procedimento penale a
carico per fatti successivi a quelli per i quali è intervenuta la condanna cui si riferisce l’istanza
medesima (V. Sez. 1 sentenza n.22374 del 8.5.2009, Rv.244131).
Pertanto, il Tribunale di sorveglianza di Palermo non doveva ritenere che l’istante non avesse
dato prova effettiva e costante di buona condotta, solo in ragione di una denuncia per omesso
versamento dell’I.V.A..
L’ordinanza impugnata, quindi, deve essere annullata con rinvio degli atti al Tribunale di
sorveglianza, che dovrà tenere conto del suddetto principio di diritto.
P.Q.M.
Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di sorveglianza di
Palermo.
Così deciso in Roma in data 26 novembre 2014
Il Consigliere estensore

Il Presidente

la concessione della richiesta riabilitazione, riteneva che l’istante non avesse dato prova

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