Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15435 del 10/07/2014


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Penale Sent. Sez. 3 Num. 15435 Anno 2015
Presidente: TERESI ALFREDO
Relatore: ACETO ALDO

SENTENZA

sul ricorso proposto da
Conforti Aldo, nato a Montalto Uffugo il 29/11/1950,

avverso la sentenza del 16/01/2014 della Corte di appello di Catanzaro;

visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Aldo Aceto;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale
Gianluigi Pratola, che ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso;
udito per l’imputato l’avv. Gianluca Anastasio, sostituto processuale dell’avv.
Innocenzo Palazzo, che ha concluso chiedendo l’accoglimento del ricorso.

RITENUTO IN FATTO

1.11 sig. Aldo Conforti ricorre per l’annullamento della sentenza del
16/01/2014 della Corte d’appello di Catanzaro che ha confermato la pronuncia
del 18/06/2010 con cui il Tribunale di Cosenza lo aveva condannato alla pena di
trenta giorni di arresto ed C 4.000,00 di ammenda per il reato di cui all’art. 44,
lett. b), d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, per aver realizzato, in assenza di

Data Udienza: 10/07/2014

permesso di costruire, in zona sismica ed in assenza di preventive comunicazioni
e autorizzazioni, una tettoia in struttura in legno lamellare e copertura in tegole
canadesi, delle dimensioni in pianta di mt. 11,40 x 4,10 e altezza variabile da
mt. 2,70 a nnt. 3,00. Il fatto risulta commesso in Rende 1’11/08/2009.
1.1. Con unico, articolato motivo eccepisce la nullità della sentenza ai sensi
degli artt. 178 e 179 cod. proc. pen., nonché la violazione dell’art. 44, lett. b),
d.P.R. 380 del 2001.
1.2.Con riferimento al primo aspetto, di natura procedurale, deduce che la

processo per legittimo impedimento dell’imputato (sessantaquattrenne, affetto
da iperpiressia a 40 gradi fino a due giorni prima dell’udienza di discussione, con
indicazione terapeutica di «necessità assoluta di riposo a casa per giorni 3>>,
residente a 108 chilometri dal Tribunale) e del suo difensore (contestualmente
impegnato nella difesa di altro assistito in detenzione domiciliare,
nell’impossibilità di nominare altri sostituti).
1.3. Con riferimento al secondo aspetto, di natura processuale, deduce che
la tettoia costituisce mera pertinenza del fabbricato cui accede e che si tratta,
quindi, di opera soggetta a dichiarazione di inizio attività.

CONSIDERATO IN DIRITTO

2. E’ fondato il primo motivo di ricorso.

3.Dall’esame degli atti risulta che all’udienza del 16/01/2014 fu depositato
un certificato medico, datato 14/01/2014, con il quale si attestava che l’imputato
era affetto da «sindrome influenzale febbrile con iperpiressia (40° C)>> e che
perciò necessitava di tre giorni di assoluto riposo a casa.
3.1.La Corte di appello respinse la richiesta di rinvio, sollecitata dal
difensore, sul rilievo che il certificato era stato emesso due giorni prima e che,
pertanto, difettava di attualità; dichiarò quindi la contumacia dell’imputato e,
respinta l’ulteriore richiesta di rinvio per concomitante impegno professionale del
difensore, definì il processo con l’impugnata sentenza.
3.2.La ragione del rigetto della richiesta di rinvio (la mancanza di attualità
della malattia) non tiene conto del giudizio prognostico certificato dal medico in
ordine alla durata dell’impedimento assoluto. Secondo la Corte territoriale, in
buona sostanza, l’iperpiressia dovuta a sindrome influenzale attestata due giorni
prima del giorno del processo non era idonea a configurare l’assoluto
impedimento a comparire, anche se il certificato medico aveva prescritto
l’assoluto riposo per i tre giorni successivi.

2

Corte territoriale ha erroneamente respinto la richiesta di differimento del

,

3.3.Ricorda il Collegio che, secondo l’autorevole indirizzo di questa Suprema
Corte,

«il giudice, nel disattendere un certificato medico ai fini della

dichiarazione di contumacia, deve attenersi alla natura dell’infermità e valutarne
il carattere impeditivo, potendo pervenire ad un giudizio negativo circa l’assoluta
impossibilità a comparire solo disattendendo, con adeguata valutazione del
referto, la rilevanza della patologia da cui si afferma colpito l’imputato>> (Sez.
U, n. 36635 del 27/09/2005, Gagliardi, Rv. 23181) e che «è viziata da nullità
di ordine generale la dichiarazione di contumacia emessa dal giudice solo in base

impedimento dell’imputato, in quanto il giudice deve effettuare la necessaria
valutazione dell’impedimento addotto dall’imputato, e la probabilità che esso
determini l’assoluta impossibilità a comparire (nel caso di specie, il certificato
medico attestava uno stato di “iperpiressia”, ossia la condizione in cui la
temperatura corporea è molto elevata, ed indicava un giudizio prognostico sulla
durata dell’impedimento)» (Sez. 6, n. 17706 del 17/03/2004, Marfurt, Rv.
228475; nello stesso senso anche Sez. 3, n. 3515 del 06/03/1996, De Lorenzo,
Rv. 204277).
3.4.Nel caso di specie, la Corte territoriale ha disatteso la chiara indicazione
del certificato medico ponendosi in contrasto con esso in base ad una
motivazione che aveva disatteso l’attualità dell’impedimento secondo un giudizio
generico nemmeno avallato da un accertamento medico, che pur poteva essere
disposto.
3.5.La sentenza è dunque nulla per essere stata resa in violazione del diritto
di intervento dell’imputato.
3.6.Ne consegue che la sentenza deve essere annullata con rinvio ad altra
sezione della Corte di appello di Catanzaro.
3.7.Restano assorbiti gli ulteriori motivi di ricorso.

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte di
appello di Catanzaro.
Così deciso il 10/07/2014

ad un giudizio di genericità del certificato medico attestante il legittimo

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