Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15433 del 10/07/2014


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Penale Sent. Sez. 3 Num. 15433 Anno 2015
Presidente: TERESI ALFREDO
Relatore: ACETO ALDO

SENTENZA

sui ricorsi proposti da
1. Caldarelli Emilia, nata a Ottaviano il 22/10/1932,
2. Franzese Ferdinando Orlando, nato a Ottaviano il 08/02/1926,

avverso la sentenza del 28/10/2013 della Corte di appello di Napoli;

visti gli atti, il provvedimento impugnato e i ricorsi;
udita la relazione svolta dal consigliere Aldo Aceto;
udito il Pubblico Ministero, in persona Sostituto Procuratore generale Gianluigi
Pratola, che ha concluso chiedendo il rigetto dei ricorsi.

RITENUTO IN FATTO

1.1 sigg.ri Emilia Caldarelli e Ferdinando Orlando Franzese ricorrono per
l’annullamento della sentenza del 28/10/2013 della Corte d’appello di Napoli che
ha confermato quella del 27/10/2011 del Tribunale di Noia che li aveva dichiarati
colpevoli dei reati di cui agli artt.: 1) 110, cod. pen., 44, lett. c), d.P.R. 6 giugno
2001, n. 380; 2) 110, cod. pen., 181, d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42; 3) 110, 59,
2° comma, 349, cpv., cod. pen., accertati il 27 agosto 2007, e, riuniti gli stessi

Data Udienza: 10/07/2014

sotto il vincolo della continuazione e ritenuto più grave il delitto di violazione di
sigilli aggravata di cui al capo C della rubrica, in concorso di attenuanti generiche
equivalenti alla contestata aggravante, li aveva condannati alla pena di sei mesi
e venti giorni di reclusione ed C 600,00 di multa, oltre statuizioni accessorie.
Si contesta agli imputati di avere proseguito l’abusivo completamento di un
manufatto, composto da piano terra e primo piano e situato in zona sottoposta a
vincolo, che era già stato sottoposto a sequestro nell’ottobre 2003.
1.1. Con unico motivo eccepiscono, ai sensi dell’art. 606, lett. b), cod. proc.

maturata in epoca anteriore alla sentenza impugnata che nulla aveva affermato
sul punto.

CONSIDERATO IN DIRITTO

2. I ricorsi sono fondati.

3.La consumazione dei reati è ferma al giorno del loro accertamento,
allorquando il manufatto fu sottoposto nuovamente a sequestro.
3.1.Computando le sospensioni del dibattimento concesse su richiesta della
difesa alle udienze del 18/12/2009 (60 giorni per concomitante impegno
professionale) e del 13/10/2011 (15 giorni), le contravvenzioni risultano
ampiamente prescritte in epoca precedente alla sentenza impugnata (e ciò anche
a voler aderire all’indirizzo minoritario secondo il quale il concomitante impegno
professionale non costituisce un’ipotesi d’impossibilità assoluta a partecipare
all’attività difensiva; in tal caso, infatti, la prescrizione sarebbe comunque
maturata il 12/02/2013).
3.2.Ne consegue che la sentenza (che mal risolve la questione senza
peraltro motivare in modo chiaro il rigetto dello specifico motivo di appello) deve
essere annullata limitatamente alle due contravvenzioni di cui ai capi

1 e2

perché estinte per prescrizione, con conseguente revoca dell’ordine di
demolizione delle opere abusive e di ripristino dello stato dei luoghi la cui
esecuzione è stata posta come condizione per fruire del beneficio della
sospensione condizionale della pena concessa dal primo giudice (Sez. 3, n. 8409
del 30/11/2006).
3.3. E’ possibile in questa sede eliminare direttamente la parte di pena
aggiunta in continuazione a quella per il reato più grave, pari venti giorni di
reclusione ed C 200,00 di multa (pagg. 5 e 6 sentenza primo grado), senza
necessità del rinvio al giudice dell’appello ai sensi dell’art. 620, lett. I), cod. proc.
pen..

2

pen., violazione dell’art. 157 cod. pen., la prescrizione dei reati contravvenzionali

P.Q.M.

Annulla, senza rinvio, la sentenza impugnata per essere i reati
contravvenzionali estinti per prescrizione ed elimina la relativa pena di giorni 20
di reclusione ed C 200,00 di multa.
Revoca la condizione apposta al concesso beneficio.

Così deciso il 10/07/2014

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