Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15427 del 08/04/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 2 Num. 15427 Anno 2015
Presidente: FIANDANESE FRANCO
Relatore: DAVIGO PIERCAMILLO

SENTENZA

sul ricorso proposto da
Ursini Mario, nato a Gioiosa Ionica il 20/04/1950;
avverso l’ordinanza del 03/11/2014 del Tribunale di Reggio Calabria;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Piercamillo Davigo;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Aurelio
Galasso, che ha concluso chiedendo che il ricorso sia rigettato.

RITENUTO IN FATTO

1. Con ordinanza del 28.8.2014 il G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, fra
l’altro, dispose la custodia in carcere di Ursini Mario, indagato per associazione di
tipo mafioso aggravata.

2. L’indagato propose istanza di riesame ma il Tribunale di Reggio Calabria,
con ordinanza del 3.11.2014, confermò il provvedimento impugnato.

3. Ricorre per cassazione l’indagato, tramite il difensore, deducendo:
1. violazione della legge processuale in ordine alla indeterminatezza del capo
di imputazione in quanto non indica la data di inizio del reato, non
deducibile neppure dagli atti, con conseguente nullità dell’ordinanza;

Data Udienza: 08/04/2015

2.

violazione di legge e vizio di motivazione in quanto gli indizi a carico
dell’indagato sono costituiti da elementi già valutati nel procedimento
“Minotauro” a Torino, per il quale il G.I.P. non aveva accolto la richiesta di
misura cautelare e nel procedimento “Crimine” per il quale il Tribunale del
riesame di Reggio Calabria aveva escluso la gravità indiziaria; il Tribunale
ha ritenuto che tali elementi potessero essere rivalutati alla luce delle
dichiarazioni di nuovi collaboratori di giustizia: Costa Giuseppe e
Cossidente Antonio; Costa riferisce per sentito dire e riferisce i fatti non a

di Torino; le dichiarazioni di Cossidente, oltre che ininfluenti sono state
travisate; costui confonde Ursino (e non Ursini) Mario, con il fratello
Salvatore e per quanto riguarda il ricorrente non fa che riferire che era
responsabile su Torino e quindi uomo d’onore della ‘ndrangheta al Nord,
riportando quindi condotte già valutate nel procedimento Minotauro;
3.

violazione di legge e vizio di motivazione essendo stata applicata una
mera presunzione; i fatti riferiti dai collaboratori risalgono ad oltre 20
anni or sono e pertanto difetta l’attualità delle esigenze cautelari.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il primo motivo di ricorso è manifestamente infondato.
L’imputazione provvisoria ascritta all’indagato è, nell’ordinanza impugnata,
collegata alla vicenda riguardante la ‘ndrangheta di Siderno, rispetto alla quale la
contestazione è indicata dal 2004.
In ogni caso il primo motivo di ricorso è contradditorio con quanto indicato
nel terzo motivo di ricorso laddove si fa riferimento, in relazione alle dichiarazioni
dei collaboratori, a fatti risalenti a 20 anni or sono, così smentendo l’assunto che
la data iniziale non sia desumibile dagli atti.

2. Il secondo motivo di ricorso è generico e manifestamente infondato.
Il motivo è generico laddove denunzia il travisamento di risultanze senza
allegare o trascrivere gli atti dai quali desumere tale travisamento.
È infatti inammissibile il ricorso per cassazione che deduca il vizio di
manifesta illogicità della motivazione e, pur richiamando atti specificamente
indicati, non contenga la loro integrale trascrizione o allegazione e non ne illustri
adeguatamente il contenuto, così da rendere lo stesso autosufficiente con
riferimento alle relative doglianze (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 11910 del
22.1.2010 dep. 26.3.2010 rv 246552).
Il motivo di ricorso è altresì generico laddove neppure esamina il riferimento
alle risultanze trattate nell’ordinanza impugnata.
2

\.,

Gioiosa Ionica, ma a Torino, quindi a fatti già valutati ed esclusi dal G.I.P.

Il ricorso è manifestamente infondato laddove introduce l’ipotesi di una
preclusione rispetto a fatti contestati con connotazione spaziale e temporale
diversa da quelli oggetto di altro procedimento trattato dall’Autorità giudiziaria di
Torino, senza considerare gli ulteriori riferimenti alle dichiarazioni etero
accusatorie indicate a p. 37 dell’ordinanza impugnata.

3. Il terzo motivo di ricorso è manifestamente infondato.
Il Tribunale ha specificamente richiamato l’art. 275 comma 3 cod. proc. pen.

4. Il ricorso deve pertanto essere dichiarato inammissibile.
Ai sensi dell’articolo 616 cod. proc. pen., con il provvedimento che dichiara
inammissibile il ricorso, la parte privata che lo ha proposto deve essere
condannato al pagamento delle spese del procedimento, nonché – ravvisandosi
profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità – al
pagamento a favore della Cassa delle ammende della somma di mille euro, così
equitativamente fissata in ragione dei motivi dedotti.

5. Poiché dalla presente decisione non consegue la rinnessione in libertà del
ricorrente, deve disporsi – ai sensi dell’articolo 94, comma 1

ter,

delle

disposizioni di attuazione del codice di procedura penale – che copia della stessa
sia trasmessa al direttore dell’istituto penitenziario in cui l’indagato trovasi
ristretto perché provveda a quanto stabilito dal comma 1 bis del citato articolo
94.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro mille alla Cassa delle ammende.
Si provveda a norma dell’articolo 94, comma 1 ter, disp. att. cod. proc. pen.

Così deciso il 08/04/2015.

in relazione al tipo di reato associativo contestato.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA