Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15314 del 05/03/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 15314 Anno 2015
Presidente: ROTUNDO VINCENZO
Relatore: VILLONI ORLANDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
VITALI ALBERICO N. IL 13/07/1957
avverso la sentenza n. 11288/2013 CORTE APPELLO di ROMA, del
07/03/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ORLANDO VILLONI;

Data Udienza: 05/03/2015

Motivi della decisione
L’imputato Vitali Alberto ricorre contro l’indicata sentenza della Corte di Appello di Roma che,
in parziale riforma di quella emessa in esito a giudizio abbreviato dal locale Tribunale in data
02/05/2013, ha ribadito la condanna ivi stabilita in ordine al reato di illecita detenzione di sostanze stupefacenti dei tipi cocaina e hashish (art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990), riducendo la
pena inflittagli in primo grado alla misura finale di tre anni e quattro mesi di reclusione ed €
16.000,00 di multa a motivo dell’esclusione della contestata recidiva.

Il ricorso va dichiarato inammissibile, poiché intende sottoporre al giudizio di legittimità valutazioni, come quella relativa alla determinazione del trattamento sanzionatorio, rientranti
nella facoltà discrezionale del giudice di merito e come tali sottratte al sindacato di questa
Corte regolatrice ove, come nella specie, adeguatamente argomentate nel contesto di una
disamina anche del profilo soggettivo dell’imputato, che ha indotto i giudici d’appello ad escludere ad es. la contestata recidiva.
All’inammissibilità dell’impugnazione segue, come per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al versamento di una somma in favore della cassa delle
ammende, che stimasi equo quantificare in € 1.000,00 (mille).

P. Q. M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di € 1.000,00 (mille) in favore della cassa delle ammende.
Roma, 5 marzo 2C15
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Il consigli
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Il Pre ente
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Con il ricorso si deduce mancanza o manifesta illogicità della motivazione riguardo alla determinazione della pena con riferimento agli artt. 62 bis e 133 cod. pen.

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