Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15303 del 05/03/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 15303 Anno 2015
Presidente: ROTUNDO VINCENZO
Relatore: PETRUZZELLIS ANNA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
GUELI ANDREA N. IL 05/12/1983
avverso la sentenza n. 3257/2013 CORTE APPELLO di CATANIA, del
28/03/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANNA
PETRUZZELLIS;

Data Udienza: 05/03/2015

P. Q. M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro 1.000 (mille) in favore della Cassa delle ammende.

Così deciso in Roma, all’udienza del 5 marzo 2015

Consigliere est.

La difesa di Gueli Andrea propone ricorso avverso la sentenza della Corte d’appello di Catania del
28/03/2014 che ha confermato la sua responsabilità in relazione al reato di cui all’art. 73 d.P.R. 9
ottobre 1990 n. 309, relativo alla detenzione a fini di spaccio di cocaina.
Nel ricorso si lamentano i vizi di cui all’art. 606 comma 1 lett. b) ed e) cod. proc. pen. in relazione
alla contraddittorietà della motivazione sull’esclusione del comma 5 dell’art. 73 d.P.R. 9 ottobre
1990 n. 309, invocato in atto di appello, oltre che sulla determinazione della pena, con riferimento
alla sollecitata esclusione dell’aumento per la recidiva ed al mancato riconoscimento delle
attenuanti generiche.
Il ricorso è manifestamente inammissibile perché sollecita in questa sede una diversa valutazione
del fatto, al fine dell’applicazione del trattamento sanzionatorio più favorevole indicato, a fronte di
una pronuncia che, in maniera completa e coerente, fonda la decisione opposta, sul quantitativo
elevato di stupefacente rinvenuto nel possesso dell’interessato, elemento che per pacifica
giurisprudenza costituisce da solo giusto motivo per escludere la qualificazione del fatto di lieve
entità.
Anche in relazione all’applicazione della recidiva ed al riconoscimento delle attenuanti geniche, in
luogo che evidenziare contraddizioni o vuoti argomentativi sul punto, si richiede in questa sede una
difforme valutazione di merito, estranea all’ambito del giudizio di legittimità.

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