Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15229 del 20/03/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 15229 Anno 2015
Presidente: ZECCA GAETANINO
Relatore: MARINELLI FELICETTA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
MIGLIORINO ROCCO N. IL 19/05/1987
avverso l’ordinanza n. 325/2014 TRIB. LIBERTA’ di REGGIO
CALABRIA, del 20/10/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. FELICETTA
MARINELLI;
letteisentite le conclusioni del PG Dott. ft-141.< amAAL,L10,2-ca- cs)Ak Àk o(a.% Udit Ldifensor Avv.01,49„ efaAC k bk6.Q.P...1.-‘9zu t a_ c c,cf„A.2.tp 9.1 aut_ Data Udienza: 20/03/2015 Ritenuto in fatto Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, decidendo in ordine all'appello presentato nell'interesse di Migliorino Rocco, indagato in ordine al reato di cui agli articoli 81 comma 2 c.p., 73 commi l e l bis d.PR. 309/90, avverso l'ordinanza emessa dal G.I.P del Tribunale di Palmi in data 18.03.2014, con la quale era stata rigettata la richiesta di revoca della custodia cautelare in carcere ed accolta la richiesta di sostituzione con gli arresti domiciliari, rigettava il proposto appello e condannava l'istante al pagamento delle spese del procedimento incidentale. Avverso la sopraindicata ordinanza del Tribunale del Riesame di Reggio Calabria presentava ricorso per Cassazione Migliorino Rocco, a mezzo del suo difensore, e concludeva chiedendone l'annullamento con le consequenziali statuizioni di legge. Il ricorrente censurava l'ordinanza del Tribunale del riesame di Reggio Calabria per i seguenti motivi: 1)mancanza della motivazione sui primi due motivi di appello. Sosteneva la difesa che, in sede di appello, era stata lamentata la violazione dell'art.292, comma 2, c.p.p., non contenendo l'ordinanza che disponeva la misura cautelare la descrizione sommaria del fatto con l'indicazione delle norme di legge che si assumono violate. 2) Violazione dell'art.275, comma 2 bis, c.p.p.. Osservava la difesa che la legge prevede che non può essere applicata la misura cautelare se il giudice ritiene che con la sentenza possa essere concessa la sospensione condizionale della pena e che, nella fattispecie che ci occupa, considerate le modifiche normative a proposito dell'art.73, comma quinto,d.PR. 309/90, se si addivenisse ad un patteggiamento, sarebbe concedibile il sopra indicato beneficio e quindi non sarebbe applicabile al Migliorino alcuna misura cautelare. Secondo la difesa, nel caso che ci occupa, il Tribunale del riesame avrebbe dovuto spiegare perché doveva ritenersi valida l'ordinanza applicativa della misura cautelare sebbene indicasse norme di legge, (l'articolo 73, commi l e l bis d.PR: 309/90), dichiarate illegittime e diverse da quelle applicabili (e poi applicate) nel caso concreto (e cioè l'art.73, commi 1 e 4 d.PR. 309/90). La difesa di Migliorino Rocco presentava tempestiva memoria difensiva in cui ribadiva le già esposte conclusioni. N (-3 Il ricorso merita accoglime-nto. In sede di appello davanti al Tribunale del riesame la difesa di Migliorino Rocco aveva infatti proposto due motivi di impugnazione. il Con primo aveva osservato che la Corte costituzionale in data 12.02.2014 aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 4 bis e 4 vicies ter del d.l. 30.12.2005 n.272, convertito con modifiche dall'art.1 legge 21.02.2006 n.49, facendo conseguentemente rivivere la disciplina dei reati in materia di stupefacenti contenuta nel d.PR. 309/90, nella versione precedente alla novella del 2006. Tanto premesso il Tribunale del riesame nel provvedimento oggi impugnato che, rigettando l'appello proposto nell'interesse di Migliorino Rocco, ha confermato l'ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palmi con cui gli sono stati applicati gli arresti domiciliari, non ha però spiegato perché la predetta ordinanza dovesse essere confermata nonostante abbia indicato norme di legge (l'articolo 73 commi l e 1 bis d.PR. 309/90) dichiarate illegittime e diverse da quelle applicabili alla fattispecie che ci occupa, che fa riferimento a sostanze stupefacenti cosiddette leggere, e cioè l'art.73, commi 1 e 4 d.PR. 309/90 nella versione precedente alla novella del 2006. Parimenti in sede di appello davanti al Tribunale del riesame la difesa di Migliorino Rocco aveva osservato che, nel caso che fosse irrogata una pena che lo consentisse, potrebbe essere concessa all'odierno ricorrente la sospensione condizionale della pena. Tuttavia, anche a tal proposito, così come per quanto attiene alla precedente doglianza, nessun accenno era stato fatto nel provvedimento impugnato ai punti posti a fondamento del gravame da parte della difesa, con conseguente violazione dell'obbligo di motivazione gravante sul giudice adito. L'ordinanza impugnata deve essere pertanto annullata con rinvio al Tribunale di Reggio Calabria per nuovo esame. PQM Annulla la impugnata ordinanza con rinvio al Tribunale di Reggio Calabria per nuovo esame. Così deciso in Roma il 20.03.2015 Considerato in diritto

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