Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15227 del 20/03/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 15227 Anno 2015
Presidente: ZECCA GAETANINO
Relatore: PICCIALLI PATRIZIA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PROCURATORE GENERALE PRESSO CORTE D’APPELLO DI
PERUGIA
nei confronti di:
ERCOLI GRAZIANO N. IL 19/12/1991
avverso la sentenza n. 1706/2014 TRIBUNALE di PERUGIA, del
14/07/2014
sentita la lazione fatta dal Consigliere
lette/s,Rfite le conclusioni del PG Dott.

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Data Udienza: 20/03/2015

Ritenuto in fatto

Il Procuratore generale di Perugia ricorre avverso la sentenza di applicazione della pena
per il reato di cui all’articolo 186, comma 2, lettera c) e 186 bis, del codice della strada
pronunciata dal Tribunale della stessa città nel procedimento a carico di ERCOLI
Graziano ( fatto del 18.11.2012).

sospensione della patente di guida, che nel caso di specie doveva essere raddoppiata, sia
perché il veicolo condotto dal prevenuto apparteneva a persona estranea al reato sia
perché il conducente al momento del fatto non aveva ancora compiuto gli anni ventuno
( v. art. 186 bis, commi 1 e 6) .

Considerato in diritto

Il ricorso è fondato. Infatti, con la sentenza di “patteggiamento” vanno applicate le
sanzioni amministrative accessorie, essendo il divieto, eccezionale, dell’articolo 445,
comma 1, c.p.p. limitato alle pene accessorie ed alle misure di sicurezza diverse dalla
confisca obbligatoria. Ne deriva che con la sentenza ex articolo 444 c.p.p. deve essere
disposta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida
prevista per alcune violazioni del codice della strada (nella specie, la contravvenzione di
guida in stato di ebbrezza di cui all’art. 186, comma 2, lettera c)); e ciò persino se la
sospensione sia stata già disposta dal prefetto, posto che, una volta stabilita dal giudice
la durata della sospensione, da questa dovrà detrarsi il periodo di tempo già scontato per
effetto della sospensione ordinata dal prefetto. In senso contrario, non potrebbe neppure
opporsi che nella richiesta di patteggiamento non sia stata fatta menzione della
sanzione amministrativa, giacchè detta sanzione non può formare oggetto dell’accordo
tra le parti, limitato alla pena, e consegue di diritto alla sollecitata pronuncia. Nè
potrebbe opporsi che la sanzione amministrativa verrebbe applicata in difetto di accertamento del reato, in quanto nel patteggiamento, anche se non si fa luogo
all’affermazione della responsabilità dell’imputato, si procede comunque all’accertamento
del reato, sia pure sui generis, essendo fondato sulla descrizione del fatto reato, nei suoi
elementi, soggettivo ed oggettivo, contenuta nel capo d’imputazione, e non contestata
dalle parti nel formulare la richiesta (tra le tante, Sezione IV, 11 novembre 2010, Proc.
Gen. App. Venezia ed altro in proc. Marigo, nonché, Sezione IV, 17 dicembre 2010, Proc.
Gen. App. L’Aquila in proc. Meloni).

2

Si duole della mancata applicazione della sanzione amministrativa accessoria della

La sentenza deve essere quindi annullata limitatamente alla mancata applicazione della
sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida con rinvio al
Tribunale di Perugia per l’applicazione di detta sanzione e la determinazione della sua
durata, che terrà conto che la stessa, in conformità a quanto sostenuto dal ricorrente,
dovrà essere “raddoppiata” giacchè il veicolo risultava appartenere a “persona estranea
al reato” e condotto, al momento del fatto, dall’imputato non ancora ventunenne.
P.Q.M.

amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida e rinvia sul punto al
Tribunale di Perugia.
Così deciso nella camera di consiglio in data 20 marzo 2015

Il Consigliere estensore

Il Presidente

Annulla la sentenza impugnata limitatamente alla mancata applicazione della sanzione

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