Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15160 del 16/07/2014


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 15160 Anno 2015
Presidente: ZECCA GAETANINO
Relatore: CIAMPI FRANCESCO MARIA

SENTENZA
Sul ricorso proposto da :
TCHERNICOV VLADIMIR

N. IL 06.04.1982

avverso la sentenza della CORTE D’APPELLO DI FIRENZE in data 31/10/13
sentita la relazione fatta dal Consigliere dott. FRANCESCO MARIA CIAMPI;
udite le conclusioni del PG in persona del dott. Francesco Mauro Iacoviello che ha chiesto il
rigetto del ricorso. E’ presente per il ricorrente il difensore di ufficio De Angelis Roberto del foro
di Roma il quale riportandosi ai motivi di ricorso ne chiede l’accoglimento

1.

2.

RITENUTO IN FATTO
Con la sentenza impugnata è stata confermata la sentenza emessa in data 10
maggio 2011 dal Tribunale di Pistoia, appellata da Tchernicov Vladimir.
Quest’ultimo era stato ritenuto colpevole del reato di cui all’art. 186 comma 1,
lett. c) del codice della strada per aver guidato in stato di ebbrezza (gr. 2,11/1 alla
prima prova e gr. 1,97/1 alla seconda (reato commesso in Montecatini Terme il 20
agosto 2009)
Avverso tale decisione ha proposto personalmente
ricorso in cassazione il
Tchernicov lamentando il mancato accoglimento della richiesta di sostituzione della
pena con il lavoro di pubblica utilità, l’inidoneità delle attrezzature utilizzate per
l’alcoltest prive di omologazione- come sarebbe stato accertato dal giudice di pace
di Monsumano Terme- e comunque la non corretta funzionalità delle stesse.
CONSIDERATO IN DIRITTO

3.

Con l’odierno ricorso vengono reiterate le censure già avanzate in sede di gravame
e cui la Corte territoriale ha dato congrua risposta, dopo aver peraltro disposto
l’acquisizione della già richiamata decisione del Giudice di Pace, ritenuta comunque
irrilevante ai fini della confermata responsabilità penale dell’imputato. Ed invero
quanto all’asserita inutilizzabilità delle prove acquisite mediante strumentazione
inattendibile, si osserva che in tema di guida in stato di ebbrezza, l’esito positivo
dell’alcoltest costituisce prova della sussistenza dello stato di ebbrezza ed è onere

Data Udienza: 16/07/2014

5.

P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali,

Così deciso nella camera di consiglio del 16 luglio 2014

IL CONSIGLIERE ESTENSORE

4.

dell’imputato fornire eventualmente la prova contraria a tale accertamento
dimostrando vizi od errori di strumentazione o di metodo nell’esecuzione
dell’aspirazione, non essendo sufficiente la mera allegazione di difettosità o assenza
di omologazione dell’apparecchio (v. in tal senso, Sez. 4, n. 17463 del 24 marzo
2011, Rv. 250324; Sez. 4, 16 gennaio 2008, n. 8591, Letteriello,).
A ciò aggiungasi che del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, art. 379, commi 6, 7 e
8, (regolamento di esecuzione ed attuazione del codice della strada) si limita ad
indicare le verifiche alle quali gli etilonnetri devono essere sottoposti per poter
essere omologati ed adoperati, senza prevedere alcun divieto la cui violazione
determini l’inutilizzabilità delle prove acquisite (v. Sez. 4, 21 settembre 2010, n.
44833, Di Mauro). L’applicazione di tali principi al caso in esame in cui il ricorrente
si è limitato ad affermare la carenza di omologazione dell’apparecchio rende
evidente la infondatezza della censura.
Anche le ulteriori censure tese a vanificare l’esito dell’alcoltest (peraltro suffragato
dagli elementi sintomatici indicati dai verbalizzanti) appaiono infondate. La Corte
territoriale del resto – come già ricordato ha espressamente affrontato tutte le
doglianze proposte relative alle dedotte incongruenze cronologiche, alla mancanza
di sequenza negli scontrini, fornendo una motivazione niente affatto illogica e
comunque scevra dei denunciati vizi di legittimità. L’unico elemento di specificità e
novità può rinvenirsi nel primo motivo di gravame con cui il ricorrente lamenta la
mancata sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità. Corretta appare la
decisione sul punto della Corte territoriale che ha negato il beneficio in questione in
quanto incompatibile con la (già concessa) sospensione condizionale della pena.
Vale rilevare che certamente, in tema di reato di guida sotto l’influenza dell’alcool,
la sostituzione della pena detentiva o pecuniaria con quella del lavoro di pubblica
utilità di cui all’art. 186 C.d.S., comma 9 bis, introdotto dalla L. n. 120 del 2010, è
applicabile, in virtù dell’art. 2 c.p., comma 4, anche ai fatti commessi anteriormente
alla predetta novella. Anzi, in tal caso, non è neppure richiesto dalla legge che
l’imputato debba indicare l’istituzione presso cui intende svolgere l’attività
lavorativa e le modalità di esecuzione della misura, essendo sufficiente che egli non
esprima la sua opposizione. È però evidente, che stante la incompatibilità tra il
beneficio della sospensione condizionale della pena e quello del lavoro di pubblica
utilità, la richiesta della pena sostitutiva necessitava della esplicita rinuncia al
beneficio della sospensione condizionale della pena concesso in precedenza, il che
non è avvenuto nel caso di specie (cfr. Sez. 4, n. 1755 del 19/11/2013 ,Rv.
258183)
Il ricorso, pertanto, non può essere accolto. Al rigetto del ricorso consegue ex art.
616 c.p.p. la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

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